perchè questo blog?

L'Italia è diventata da anni paese di immigrazione ma da qualche tempo si registra un crescere di fenomeni di razzismo. Dopo la morte di Abdul, ucciso a Milano il 14 settembre 2008, ho deciso che oltre al mio blog personale avrei provato a tenere traccia di tutti quei fenomeni di razzismo che appaiono sulla stampa nazionale. Spero che presto questo blog diventi inutile...


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martedì 2 settembre 2014

Milano, picchiano un eritreo e gli aizzano contro un cane: "I musulmani ci uccideranno"

Picchiato, aggredito da un cane aizzato contro di lui, insultato come "negro" e "musulmano di m....". Il caso di discriminazione razziale si è registrato a Milano. La vittima è un eritreo di 55 anni residente in città e con regolare permesso di soggiorno. Gli aggressori sono invece due romeni di 19 e 20 anni che una volta arrestati non hanno nascosto il proprio disappunto agli agenti di polizia: "Ma come arrestate noi che siamo vostri compaesani e difendete quel negro di m...? I musulmani ci uccideranno tutti".

La vicenda risale al 26 agosto scorso. Teatro dell'aggressione è la stazione Greco Pirelli, periferia nord di Milano. Mancano pochi minuti alle 14 quando i due giovani romeni, ubriachi, si scagliano contro l'eritreo, lo insultano, lo picchiano e gli aizzano contro il loro pastore tedesco. Gli rubano anche il cellulare ("volevamo solo sapere l'ora", è la loro giustificazione), che comunque verrà restituito pochi minuti dopo. La scena non passa inosservata e qualcuno dei presenti avverte la polizia. Così, una volta saliti sul treno, i due trovano diversi agenti ad attenderli alla vicina stazione di Lambrate. Ma anche in commissariato danno in escadescenza, insultando ripetutamente gli agenti e provocando diversi danni agli uffici della polfer.

fonte: La Repubblica

lunedì 26 agosto 2013

Violenza sulle donne, picchia e segrega la convivente romena

Un cinquantenne di Gela (Caltanissetta), Giuseppe Capizzello, e' stato arrestato dalla polizia con l'accusa di aver picchiato, violentato e segregato la sua convivente, una romena di 31 anni. La donna, giunta a Gela due anni fa, dopo la morte dell'anziana di cui era badante, si era trasferita nell'abitazione di Capizzello in via Giuffre', assieme alle figlie di 4 e 12 anni. Piu' volte, il compagno 'avrebbe picchiato con calci e pugni sia lei sia le ragazzine, e avrebbe costretto la romena a rapporti sessuali. Lei avrebbe subito tutto in silenzio, pur digarantire un tetto alle sue bambine.

La vicenda e' stata scoperta per caso quando il mese scorso agenti della polizia che si erano recati in casa di Capizzello avevano notato ematomi sulle braccia della romena e le avevano chiesto la cusa. La donna a quel punto aveva parlato delle violenze infertele dal convivente. I lividi erano stati provocati da utensili lanciati da Capizzello contro la romena, che la polizia aveva subito fatto trasferire con le sue figlie in una casa famiglia. Capizzello avrebbe poi continuato a perseguitarla con telefonate e minacce di morte, rivolte anche alla madre della donna, che vive in Romania, e alle sue amiche. L'uomo dovra' ora rispondere di maltrattamenti, lesioni e violenza sessuale.


domenica 26 maggio 2013

Femminicidio a Lodi: italiano uccide ex compagna rumena

Ancora un caso di femminicidio, questa volta a Guardamiglio, nel lodigiano, dove un uomo di nazionalità italiana ha ucciso la sua ex convivente, una rumena. Secondo la prima ricostruzione, l’uomo avrebbe atteso la vittima fuori dalla casa dove questa stava lavorando e l’avrebbe trascinata con la forza in un parco pubblico, dove poi l’avrebbe uccisa con una decina di coltellate, dopo averla portata dietro una siepe, con l’intento di non attirare l’attenzione delle persone presenti nel giardino.

Vani sono stati i tentativi di alcuni passanti di fermare la furia omicida dell’uomo, che però è stato bloccato e poi consegnato ai carabinieri.

A quanto pare, le vessazioni da parte dell’uomo nei confronti dell’ex convivente duravano da oltre un anno, tant’è che l’amministrazione comunale del paese in provincia di Lodi si era prodigata per trovata una soluzione e aveva assegnato alla donna, che viveva col figlio 13enne, un alloggio popolare. Oggi l’esito tragico e sconcertante della vicenda.

Solo a maggio è il settimo caso di femminicidio, dopo le tragiche morti di Ilaria Leone, Alessandra Iacullo e Chiara Di Vita nei primi giorni del mese, il duplice omicidio di Palermo di dieci giorni fa e la morte di Silvana Cassol, la 50enne padovana giustiziata nel sonno dal marito, un agente di Polizia che poi si è tolto la vita, perché non accettava il logorarsi del loro rapporto.


fonte: diretta news

venerdì 22 aprile 2011

Alemanno polemica con S.Egidio Per i rom sgomberati notte in basilica

'Il fatto che venga rifiutata l'assistenza vuol dire che molti non sono nelle condizioni disperate che Sant'Egidio si immagina, ma spesso fanno una scelta di carattere economico e non di disperazione''. Il sindaco, Gianni Alemanno, è tornato di nuovo sulla polemica con Sant'Egidio in merito ai 75 sgomberi di microaccampamenti abusivi eseguiti dal primo aprile. Nella mattinata, lo sgombero messo in atto dal Comune del campo nomadi abusivo a Casal Bruciato, nel V muncipio. Che ha provocato la "rivolta" dei rom. Hanno raggiunto e occupato la basilica di San Paolo. Pregano in silenzio tra i banchi. Sono 150 donne, uomini e 40 bambini. "Ci appelliamo alla Chiesa", ripetono. Tra loro c'è anche Augusta, 24 anni, una giovanissima mamma arrivata qualche mese fa a Roma da un paese vicino Bucarest, in Romania. Che racconta: "Siamo preoccupati, ci sgomberano e ci buttano in mezzo alla strada. Siamo una famiglia, dobbiamo stare insieme, non siamo cani. Gli abbiamo detto di lasciarci stare almeno per Pasqua, ma ci hanno risposto: 'Mangiatevi i topi'".

fonte: Repubblica

lunedì 21 febbraio 2011

Rogoredo, sgomberato campo abusivo Demolite le baracche di 70 rom romeni

- Circa 70 rom romeni sono stati allontanati venerdì mattina all'alba dall’insediamento abusivo di Rogoredo. Sul posto sono intervenuti, intorno alle 5.30, circa 50 agenti e commissari della polizia locale, insieme con la polizia di Stato. Sono al lavoro le ruspe di Amsa e di Milano Serravalle per rimuovere le baracche, una cinquantina, in cui i nomadi vivevano. L’intervento è stato concordato con il Commissario straordinario per l’emergenza rom e ha richiesto il supporto della Questura vista l’estensione della baraccopoli.

fonte: Corriere della Sera

venerdì 17 dicembre 2010

Viterbo, clochard morto assiderato, probabilmente romeno

Un uomo di circa 40 anni, probabilmente romeno, senza fissa dimora, e' stato trovato morto oggi a Viterbo. A causarne la morte, secondo i primi rilievi dei carabinieri, sarebbe stato il freddo intenso e, probabilmente, la malnutrizione. Il corpo del clochard, disteso sull'erba in un campo vicino alla tangenziale della citta', e' stato notato da un automobilista, che ha subito avvisato il 112.

Carabinieri e personale del 118 non hanno potuto fare altro che constatare la morte dell'uomo.

fonte: ANSA

giovedì 16 dicembre 2010

Senzatetto romeno muore assiderato a Ostia

Il freddo intenso torna a colpire i diseredati. E aumenta le sofferenze dei seimila senza tetto della Capitale, fino alle estreme conseguenze. Il cadavere di un uomo di nazionalità romena, senza fissa dimora, è stato rinvenuto domenica mattina a Roma, nella pineta di Castel Fusano, poco lontano da Ostia.
Secondo quanto si apprende, la segnalazione ai carabinieri è arrivata da un connazionale, che ha individuato il corpo del 41enne nella zona del parco contigua a via Mar Rosso. L'uomo è morto probabilmente per assideramento, nella stessa zona dove due anni fa, nel periodo di Natale, una donna e suo figlio perirono nell'incendio della loro baracca dopo aver acceso un falò per riscaldarsi. Non lontano da qui, l'inverno scorso, un altro uomo morì di freddo.

fonte: Corriere della Sera

domenica 21 novembre 2010

Un rumeno ucciso a coltellate a Torino

Un giovane e' stato ucciso a coltellate durante un litigio davanti a un locale notturno a Torino. La vittima - secondo le prime informazioni dei Carabinieri - e' un rumeno di 26 anni. E' stato accoltellato a un fianco ed e' morto poco dopo l'arrivo al pronto soccorso dell'ospedale San Giovanni Bosco. L'omicida e' fuggito ed e' ora ricercato dagli stessi Carabinieri. Il delitto e' avvenuto alla periferia Nord di Torino, davanti al locale "Batmania", in via Reiss Romoli. Al litigio hanno assistito alcuni testimoni che sono ora interrogati dagli investigatori.

fonte: RaiNews24

giovedì 11 novembre 2010

UCCISE UNA 22ENNE ROMENA: 10 ANNI A GIOVANE ITALIANO

Condanna mite, a soli dieci anni e otto mesi (più altri quattro mesi per il porto di coltello), per Francesco Stagnitto, 25 anni, operatore socioassistenziale originario della provincia di Caltanissetta ma residente a Pianoro (Bologna), che un anno fa, il 15 novembre 2009, uccise massacrandola con una decina di coltellate Christina Ionela Tepuru, prostituta romena di 22 e madre di una bambina di due anni, in via delle Serre, zona Borgo Panigale, alla periferia di Bologna. «Una condanna eccessivamente mite» l'ha definita l'avvocato Antonio Bove, che ha assistito i familiari della giovane romena a cui la sentenza ha destinato una provvisionale di 45.000 euro, che - ha spiegato il legale - però rimarrà sulla carta, perchè l'assassino, reo confesso, ha dichiarato di non possedere nulla. «Aspettiamo le motivazioni per capire il perchè di questa condanna eccessivamente mite - ha detto Bove - viste anche le modalità con cui è stata uccisa e visto che aveva un bambina piccola». I familiari della vittima hanno interpellato anche l'ambasciata del loro paese. Il processo davanti al Gup di Bologna Marinella De Simone era con il rito abbreviato, che prevede una riduzione della pena di un terzo.

fonte: Leggo

mercoledì 20 ottobre 2010

Caso Maricica, shock in Romania "Applaudite un assassino"

Gli applausi rivolti al giovane uccisore di Maricica Hahaianu e la contestazione contro i carabinieri 1che lo portavano via da casa sua sono piombati come uno schiaffo nelle case dei romeni. La morte della 32enne infermiera colpita da un pugno nella metropolitana di Roma riscuote già da giorni un'ampia eco in Romania. Giornali, tv e internet quotidianamente riportano la vicenda con dovizia di particolari. E i media rimarcano polemicamente l'episodio degli applausi di sostegno ad Alessio Burtone quando è stato portato via dai carabinieri.

Il sito Ziar.com 2 riprende la reazione di stupore dei romeni. L'episodio è definito "scioccante". "Circa 200 persone si sono radunate davanti alla casa dalla quale è uscito Burtone. Alcune persone hanno battuto le mani. Il giovane avrebbe lasciato l'abitazione sorridente, una compiaciuta reazione forse in risposta al gruppetto di sostenitori". Video News diffonde in Romania un filmato il cui titolo è semplice e sigificativo: "Applaudito il criminale". Il video mostra chiaramente le persone che applaudono Burtone. L'inquadratura si sofferma poi sullo striscione che inneggia alla libertà del ragazzo. Nel video compare anche il presidente della Camera Gianfranco Fini che inquadra l'episodio all'interno dei fenomeni di violenza delle città italiane e si rifiuta di dare una lettura di tipo etnico razziale. La madre della vittima, intanto, chiede una punzione esemplare: l'ergastolo per chi ha ucciso futilmente.

fonte: Repubblica

martedì 12 ottobre 2010

Donna rumena colpita con un pugno nel metrò: coma

Una banale lite per un biglietto nella stazione della metropolitana, una questione di precedenza nella fila, lui le dà un pugno in faccia e lei, infermiera professionale di 32 anni, finisce in coma. Dopo essere rimasta a terra, tra il via vai dei passeggeri in transito alla fermata Anagnina. L'autore dell'aggressione, un 20enne romano già denunciato in passato per lesioni, si trova ora ai domiciliari.

Il tutto è accaduto all'interno della stazione metropolitana Anagnina, venerdì pomeriggio. Il ragazzo e la donna si trovavano in fila per fare il biglietto, quando tra i due è nato un diverbio. In un secondo momento, quando la cosa sembrava finita, la lite si è riaccesa mentre i due si erano allontanati dallo sportello. Dalle parole il 20enne è passato ai fatti colpendo violentemente con un pugno la donna, Maricica Hahaianu, che è caduta all'indietro priva di sensi. E' rimasta a terra, tra il via vai dei passanti che percorrevano i corridoi della stazione. Nel frattempo un signore bloccava il ragazzo che si stava allontanado, mentre quel corpo steso per terra cominciava ad attirare l'attenzione di chi si spostava sulla banchina della metro. Al vigile urbano che poi è intervenuto, il 20enne ha detto per giustificarsi: "Lei mi ha provocato e colpito con le mani in faccia. Adesso posso andare?".

fonte: Repubblica

lunedì 20 settembre 2010

Romeni uccisi e aggrediti negli ultimi giorni in Italia

1- Scomenzera (Venezia): cadavere di un 29 romeno trovato nel canale Scomenzera

Si tratta di un giovane romeno. Il corpo non presenta segni di violenza. E' stato ritrovato galleggiante nel canale Scomenzera. Pochi indizi sulle cause della morte, per questo le forze dell'ordine stanno indagando a tutto campo. Si attendono gli esiti dell'autopsia. E' il secondo cadavere trovato in un canale nel giro di una settimana. In base ai primi accertamenti, si tratterebbe di un romeno di 29 anni, il cui corpo, che sarebbe rimasto in acqua per oltre 24 ore, non presenta segni evidenti di violenza.

A notare il corpo è stato l'equipaggio di una barca che ha subito chiamato i carabinieri. E' stato recuperato vicino ai cantieri del deposito edile Boscolo. Gli investigatori non escludono che il cadavere possa essere stato trascinato nel canale dalla corrente, circostanza che potrebbe giustificare le ecchimosi sul volto. In attesa dei risultati dell'autopsia, che sarà eseguita oggi, i carabinieri non escludono nessuna pista.


2- Foggia: romeno trovato con testa fracassata

Un immigrato rumeno ha segnalato la presenza di un cadavere alla periferia della città: si trovava nello scalo ferroviario lato sud, in direzione Manfredonia, nei pressi del comando provinciale della forestale, all´estrema periferia del capoluogo dauno, con la testa fracassata probabilmente da un grosso sasso. La polizia ferroviaria e la squadra mobile, che stanno indagando sull´accaduto, pensano che si tratti di un rumeno di 40-45 anni.


3- Foggia- giovane romeno, ferito da una pallotola sparata da un uomo a bordo di uno scooter

A Foggia si è consumato un tentativo di omicidio ai danni di un ragazzo rumeno di 17 anni. Nei pressi della sua abitazione, tra via Rosati e via Zuppetta, nella zona del mercato della frutta fortunatamente deserto, nel primo pomeriggio il giovane è stato raggiunto da un colpo di pistola calibro 22 alla coscia destra. A sparare sarebbe stato un uomo a bordo di uno scooter scuro, in compagnia di un complice. Non è stato difficile far perdere le proprie tracce nell´intrico di viuzze del quartiere centrale foggiano. Il giovane rumeno è stato immediatamente trasportato dall´ambulanza del 118 agli ospedali riuniti di Foggia. Sotto shock, ma lucido, il giovane non ha ancora saputo fornire ai carabinieri del comando provinciale delle spiegazioni su quanto accaduto. E´ incensurato, quindi non è facile capire in che ambito sia maturato quello che certamente è un avvertimento di stampo malavitoso, forse conseguenza di uno "sgarro".


4- Ustionato e con trauma cranico

Ustionato al campo nomadi, si sospetta un'aggressione Nella notte, il rumeno ha provato ad alimentare una fiamma con una bomboletta di vernice: l'esplosione l'ha colpito. Ma questa versione non convince la polizia. Si chiama Ciprian Doloman il rumeno ricoverano nella notte tra il 15 e il 16 settembre al reparto Grandi Ustioni del Cto. Ha ustioni al torace, alle braccia e alla schiena, tutte di terzo grado.

Arriva dal campo nomadi di corso Ferrara, a Torino, ed è finito all'ospedale in seguito a un banale incidente domestico. Intorno alle 3 del mattino la sorella del ragazzo, 27 anni, ha chiamato l'ambulanza raccontanto la versione dell'accaduto: Ciprian avrebbe provato ad alimentare un fuoco spruzzando il contenuto di una bomboletta di vernice. Il ritorno di fiamma l'ha però investito, facendo esplodere la bomboletta.

Questa versione, però, potrebbe essere imparziale se non falsa. Al pronto soccorso, infatti, è stato riscontrato un trauma cranico che agli agenti del 113 intervenuti in ospedale ha fatto pensare a un'aggressione. E le ipotesi sarebbero due, al momento: un'aggressione e poi un tentativo di incendiare il corpo oppure l'accidentale caduta nel fuoco dopo aver ricevuto un colpo alla testa.

Non è la prima volta che episodi di questo genere avvengono nei campi rom e spesso le forze dell'ordine hanno dovuto occuparsene. Portato inizialmente all'ospedale Maria Vittoria, Ciprian al momento si trova ricoverato con prognosi riservata. Le sue condizioni rimangono gravi.

fonte: EveryOne

giovedì 8 luglio 2010

Razzismo nelle scuole del veneto

A Treviso un bambino napoletano per un anno intero è stato offeso ,insultato, umiliato quotidianamente e continuamente; oltre a insulti del tipo "sei un camorrista", "terrone", e coretti vari contro i napoletani, (gli stessi intonati da Salvini, per intenderci) veniva accusato di puzzare, e i ragazzi disinfettavano pure le penne che lui toccava.

La mamma del ragazzo si era rivolta alle insegnanti per avere delle spiegazioni, e queste rovesciando il problema le hanno detto che era il suo ragazzo ad essere problematico.

Il Preside e i genitori sono indignati, secondo loro la madre del bambino dovrebbe scusarsi per le infondate accuse.

L’Assessore regionale alle Politiche dell’istruzione e formazione Elena Donazzan afferma: “So trattarsi di un caso difficile, che crea sofferenza e irrequietezza in un ragazzo che ha dimostrato una difficoltà di inserimento che non credo vada attribuita né ai compagni di classe né agli insegnanti”.

Maria Giuliana Bigardi provveditore di Treviso spiega che invece si atterrà al protocollo, che prevede l’invio di una relazione al Direttore scolastico regionale e anche al Ministero dell’istruzione, in questa relazione ci saranno anche le testimonianze dei docenti, del preside e dei genitori.

L’Assesore comunale Mauro Michielion si preoccupa invece di chi pagherà i danni per aver compromesso l’immagine della scuola degli insegnanti e sopratutto della città di Treviso.

Il Sindaco di Treviso Gian Paolo Gobbo tende a ridimensionare l’intera vicenda: “La nostra città non è razzista. Alcuni dei personaggi più illustri di Treviso provengono dal sud Italia. Bisogna controllare in maniera maggiore i ragazzi e le dinamiche che si creano fra compagni.Sono state scaramucce fra bambini, situazioni che si verificano in ogni scuola. Ricordo che accadeva anche quand’ero piccolo io, ci si prendeva spesso in giro. Ora bisogna capire perché è successo”.

Il problematico, alla fine di tutto, è il bambino napoletano insieme alla sua famiglia che si è permessa di denunciare il caso.

Un altro caso di razzismo è avvenuto a Solesino in provincia di Padova, una studentessa romena ha tentato di suicidarsi piuttosto che andare a scuola.

”Nostra figlia - racconta il papà - è stata isolata dai compagni. Le dicevano che "puzzava di romena" e che non era vestita alla moda. Ne aveva parlato con la mamma: il compito in classe ha colmato la sua paura”.

Il preside della scuola di Solesino invece spiega: “Le accuse di razzismo sono infondate , noi approfondiremo la vicenda con la classe e gli insegnanti. Ed è certo che se vi fosse anche un minimo riscontro, prenderemo dei severi provvedimenti con chi ha discriminato una propria compagna di classe. Ma io credo che si tratti di un fatto infondato così come viene esposto. Nella nostra scuola c’è l’8 per cento di studenti stranieri e lavoriamo costantemente con progetti per l’integrazione”.

Il sindaco di Solesino Walter Barin invece racconta: ”Non eravamo a conoscenza del fatto ... incontreremo il dirigente scolastico e cercheremo di andare a fondo sulla vicenda. Nessuno sembra essere a conoscenza di questi episodi, anzi mi dicono che la ragazza era ben integrata, certo è che si tratterebbe di un grave caso di discriminazione se le parole dei compagni di classe fossero vere. I docenti mi hanno assicurato che non c’è stata mancanza di solidarietà: i compagni di classe della ragazza sono stati i primi ad andare a trovarla in ospedale. A Solesino non abbiamo mai avuto episodi di razzismo, sarebbe il primo e sarebbe da condannare”.

Adrian Todureschu portavoce della comunità romena ha dichiarato: ”Presenteremo un esposto al dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo di Solesino perché venga aperta un’inchiesta interna al fine di individuare eventuali responsabili e che possano essere presi i provvedimenti adeguati. Inoltre, valuteremo di seguito insieme ai genitori se presentare un esposto anche alla procura per discriminazione razziale. Come comunità siamo delusi e amareggiati: quello che è successo è un fatto gravissimo che poteva degenerare in una strage familiare”.

Ormai episodi del genere avvengono tutti i giorni, sempre con le stesse dinamiche ,e il danneggiato diventa poi l’elemento che non si integra, come se per integrarsi si debba diventare delle bestie. Poi tutti compatti a difendere il branco: politici, genitori, docenti, tutti bravi ragazzi; offendere, insultare, mancare di rispetto sono cose normali. Il bello è che la scuola dovrebbe educare alla convivenza, ma insegnanti educatori ci sono ancora? E le regole e i valori cosa sono un optional per i fessi?

fonte: Agoravox

martedì 1 giugno 2010

Sei romeno? La Rc auto costa di più Assicurazione col "rischio etnico"

"INSOMMA, facciamo più incidenti degli altri o siamo considerati un popolo di truffatori?". Anna non se ne fa una ragione. Mentre prepara i caffè, dietro il bancone del bar in cui lavora, dà sfogo alla sua indignazione.
Polizza maggiorata per alcuni immigrati. È polemica. "Al momento del rinnovo della polizza auto - spiega Anna - ho trovato un aumento di 250 euro. L'assicuratore mi ha spiegato che per alcuni stranieri è prevista una sorta di "rischio nazionalità" e che se fossi stata francese o tedesca non ci sarebbe stato nessun aumento, ma essendo romena...". Anna vive e lavora in Puglia, la sua agenzia è la Carige. Ma le "tariffe etniche" vengono applicate su tutto il territorio nazionale.

Basta fare un viaggio attraverso call center e siti internet delle diverse compagnie. La Carige Assicurazioni, innanzitutto. L'agenzia di Anna non ha fatto altro che applicare le tariffe interne. Una verifica? Chiediamo un preventivo on-line. Maschio, residente a Roma, nato il 24 febbraio 1973, operaio, dipendente del settore privato, auto immatricolata a febbraio del 2000, benzina, 73 kw. Premio annuale (imposte comprese): 1.962,58 euro.

Questo in base al preventivo numero 364857, nel quale ci siamo dichiarati di cittadinanza italiana. Ma se lasciamo tutto invariato e cambiamo solo la cittadinanza del contraente, le cose cambiano. Se siamo romeni, infatti, il premio sale a 2.257,50 euro (preventivo numero 364850). Un caso isolato? No. La Carige non è infatti l'unica ad applicare un rischio legato alla nazionalità.

fonte: Repubblica

sabato 10 aprile 2010

Sospetta del dipendente romeno lo fa uccidere e sciogliere nell'acido

E' stato ucciso e sciolto nell'acido perché sospettato dal titolare di aver rubato qualche litro di gasolio dai camion dell'azienda nella quale lavorava in nero. Una fine orribile quella toccata a un romeno di 42 anni, Ivan Misu, il cui omicidio è stato scoperto dopo due anni di indagini da parte della squadra mobile di Fronsinone e dei carabinieri del reparto operativo provinciale. Il dipendente dell'autorimessa, nella notte fra il 12 e il 13 maggio del 2007, venne accusato dal datore di lavoro, arrestato stamattina, di aver rubato qualche litro di gasolio da uno dei camion parcheggiati nella sua azienda di Piedimonte San Germano, in provincia di Frosinone. Il titolare lo fece sequestrare da suoi complici che, dopo averlo seviziato tagliandogli un orecchio, lo portarono nelle campagne di Avellino per poi ucciderlo e scioglierlo nell'acido.

Un terribile omicidio che è venuto alla luce solo grazie a un lungo lavoro di indagine portato avanti dal personale della squadra mobile, coordinato dal vicequestore Carlo Bianchi e dal sostituto commissario Luigi Zagordi. Ora si tratta di scoprire eventuali collegamenti, complicità di persone "esperte". Su questo filone sta lavorando ora la squadra mobile di Avellino. Un'operazione particolarmente complessa quella che il 50enne non avrebbe potuto compiere da solo. Gli inquirenti non escludono, anche per le modalità con cui è stato compiuto il delitto, che l'imprenditore si sia rivolto ai clan che controllano il Vallo di Lauro.

La sorella della vittima si rivolse alla polizia per denunciarne la scomparsa. E ci sono voluti tre anni di indagini per arrivare all'imprenditore, proprietario di alcuni terreni a Pago Vallo Lauro. Sono in corso sopralluoghi nele campagne del comune irpino per ritrovare tracce utili a chiarire le circostante della morte di Misu ed eventuali collegamenti con la criminalità locale. L'imprenditore, trasferitosi anni fa in provincia di Frosinone, in passato era stato indagato per aver minacciato e sparato alcuni colpi di pistola contro un altro suo dipendente rumeno, ugualmente sospettato di aver rubato gasolio. Si trova ora recluso nel carcere di Avellino dove sarà interrogato nei prossimi giorni.

fonte: Repubblica

lunedì 22 febbraio 2010

Milano, romeno ucciso con 17 fendenti mentre fuggiva

E' stato colpito con 17 coltellate, di cui solo una o due mortali, Mihai Bouzduka il 25enne romeno trovato agonizzante intorno alle 5.50 di questa mattina a meno di un centinaio di metri dall'ingresso della discoteca Club 71 (ex Mosquito) di via Toffetti, in zona Corvetto a Milano. L'uomo è stato raggiunto da un paio di fendenti al costato sinitro e poi da una quindicina alla schiena, segno evidente di un'aggressione compiuta mentre l'uomo stava fuggendo. Contrastanti le versioni fornite dai testimoni ai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano che stanno svolgendo le indagini. L'uomo ha passato la serata nella discoteca insieme con dei suoi conoscenti (un suo connazionale, un italiano e una donna latinoamericana) quando, ubriaco, ha iniziato a litigare con almeno un uomo probabilmente per dei pesanti apprezzamenti rivolti a una ragazza. La lite stava per degenerare in rissa, quando i buttafuori del locale sono intervenuti e hanno allontanato la vittima accompagnandolo fuori dal locale intorno alle 5.15. Alcuni testimoni hanno descritto l'uomo che ha litigato con Bouzduka come un italiano o una persona originaria dell'Est europeo, altri come di un latinoamericano che era nel locale insieme con un gruppetto di suoi connazionali. Bouzduka, incensurato e senza fissa dimora che vive alla giornata facendo piccoli lavoretti nei cantieri e dorme di volta in volta nelle abitazioni di suoi connazionali, a questo punto rimane probabilmente davanti al locale fino a quando esce il suo aggressore o i suoi aggressori. Questo/i una volta usciti forse litigano e la vittima, capendo che la situazione si fa pericolosa, cerca di allontanarsi inseguito dal killer. Probabilmente Bouzduka si mette a correre ma viene raggiunto e colpito, fino a crollare in strada, faccia in aria, in fin di vita e in un lago di sangue, a circa un metro dal marciapiede quasi all'incrocio con via Sulmona, davanti a un cantiere e alle spalle della sede dell'Inps. Dal numero di coltellate inferte, gli investigatori non escludono che i killer possano essere più di uno. Di certo, in zona l'unica telecamera presente è quella che inquadra l'ingresso della discoteca e, a quanto è possibile apprendere, non ci sarebbero testimoni oculari dell'omicidio, commesso con molta probabilità con uno o più coltelli a serramanico che non sono stati al momento rinvenuti. Gli investigatori hanno ascoltato oggi in caserma 5-6 persone che ieri sera si trovavano nel locale.

fonte: Wall Street Italia

giovedì 18 febbraio 2010

Milano/ Sgomberato campo rom

Sgombero dell'area occupata nelle vicinanze di via Boffalora, in zona Barona. I carabinieri, in una trentina, sono intervenuti questa mattina all'alba per allontanare circa trenta romeni.

fonte: AffarItaliani

sabato 13 febbraio 2010

Campo vietato alla squadra romena esposto contro il sindaco leghista

Palla al centro, ma solo per i giocatori italiani. Anzi, veneti e residenti nel Comune. Il sindaco leghista di San Giorgio in Bosco Renato Roberto Miatello vieta ad una squadra di romeni iscritta al campionato amatori di giocare nel campo da calcio comunale: «Non vedo l'utilità di una formazione romena che non ha niente a che spartire con il territorio». Altre otto squadre giovanili - di italiani è chiaro - invece usano l'area sportiva. Ed è scoppiato un caso diplomatico. L'associazione «Alleanza romena», a cui fa capo la squadra di calcio, dopo una segnalazione in prefettura ieri ha chiamato in causa anche palazzo Chigi con un esposto all'Ufficio nazionale anti discriminazione razziali e al dipartimento per le Pari opportunità. Il presidente dell'associazione romena Adrian Teodorescu, punta l'indice sulle scelte del Comune di San Giorgio in Bosco e le bolla di «razzismo in chiave sportiva».

fonte: Corriere del Veneto

domenica 31 gennaio 2010

Uccide l'ex moglie romena a coltellate

Una donna di nazionaltà romena, Costanta Paduraru di 53 anni, è morta stamattina a Canicattì in seguito delle ferite infertele dall'ex marito, un italiano di 72 anni, con numerose coltellate. L'uomo si è consegnato ai carabinieri. I due erano da tempo separati e, secondo quanto si appreso, stamattina avevano avuto un'accesa discussione. Poi l'anziano ha estratto dalla tasca un coltello con cui ha infierito sulla ex moglie dandosi poi alla fuga. La donna è stata immediatamente soccorsa, ma è morta prima del suo arrivo in ambulanza all'ospedale Barone Lombado di Canicattì. L'uomo si trova al momento nella caserma dei carabinieri di Canicattì dove i militari lo stanno interrogando.

fonte: Repubblica

venerdì 29 gennaio 2010

Padova, «puzzi di romena»: 13enne torna da scuola e si butta dalla finestra

Emarginata dai compagni di classe perché “puzza di romena”, una tredicenne di Solesino ha cercato di uccidersi gettandosi dalla finestra di casa. È accaduto una settimana fa, ma solo ieri la vicenda è stata resa nota. A divulgare i motivi che hanno spinto la ragazzina a tentare il suicidio è Adrian Teodorescu, presidente dell’associazione “Alleanza romena”.

Teodorescu ha raccolto la testimonianza dei genitori della giovane, che è tuttora ricoverata nell’ospedale di Monselice. Le sue condizioni non sono preoccupanti, ma dovrà fare i conti con una frattura ad una gamba. La ragazza ha ricevuto la visita degli amici di scuola, ma non quella dei suoi compagni di classe. A finire nella bufera è adesso l’istituto comprensivo di Solesino, dove la protagonista dell’odioso episodio – che chiameremo Maria - frequentava la seconda media. Frequentava, appunto, perché ora non ne vuol più sapere di tornare a scuola. «Da qualche tempo la ragazza – spiega Teodorescu – subiva un trattamento riservato e personalizzato dai propri compagni di classe, nella quale è l’unica immigrata».

«Non abbiamo mai avuto problemi di razzismo – racconta il papà, romeno in Italia da molti anni - né noi, né l'altro nostro figlio più piccolo. Invece con Maria, da quando ci siamo trasferiti a Solesino, con l'inizio dell'anno scolastico è iniziata anche la sofferenza. Una sofferenza – continua l’uomo, che lavora come trasportatore – dovuta alle cattiverie dei compagni di classe che non l’hanno accettata perché sembra diversa da loro. Non indossa vestiti di marca, non ha il telefonino alla moda e in più puzza di romena». La famiglia, che in precedenza abitava a Ospedaletto Euganeo, si è trasferita a Solesino da qualche mese. Ora l’associazione presenterà un esposto al dirigente scolastico, perché venga aperta un’inchiesta interna che possa fare luce sull’episodio.

fonte: Il Messaggero