Una giovane prostituta della Sierra Leone, Vivian Alke, 26 anni, incinta di 4 mesi, è morta in un incidente stradale, sbalzata fuori dalla vettura sulla quale si trovava con due clienti, che sono scappati a piedi senza prestarle soccorso. È successo nella tarda serata di sabato lungo la strada provinciale Francesca, non lontano da Pontirolo (Bergamo). La dinamica dello schianto non è ancora chiara. La donna era stata vista dalle colleghe salire sull'auto, una Volkswagen Golf, con due uomini a bordo. Poco dopo lo schianto, nei pressi di un distributore di benzina. La vettura si sarebbe capottata più volte fino a sbattere contro un palo della luce. La prostituta sarebbe stata sbalzata fuori e i due uomini sono riusciti a scappare prima che l'auto prendesse fuoco.
I SOCCORSI - Quando i soccorritori sono arrivati, la giovane, in Italia senza permesso di soggiorno e senza una fissa dimora, respirava ancora ed è stata trasportata al Policlinico di Zingonia, ma a nulla sono serviti i tentativi di salvarla. Dalle indagini dei carabinieri finora è emerso che la vettura era stata rubata a Treviglio (Bergamo) il 9 settembre scorso. Gli inquirenti stanno dando ora la caccia agli occupanti della Golf.
fonte: Corriere della Sera
domenica 29 novembre 2009
Giovane prostituta incinta muore nell'auto in fiamme, i clienti fuggono
Etichette: bergamo, morte, prostituzione, sierra leone
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venerdì 27 novembre 2009
LEGA NORD: ''TAGLIAMO LA CASSA INTEGRAZIONE AGLI EXTRACOMUNITARI''.
Cassa integrazione ridotta per gli extracomunitari. Lo prevede un emendamento della Lega Nord alla finanziaria. In particolare, la proposta del Carroccio, limita per il 2010 a soli sei mesi la durata della cassa integrazione e di qualsiasi altra forma di ammortizzatore sociale che viene erogato ai lavoratori residenti nel territorio italiano non cittadini italiani ovvero comunitari.
Maurizio Fugatti ha spiegato il motivo della proposta.
''Le risorse per gli ammortizzatori sociali - ha detto - sono poche e le esigenze sono molte.
Crediamo che si debbano prima tutelare i cittadini italiani.
Quindi - ha detto Fugatti - abbiamo proposto per gli extracomunitari di limitare a sei mesi la cassa integrazione e gli altri ammortizzatori. Da cio' deriva poi che, se dopo sei mesi il lavoratore extracomunitario non ha trovato un nuovo impiego, si applica la legge Bossi-Fini che prevede l'allontanamento dal territorio italiano''.
Ma un immediato altola' viene dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi: ''Gli ammortizzatori sociali ordinari - ricorda in una nota - corrispondono a diritti soggettivi dei lavoratori, sono sostenuti da contribuzioni dei lavoratori e degli imprenditori, sono, nel caso della cassa integrazione e dei contratti di solidarieta', correlati alla continuita' del rapporto di lavoro che costituisce il presupposto della conservazione del permesso di soggiorno''.
E anche il ministro per le Pari opportunita' esprime disaccordo con la proposta leghista: ''Una provocazione, che sono certa non avra' alcun seguito in Parlamento'', dice Mara Carfagna.
fonte: ASCA
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giovedì 26 novembre 2009
Nuovo sgombero di rom a Milano. I volontari del Naga: “accanimento insensato”.
"Saremo inflessibili con chi sgarra”. Non usa mezzi termini il vice Sindaco “sceriffo” e assessore alla Sicurezza del Comune di Milano Riccardo De Corato nel commentare il piano degli sgomberi dei campi nomadi. Dal canto suo, nella lunga intervista pubblicata oggi su “Repubblica Milano”, Letizia Moratti ha liquidato in poche righe la questione, evidentemente troppo presa ad accreditare la propria ricandidatura alla poltrona di sindaco.
E intanto stamane alcune delle persone, circa trenta tra uomini donne e numerosi bambini, sgomberate giovedì scorso dal campo di via Rubattino, sono state nuovamente allontanate dall’ex caserma di viale Forlanini nella quale si erano rifiugiate.
“Ancora una volta non sono state prospettate soluzioni alternative, tanto che non erano stati avvisati neanche i servizi sociali”, denunciano i volontari del Naga (associazione milanese che dal 1987 garantisce assistenza sanitaria, legale e sociale gratuita a cittadini stranieri irregolari e non, a nomadi, richiedenti asilo, rifugiati e vittime della tortura) che parlano di “un accanimento insensato, un allarmismo infondato di fronte all'invocazione di emergenze inesistenti e una continua violazione di diritti e libertà fondamentali”.
Verso le otto del mattino le ruspe del Comune di Milano hanno raso al suolo il nuovo accampamento, proseguendo così l’opera di demolizione avviata una settimana fa quando si è proceduto allo sgombero del campo abitato da circa 200 persone, per lo più cittadini rom di nazionalità rumena, in via Rubattino. “Come ormai succede da anni durante l'era De Corato - avevano subito denunciato i Naga che, da mesi, con il servizio di Medicina di Strada portano assistenza agli abitanti dell'area - anche in questo caso lo sgombero è avvenuto senza alcuna preventiva notifica agli interessati di un provvedimento formale di sgombero, come previsto, invece, dalla normativa nazionale e internazionale, senza alcuna consultazione e dialogo con gli interessati, senza alcuna comunicazione preventiva”.
fonte: Linkontro
Fiaccolata per gli aggrediti da marocchino gruppo si stacca per colpire due immigrati
Giallo a Rovato, nel Bresciano, durante la manifestazione di solidarietà alla coppia colpita brutalmente qualche sera prima. Sospetti sugli ultrà
I carabinieri stanno indagando sull'aggressione a due fratelli di origine kosovara, malmenati a Rovato (Brescia) a margine della fiaccolata di protesta e solidarietà alla coppia brutalmente aggredita mentre era appartata in auto nel piccolo comune della Franciacorta, nella notte del 20 novembre scorso, e per il quale è stato arrestato un immigrato di origine marocchina.
I due immigrati, di 35 e 36 anni, sono stati individuati mentre camminavano in una stretta e buia vietta della cittadina, via Rose, e qui sono stati raggiunti e picchiati da un gruppo composto da una ventina di persone. I due sono stati soccorsi dal personale del 118 e trasportati in ambulanza, rispettivamente in codice giallo e verde, all'ospedale di Chiari: gli sono state riscontrate diverse contusioni e abrasioni che sono state medicate e per le quali non c'è stato bisogno di stilare una prognosi. Nello stesso ospedale è stato portato per un malore anche un manifestante di 36 anni, che sembra però essere del tutto estraneo alla vicenda.
La stragrande maggioranza del partecipanti al corteo non si è accorta dell'aggressione, che secondo gli investigatori potrebbe essere stata compiuta da una frangia di ultrà, provenienti da fuori Rovato, e che nulla avrebbero a che fare con gli organizzatori della manifestazione, sfruttata dunque al solo fine di provocare disordini. I carabinieri stanno lavorando alla loro identificazione.
Alla manifestazione, partita intorno alle ore 20, organizzata dagli amici dei due ragazzi di 19 e 28 anni, hanno preso parte circa 2mila persone, soprattutto giovani, ed era presente anche una delegazione del comune, con il sindaco e alcuni assessori e consiglieri.
fonte: Repubblica
Esportiamo razzisti
Brutto mercoledì. Il Milan deve accontentarsi dell'1-1 a San Siro col Marsiglia (che colpisce una traversa e un palo). Il Bordeaux batte 2-0 la Juve (le basterà un pari a Torino col Bayern). Purtroppo alla ribalta vanno i cori di tifosi juventini contro Balotelli.
Così si deve registrare un ulteriore passo avanti che in realtà è un salto in basso. Dai cori d'insulti a Balotelli a Torino (lui assente, a Barcellona) ieri si è passati ai cori d'insulti a Balotelli a Bordeaux (lui in Italia).
Esportiamo razzisti, è un dato di fatto. Definirli ignoranti o stupidi, come fanno molti dell'ambiente pallonaro, è riduttivo, è sbagliato. Sono razzisti e sono fieri di esserlo. Quando, prima che cominciasse la partita, parte dei tifosi juventini ha intonato il solito coro demente già usato altrove con Lucarelli ("se saltelli muore Balotelli"), l'altoparlante ha ricordato che l'Uefa intende bandire il razzismo dagli stadi, il gruppo di ultrà ha urlato la sua miserabile certezza: "non esistono negri italiani", "un negro non può essere italiano". Un razzista sì, evidentemente. A quel punto Buffon, il capitano, e Secco sono andati a parlamentare e i cori sono cessati.
fonte: Repubblica
Ricordiamo gli abusi sulle donne Rom
Gli attivisti del Gruppo EveryOne hanno ricevuto negli ultimi anni numerosissime segnalazioni di abusi su donne di etnia Rom, anche giovanissime. A causa della vergogna, le vittime Rom non denunciano mai i loro aggressori. Spesso, per lo stesso motivo, non è possibile neppure condurle in ospedale. Oltre agli stupri, le donne Rom subiscono spesso aggressioni razziste e maltrattamenti da parte di intolleranti o anche di uomini in divisa.
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Etichette: donne, rom, violenza sessuale
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mercoledì 25 novembre 2009
Varallo, divieto di burqa sui cartelli stradali
La polizia carica un gruppo di donne che manifestava contro le violenze della polizia nei Cie
Avevo raccontato la storia nel 2006, giova ogni tanto rileggerla.
Anche alla luce di quanto è successo oggi in piazza Cadorna a Milano dove un gruppo di donne è stato caricato e preso a manganellate dalla polizia. Le donne manifestavano contro gli stupri che avvengono che sconvolgente frequenza all'interno dei CIE (gli ex CPT dove gli immigrati vengono tenuti anche 18 mesi in attesa di essere identificati). LA causa del tutto è stato uno striscione che denunciava questi abusi da parte della polizia, non essendo stato tolto ha provocato la carica della polizia.
Questo il volantino che veniva distribuito in piazza.
Fonte: www.kuda.tk
Etichette: cie, polizia, violenza, violenza sessuale
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martedì 24 novembre 2009
Rom a Milano. Due sgomberi in tre giorni.
Prima dal campo abusivo di via Rubattino, poi - all'alba - dal sottopasso dove avevano passato la notte. Ecco come un centinaio di nomadi romeni - tra loro almeno quaranta bambini - sono arrivati, ieri mattina, ad occupare una chiesa, la parrocchia di Sant´Ignazio alla periferia nord-est di Milano. Seduti sui banchi, con le loro masserizie accumulate in fondo alla chiesa, hanno aspettato che si trovasse un posto per passare questa notte e le prossime non al freddo, per strada. Un gesto non puramente simbolico, perché solo dopo dodici ore di trattative e solo grazie alla disponibilità della Curia e delle altre associazioni cattoliche della città è stata trovata una soluzione temporanea per le donne e i bambini che, fino allo sgombero, frequentavano le scuole del quartiere e stavano iniziando un percorso di integrazione.
Una giornata di tensione e di febbrili tentativi di mediazione, dopo la decisione del Comune di usare il pugno di ferro con gli irregolari che vivono a Milano. In via Rubattino, giovedì, le forze dell´ordine hanno sgomberato un campo abusivo dove si sono raccolti, dopo l´estate, nomadi già cacciati da altri insediamenti. In un continuo pellegrinaggio erano arrivati in quell´area malsana. Il Comune, sin da subito, ha fatto sapere che c´era posto in comunità solo per le donne con figli sotto i sette anni. I bambini più grandi sarebbero stati divisi dalle mamme e portati in altri alloggi. Inutile il presidio in prefettura per chiedere il tendone della Protezione civile: il Comune ha posto il veto. Un braccio di ferro - con il corollario di uno scarico di responsabilità tra istituzioni - che ha portato i nomadi a rifugiarsi vicino a un ponte della stessa zona. È qui che ieri mattina sono andati i vigili, per sgomberarli di nuovo.
Accompagnati dai volontari delle associazioni, i nomadi sono arrivati nella chiesa del quartiere Feltre. Il parroco ha rifiutato l´intervento delle forze dell´ordine. «La Chiesa accoglie tutti», è la frase che più volte, nella lunga giornata, ripeteranno anche dalla Curia, farà arrivare anche il cardinale Tettamanzi. Il Comune a fine serata riesce a trovare posto solo per sette donne con figli al seguito nel dormitorio di viale Ortles. Tutte le altre - una settantina, compresi i bimbi - vengono portate nelle case di accoglienza di parrocchie e centri cattolici, dove potranno restare almeno per qualche giorno.
Gli uomini vengono ospitati per la notte in un salone della stessa parrocchia. I nomadi hanno assistito alla messa del pomeriggio che don Mario ha concluso con un messaggio dei parroci del decanato. Chiedendo di evitare strumentalizzazioni e invitando anche i rom a cercare di integrarsi, ha sollecitato «le istituzioni pubbliche a occuparsi urgentemente e in maniera lungimirante del problema evitando di dilazionare gli interventi necessari».
Nelle stesse ore il sindaco Moratti partecipava a un convegno alla Casa delle carità diretta da don Virginio Colmegna. Lei ribadiva che il Comune «ha dato un´opportunità di accoglienza a mamme e bambini e loro l´hanno rifiutata», don Colmegna sottolineava: «È urgente cercare insieme nuove forme di convivenza per uscire da una cultura dello scontro e della paura».
fonte: Repubblica
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Rom a Milano. Due sgomberi in tre giorni.
Prima dal campo abusivo di via Rubattino, poi - all'alba - dal sottopasso dove avevano passato la notte. Ecco come un centinaio di nomadi romeni - tra loro almeno quaranta bambini - sono arrivati, ieri mattina, ad occupare una chiesa, la parrocchia di Sant´Ignazio alla periferia nord-est di Milano. Seduti sui banchi, con le loro masserizie accumulate in fondo alla chiesa, hanno aspettato che si trovasse un posto per passare questa notte e le prossime non al freddo, per strada. Un gesto non puramente simbolico, perché solo dopo dodici ore di trattative e solo grazie alla disponibilità della Curia e delle altre associazioni cattoliche della città è stata trovata una soluzione temporanea per le donne e i bambini che, fino allo sgombero, frequentavano le scuole del quartiere e stavano iniziando un percorso di integrazione.
Una giornata di tensione e di febbrili tentativi di mediazione, dopo la decisione del Comune di usare il pugno di ferro con gli irregolari che vivono a Milano. In via Rubattino, giovedì, le forze dell´ordine hanno sgomberato un campo abusivo dove si sono raccolti, dopo l´estate, nomadi già cacciati da altri insediamenti. In un continuo pellegrinaggio erano arrivati in quell´area malsana. Il Comune, sin da subito, ha fatto sapere che c´era posto in comunità solo per le donne con figli sotto i sette anni. I bambini più grandi sarebbero stati divisi dalle mamme e portati in altri alloggi. Inutile il presidio in prefettura per chiedere il tendone della Protezione civile: il Comune ha posto il veto. Un braccio di ferro - con il corollario di uno scarico di responsabilità tra istituzioni - che ha portato i nomadi a rifugiarsi vicino a un ponte della stessa zona. È qui che ieri mattina sono andati i vigili, per sgomberarli di nuovo.
Accompagnati dai volontari delle associazioni, i nomadi sono arrivati nella chiesa del quartiere Feltre. Il parroco ha rifiutato l´intervento delle forze dell´ordine. «La Chiesa accoglie tutti», è la frase che più volte, nella lunga giornata, ripeteranno anche dalla Curia, farà arrivare anche il cardinale Tettamanzi. Il Comune a fine serata riesce a trovare posto solo per sette donne con figli al seguito nel dormitorio di viale Ortles. Tutte le altre - una settantina, compresi i bimbi - vengono portate nelle case di accoglienza di parrocchie e centri cattolici, dove potranno restare almeno per qualche giorno.
Gli uomini vengono ospitati per la notte in un salone della stessa parrocchia. I nomadi hanno assistito alla messa del pomeriggio che don Mario ha concluso con un messaggio dei parroci del decanato. Chiedendo di evitare strumentalizzazioni e invitando anche i rom a cercare di integrarsi, ha sollecitato «le istituzioni pubbliche a occuparsi urgentemente e in maniera lungimirante del problema evitando di dilazionare gli interventi necessari».
Nelle stesse ore il sindaco Moratti partecipava a un convegno alla Casa delle carità diretta da don Virginio Colmegna. Lei ribadiva che il Comune «ha dato un´opportunità di accoglienza a mamme e bambini e loro l´hanno rifiutata», don Colmegna sottolineava: «È urgente cercare insieme nuove forme di convivenza per uscire da una cultura dello scontro e della paura».
fonte: Repubblica
A LECCO, PICCHIA SENEGALESE A SCUOLA CON CACCIAVITE
Con l'accusa di lesioni e circostanze aggravanti ai sensi degli artt. 582 e 585 del Codice penale, e' comparso oggi davanti al Giudice monocratico del Tribunale di Lecco, Ambrogio Cerone, un giovane studente dell'istituto di formazione Clerici di Merate che deve rispondere di aver picchiato brutalmente un compagno di scuola senegalese spedendolo in ospedale.
fonte: L'espresso
Etichette: lecco, scuola, senegal
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lunedì 23 novembre 2009
Della sessualità di Maometto e di altri argomenti che forse sarebbe meglio trattare con cura
Ieri alla cena del Kem Kogi Mohamed Ba ha consegnato il suo decalogo ai bambini (e adulti) presenti. Una delle regole dice: "Non pretendere di parlare della cultura degli altri se non la conosci profondamente", o qualcosa del genere.
Ecco, un paio di settimane fa Daniela Garnero, già Santanchè, si dileggiava nel definire Maometto pedofilo per aver preso in moglie una bambina di nove anni. Per giorni ho atteso che qualcuno che ne sapesse chiarisse la questione con dovizia di citazioni. Finalmente è arrivato ilDerviscio che invito a leggere per intero mentre io gli rubo qualche passaggio:
1) Nella societá araba di millequattrocento anni fa, il conteggio degli anni era alquanto approssimativo, specialmente per quanto riguarda l'anagrafe. Gli anni venivano generalmente computati riferendosi ad avvenimenti importanti anziché al conteggio delle lune. Nella biografia del Profeta Mohammed (la pace sia su di Lui) sono ad esempio noti i fatti avvenuti nell'anno dell'elefante, nell'anno dell'Egira o quelli avvenuti nell'anno del lutto.
2) Il matrimonio precoce era alquanto diffuso e, se accettiamo le tradizioni secondo le quali Aisha (la pace sia con Lei) venne sposata all'etá di nove anni, le stesse tradizioni ci tramandano che il matrimonio venne consumato all'etá di quindici, secondo altre tradizioni diciannove, anni.
...
5) La signora Garnero/Santanché, paladino della difesa dei valori occidentali, avrebbe dovuto, prima di dare fiato alle sue strampalate teorie, studiare non solo il Corano, l'esegesi coranica e la Sīrah Rasūl Allāh, la biografia del Messaggero di Dio, ma anche un po' dei vangeli della tradizione cristiana. Quando Maria, madre di Gesú (la pace su entrambi) raggiunse l'etá di dodici anni, il sommo sacerdote cercò in un consesso di vedovi il suo futuro marito. La scelta cadde su Giuseppe il falegname che si schernì dicendo: "Ho già figli e sono vecchio, mentre essa è una fanciulla! Che io non abbia a diventare oggetto di scherno per i figli di Israele!" (Protovangelo di Giacomo, VIII e succ.)
Poi ilDerviscio spiega come l'età di nove anni di Aisha sia alquanto dibattuta e che insigni studiosi ritengono che avesse almeno 14 anni al momento del matrimonio. Ecco, queste spiegazioni non serviranno a convincere nessuno, anche perchè nessuno si pone il problema se il Profeta fosse pedofilo o meno, però sono fondamentali per capire che la realtà è complessa, non possiamo sempre pretendere di interpretarla con le categorie che conosciamo.
fonte: www.kuda.tk
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"Denunciate al Comune i clandestini" Il manifesto della giunta leghista
L'invito alla denuncia del clandestino arriva alla fine di un manifesto che riporta un paio di articoli e relative pene del decreto Maroni sulla sicurezza: "Chiunque fosse a conoscenza della presenza sul territorio comunale di immigrati clandestini è pregato di comunicarlo con tempestività al sindaco, all'ufficio di polizia municipale o all'ufficio anagrafe del Comune per i necessari atti conseguenti. Grazie della collaborazione". Firmato: l'amministrazione comunale.
Da una settimana a San Martino dall'Argine, mille e ottocento abitanti a 25 chilometri da Mantova, nel comune con la più bassa percentuale di immigrati di tutta la provincia, sono comparsi i manifesti. In centro e in periferia, vicino alle scuole e lungo le strade che portano alle piccole fabbriche e alle aziende agricole. Dopo il caso bresciano di Coccaglio, dove la giunta leghista ha inaugurato i controlli agli immigrati con il permesso di soggiorno in scadenza intitolandolo al "Bianco Natale", ora un altro comune lombardo invita tutti i residenti a segnalare gli irregolari. "L'obiettivo è informare sulle nuove norme. Ora bisogna stare attenti a dare in affitto le case, magari non a norma, a clandestini", spiega il sindaco Alessandro Bozzoli, indipendente alla guida di un'amministrazione Lega-Pdl.
fonte: Repubblica
Etichette: clandestino, lega nord, mantova, sindaco
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domenica 22 novembre 2009
Latina, strage dei braccianti fantasma indiani senza luci travolti sulle strade
Li chiamano invisibili, perchè sono clandestini senza documenti della cui esistenza pochi sanno e pochi vogliono sapere. Ma sono invisibili anche fisicamente, almeno di notte, quando percorrono senza luci - a piedi o in bicicletta - le strade dell'Agro Pontino, nelle cui serre lavorano. Così invisibili da morire investiti da un'auto o un camion, come è accaduto, venerdì 20 novembre ad uno di loro. Si chiamava Jaswinder Singh, aveva 40 anni ed era originario del Punjab.
L'ennesimo incidente con un ciclista travoltoFANTASMI SU DUE RUOTE - Jaswinder è uno dei «fantasmi» che vivono nella vasta pianura della bonifica a sud di Roma, in quella fertile pianura di Latina che è il grande orto del centro Italia: verdure, kiwi, fiori. Si calcola siano circa 7000 i braccianti indiani che lavorano - con o senza permesso di soggiorno - nella provincia di Latina.
Jaswinder Singh, citadino indiano, è morto sulla statale Pontina venerdì sera, investito tra Sabaudia e Terracina. La dinamica è sempre la stessa: tornava a casa in sella alla bicicletta, senza luci, senza alcun segnale luminoso, senza documenti indosso. E adesso c'è chi chiede controlli sulle strade.
I dati ufficiali della Polizia stradale parlano di tre morti nel 2009 e due feriti gravi tra la comunità di braccianti impiegata nelle campagne tra Latina, Sabaudia e Terracina. Ma questi numeri non rendono l’idea dell’effettiva emergenza e pericolosità del fenomeno degli incidenti causato da ciclisti che ogni sera tornano presso i loro giacigli senza uno straccio di fanale. Di incidenti ce ne sono ogni giorno, ma sfuggono alle statistiche (si stima possano essere tre volte più dei numeri ufficiali) così come la reale consistenza della comunità sikh che abita in provincia di Latina.
fonte: Corriere della Sera
Etichette: clandestino, india, latina, morte
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Al via le ronde dei vicini di casa il Pirellone: segnalate i sospetti
Dopo il flop delle ronde del ministro Maroni, il Pirellone affida la sicurezza ai vicini di casa. Il progetto del "controllo di vicinato" dell’assessore regionale Stefano Maullu, del Pdl, prende spunto dal Neighbourhood Watch anglosassone, riveduto e corretto in chiave lombarda. Prevede che i sindaci affidino direttamente ai cittadini, ma più ancora alle associazioni di categoria e agli amministratori di condominio, il compito di fare da sentinella nei quartieri delle città. Annotare targhe di macchine sospette, affacciarsi se un cane abbaia o se nei pressi dell’appartamento del vicino si aggira qualche faccia poco rassicurante, o denunciare la presenza di un clandestino nel vicinato. Per poi segnalare il tutto alle forze dell’ordine. Con tanto di appositi cartelloni e adesivi per scoraggiare i malintenzionati.
Con slogan come "Questa è una zona sotto il controllo del vicinato" o "Attento, in questo quartiere c’è chi ti osserva ed è pronto a chiamare la polizia", all’ingresso delle principali vie e dei negozi dei quartieri a rischio. In cambio, le amministrazioni che aderiranno al progetto otterranno dal Pirellone un punteggio maggiore nell’assegnazione delle risorse sulla sicurezza. Che tra il 2003 e il 2008 sono state pari a ben 90 milioni di euro. A Milano il progetto partirà a gennaio. Prima nei quartieri Baggio, San Siro e Affori, per poi estendersi a Buenos Aires e Paolo Sarpi.
fonte: Repubblica
Pubblicato da AdminK alle 16:12 0 commenti