A Roma in in negozio di frutta a Tor Bella Monica un gruppo di giovani si sono radunati verso le 18 di ieri e hanno aggredito un dipendente, un bengalese di 23 anni. Una spedizione punitiva: il giovane è stato colpito ripetutamente con un bastone e un coltello. Autori dell'aggressione alcuni italiani probabilmente della zona probabilmente in cerca di vendetta per alcuni apprezzamenti che il bengalese avrebbe rivolto a una ragazza del posto. Il giovane è stato trasportato in codice rosso al policlinico Tor Vergata dove è ricoverato in prognosi riservata con ferite al torace e alla testa, e con un trauma cranico.
Stessa sorte è toccata ad un ambulante straniero nei pressi della spiaggia di Campomarino Lido (CB), massacrato di botte da un cittadino italiano per una contrattazione degenerata in lite.
fonte: Osservatorio sulla repressione
lunedì 31 agosto 2009
Pestaggi razzisti a Roma e Campomarino (Cb)
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domenica 24 maggio 2009
Raid contro il capodanno Bangla Botte, insulti e sprangate. E corteo
Il Capodanno della comunità bengalese di Roma doveva cominciare sabato sera a Villa Gordiani, un parco nella periferia della Capitale. Quella di venerdì doveva essere l'ultima sera passata a montare stand e mettere a punto gli ultimi preparativi, come accade ogni anno. Ma cinque bengalesi che si trovavano nel parco a far sì che la festa fosse organizzata nel modo migliore possibile sono stati aggrediti da una ventina di ragazzi tra i 20 e i 25 anni, armati di spranghe e bastoni di ferro. Un raid razzista, un assalto squadrista contro cinque persone inermi. Ora la Digos indaga per capire chi ha tentato di cancellare l'integrazione in un quartiere che, già due anni fa, aveva conosciuto l'episodio xenofobo al Pigneto quando fu distrutto un negozio di immigrati. Uno di loro, Kalu, 35 anni, stava dormendo nel furgone quando, racconta, è stato svegliato «da violenti colpi di bastone contro il furgone che hanno fracassato i vetri. C'erano queste voci che ci insultavano, che dicevano 'ma che è questo capodanno bengalese? Bastardi, andate via. Ho avuto tanta paura». Ad avere la peggio è stato Mohammed Munshi, 34 anni, ferito a calci e pugni e finito in ospedale. Gli aggressori, secondo il racconto delle vittime, sarebbero giovani italiani tra i 20 e i 25 anni di età. «Avevamo chiesto al municipio se potevano organizzare la vigilanza, visto che c'era materiale in allestimento. Non ci hanno neppure risposto e abbiamo dovuto fare da noi», aggiungono i bengalesi.
VIA DA CENTOCELLE - Negli anni passati la festa si era svolta al Parco di Centocelle ma che per motivi di sicurezza, in questa edizione, è stata spostata al parco di Villa Gordiani, «decisione non nostra - spiega il presidente del VI Municipio Giammarco Palmieri (Pd) ma del Campidoglio». Il portavoce della associazione bengalese Dhumchatu, Bachcu, ha ricordato che «erano quattro mesi che discutevano con l'amministrazione perchè temevamo problemi, ed ecco che i problemi ci sono stati. L'amministrazione non voleva questa festa: a Centocelle ci ha sgomberato la forza pubblica, qui invece ci hanno provato a sgomberare con questo raid». L'accordo per organizzare il Capodanno a Villa Gordiani era stato trovato nella mattinata di venerdì dopo che giovedì scorso il Dhuumcatu, insieme ad alcuni comitati di base, aveva occupato simbolicamente il Parco archeologico di Centocelle per chiedere al Comune di poterlo utilizzare per la festa. «Alla fine abbiamo convenuto che il parco non era a norma e abbiamo accettato di andare a Villa Gordiani - spiegano ancora - peraltro, ieri mattina, mentre alcuni ragazzi bengalesi portavano via il nostro materiale dal Parco di Centocelle, sono stati fermati e identificati dai vigili urbani che hanno cominciato a dire loro che erano clandestini, che ora ciò è un reato e poi l'hanno portati al commissariato. Un atteggiamento assolutamente non condivisibile perché, oltre ad impaurire delle persone che non stavano facendo nulla di male, appariva come una vera e propria minaccia dal momento che il reato di clandestinità, in Italia, non è ancora stato introdotto». La festa del capodanno Bangla era in programma da domenica 24 maggio a domenica 31 maggio nel parco di Villa Gordiani in via Prenestina 341. Tutti i giorni spettacoli di musica e danze tradizionali, stand di artigianato e bigiotteria indiana, tessuti e cucina sud-asiatica. Il programma completo è consultabile sul sito www.dhuumcatu.org.
fonte: Corriere della Sera
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domenica 15 febbraio 2009
Roma: Aggredito commerciante bengalese. Razzismo? No, concorrenza
Un altro grave episodio di razzismo è accaduto ieri nel quartiere multietnico di Roma Esquilino. Un gruppo di italiani, al grido di “Nero devi chiudere l'attività", ha aggredito un ragazzo bengalese. Prima gli insulti, poi i pugni, infine la bottigliata in testa.
A capeggiare la spedizione punitiva è stato il titolare italiano di un bar di via Giolitti (“ La Capitale ”), stessa strada dove si affaccia il negozio dello zio della vittima, un internet point con annessa rivendita di alimentari.
In base agli accertamenti effettuati dalle forze dell’ordine, sembra che l’aggressione sia stata determinata dal fatto che il negozio del bengalese vendesse le bibite ad un prezzo inferiore rispetto al bar “ La Capitale ”.
Ci troviamo dunque al cospetto di una banale scaramuccia tra gestori o di un’aggressione razzista? La Polizia non ha avuto dubbi nel bollare l’episodio come una semplice questione di “concorrenza”.
Ancora una volta, dunque, le autorità minimizzano. La violenza contro l’extracomunitario ha sempre un movente “privato”: donne contese, parole di troppo, portafogli rubati, liti tra spacciatori. Tutto purché non si parli di razzismo. Forse perché si ha paura di screditare l’immagine del Bel Paese? beng1.jpgO forse perché non si vuole ammettere che ad incitare alla xenofobia sono anche certi atteggiamenti di alcuni esponenti del Governo italiano?
Ed intanto un rapporto presentato il mese scorso dalla Commissione Libertà Pubblica del Parlamento europeo ci dice che in Italia vi è una situazione “senza precedenti”: aumentano gli episodi di xenofobia e razzismo; “mezzi di comunicazione” e “dibattito pubblico” tendono “ad esasperare, invece che placare, le tensioni esistenti nella società".
Ma le autorità italiane non sentono ragioni. Quella di ieri è stata solo una piccola zuffa tra gestori. Il bengalese è stato medicato all'ospedale e poi dimesso, il proprietario del bar è stato denunciato per lesioni. Questione chiusa.
Si tralasciano però gli insulti razzisti pronunciati prima, durante e dopo il pestaggio.
Si dimenticano le numerose aggressioni a cittadini extracomunitari che stanno avendo luogo in Italia negli ultimi mesi. Come quella avvenuta una decina di giorni fa a Nettuno, alle porte di Roma, dove un gruppo di italiani ha dato fuoco ad un indiano che dormiva, ora in fin di vita al Centro grandi ustionati dell'ospedale Sant'Eugenio.
fonte: iniziativa
mercoledì 11 febbraio 2009
«Fuori dal quartiere»: e prova a dar fuoco a un bengalese
La bomboletta spray in una mano, l'accendino nell'altra. Poi, d'un tratto, una piccola scintilla e la fiammata sfiora il volto di uno dei tre ragazzi bengalesi. «Andatevene via brutti negri di merda, vi uccido se vi vedo ancora da queste parti. E guai se chiamate la polizia, vi vengo a cercare» urla Ivan Balzanella 20 anni, di Roma. Con lui, in giro in via Conte Verde, ci sono altri due amici ancora da identificare. Quello è il quartiere multietnico della capitale. Ma per questo ventenne «sempre strafatto, che fa il writer ma non ha finito le superiori» e la sua banda poco importa.
L'Esquilino è la sua zona. E per questo deve essere off limits per gli immigrati. «Voi qua non potete stare, vi do fuoco» grida già a novembre ad altri stranieri. Due sere fa, lo fa davvero. Prende dalla tasca la bomboletta spray di vernice che usa per i graffiti sui vagoni dei treni e sui muri lungo i binari della stazione Termini e la trasforma in un lanciafiamme. Liquido infiammabile contro tre ragazzi di 18, 19 e 21 anni del Bangladesh. Le fiamme li sfiorano appena. Uno di loro cerca di fermarlo e si rompe un dito.
L’arresto Gli agenti del commissariato Esquilino diretti da Domenico Condello irrompono poco dopo. Bloccano il ventenne e gli trovano addosso hashish. Dopo la tragedia di Nettuno, e il giovane indiano bruciato vivo da tre ragazzi, Roma si sveglia ancora all’ombra del razzismo. «Mi auguro che quel demente abbia la giusta punizione» dice Alemanno. «Davvero un brutto segnale, le istituzioni rispondono con durezza e diffusione di dialogo e legalità» aggiunge il presidente della Regione, Marrazzo, mentre Zingaretti, incalza: «Si interroghi chi nei giorni scorsi irresponsabilmente aveva indicato nella cattiveria l'atteggiamento da assumere nei confronti degli immigrati».
Razzismo dunque. Era già successo mesi fa al Trullo. Cinque gli arrestati. «Arabi de merda venite qua, pe camminà su sta strada ce dovete dà 10 euro?» sono le minacce ad alcuni egiziani. Per il gip non c’è dubbio. Si tratta di «occupazione fisica del territorio e di intimidazione permanente nei confronti degli stranieri con finalità di pulizia etnica». Ora ci risiamo. A novembre, la banda del 20enne aggredisce alcuni bengalesi. Anche calci e pugni. Un mese dopo, è la volta di due indiani. «Se passate ancora di qua, vi brucio e vi ammazzo». Loro vanno dalla polizia, segnalano ma non denunciano. Forse prevale la paura.
fonte: Unità
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Pubblicato da Vivere Cernusco alle 08:18 0 commenti
Sparano col fucile ad aria compressa: bengalese ferito
Stava camminando lungo via Ausonia, in compagnia di un amico, quando è stato raggiunto da un colpo alla spalla: un pallino partito da un’arma ad aria compressa che lo ha centrato e ferito, seppure lievemente. Vittima dello sparo un diciottenne di origini bengalesi residente in città. L’episodio si è verificato attorno alle 9.30 di ieri e ha immediatamente visto convergere nel quartiere di San Domenico un’ambulanza del 118, che ha accompagnato il giovane in ospedale, e i carabinieri della Radiomobile. Non è esclusa l’ipotesi di un risvolto razziale.
Ancora tutta da chiarire la dinamica dell’episodio e, soprattutto, del perchè quel colpo sia finito addosso a una persona. I carabinieri chiamati sul posto dalla centrale operativa del 118 hanno avviato subito le indagini, setacciando il quartiere alla ricerca dell’arma dalla quale era stato esploso il pallino: un fucile ad aria compressa del quale, però, pure nel resto della giornata, non si è trovata alcuna traccia.
Nè è stato ancora chiarito da dove sia stato sparato il colpo. La zona, alla periferia nord della città, è stata perlustrata palmo palmo dai militari dell’Arma, che hanno bussato alla porta dei tanti appartamenti dei condomini che affacciano su via Ausonia. Neppure le dichiarazioni rese dal giovane bengalese, che risiede in Italia con regolare permesso di soggiorno, hanno aiutato a portare elementi utili alle indagini. A quanto appreso, infatti, il ragazzo non avrebbe mai avuto screzi o problemi di natura relazionale con chicchesia. Niente, insomma, che potesse farne il bersaglio di uno “scherzo” del genere. Inoltre, quelli non sono nè la via, nè il quartiere nei quali il giovane abita. Il clima di crescente intolleranza verso gli extracomunitari che in queste settimane si sta respirando un po’ dappertutto, in Italia, resta comunque una delle piste investigative alla quale i carabinieri lavoreranno anche nei prossimi giorni.
Quando è stato raggiunto dal pallino, il bengalese stava camminando lungo la via in compagnia di un connazionale, a sua volta residente in altra zona di Udine. Questione di attimi: un momento prima o un momento dopo e quel “proiettile” avrebbe potuto colpirlo in un punto del corpo ben più vicino a organi vitali, oppure schivarlo del tutto. Trattandosi comunque di un pallino ad aria compressa, le conseguenze sono state minime e la ferita giudicata lieve. Soccorso dai sanitari del 118, il bengalese è stato caricato sull’ambulanza e trasportato al “Santa Maria della Misericordia” senza alcun codice d’urgenza. Una volta in Pronto soccorso, il giovane è stato medicato e dimesso con una prognosi di dieci giorni.
fonte: Messaggero Veneto
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Pubblicato da Vivere Cernusco alle 08:15 0 commenti
martedì 16 dicembre 2008
"Picchiato da italiani" muore bengalese
«Sono stato aggredito da alcuni italiani». Sono state queste le uniche parole che un cittadino bengalese è riuscito a dire ai sanitari dell´ospedale Pertini che lo hanno soccorso nella notte di lunedì. Nulla di grave, apparentemente: è entrato in codice verde. E, invece, ieri mattina, alle 9.50, è morto. Ed è subito giallo sia sull´aggressione che sulle cause della morte.
Insomma, una storia poco chiara su cui da ieri sera indaga la squadra mobile capitolina. È agli uomini diretti da Vittorio Rizzi che toccherà ora fare luce su una vicenda piuttosto strana. E magari gli agenti della mobile potranno capire qualcosa di più dall´autopsia a cui il corpo è stato sottoposto.
Tutto era iniziato con una chiamata nella notte tra lunedì e martedì al 118. «C´è un uomo accasciato in via del Casale di San Basilio (Roma), davanti alla fermata dell´autobus», aveva detto un cittadino al numero per le emergenze. E, in effetti, quando l´ambulanza è arrivata sul posto, all´altezza del civico 238, ha trovato la vittima, un bengalese di circa trent´anni, sdraiato a terra. «Ero fermo in attesa dell´autobus, quando da una macchina sono scese alcune persone.
Mi hanno fermato con la scusa di una sigaretta e mi hanno picchiato», ha spiegato in un italiano stentato ai medici e agli infermieri del 118. Nessun riferimento alla nazionalità degli aggressori, almeno non su strada. Aveva una lieve ferita alla testa che è stata medicata sul posto dal personale dell´ambulanza a cui non ha voluto dare nome né documenti. L´unica cosa che i sanitari hanno notato un forte odore di alcol.
Ma l´uomo stava bene, tanto che è stato portato al Pertini solo per un accertamento ulteriore, come da prassi. Nulla faceva pensare all´epilogo peggiore. Tanto che all´ospedale è stato accettato con codice d´ingresso verde. È stato solo a quel punto che il bengalese avrebbe aggiunto quel particolare sulla nazionalità dei suoi aggressori: italiani, avrebbe detto, poche ore prima di morire. Inspiegabilmente. Ora toccherà aspettare l´autopsia per verificare l´effettiva causa del decesso, mentre la squadra mobile cercherà di attaccarsi a quel poco che c´è. Vale a dire le dichiarazioni di un uomo che anche al personale della struttura di via dei Monti Tiburtini era sembrato in evidente stato di ebbrezza. E che ora non potrà confermare nulla.
Una vicenda che, però, ha qualcosa di già sentito diverse volte.
fonte: Repubblica
domenica 19 ottobre 2008
Bengalese picchiato a Roma
“RAZZISMO. Sono ancora sconvolto, dice il ragazzo bengalese picchiato da quattro balordi alla periferia di Roma. Racconto al Tg3 dell’aggressione subita.”
fonte Articolo 21
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Pubblicato da Vivere Cernusco alle 12:15 0 commenti