Un morto e due feriti a causa di una bicicletta. E' questo il bilancio di una rissa tra ragazzi italiani e bulgari, avvenuta la notte scorsa ad Oppido Mamertina, centro in provincia di Reggio Calabria. A scatenare la lite, sarebbe stato proprio il furto di una bicicletta. Un ragazzo bulgaro, di 16 anni, Alexandrev Zafir, è stato ucciso a coltellate e altri due connazionali feriti.
Il carabinieri hanno arrestato un ragazzo del luogo, O.C., di 17 anni. Fuggito dopo l'omicidio è stato bloccato dalle forze dell'ordine e ha confessato il delitto. E' stato arrestato per omicidio aggravato e duplice tentato omicidio. I due bulgari feriti, Alexander Assen e Ivanov Bovomil, entrambi di 19 anni, ricoverati in ospedale a Gioia Tauro e Polistena, sono in prognosi riservata ma non in pericolo di vita. La rissa è avvenuta poco prima di mezzanotte.
Il furto della bicicletta. Secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri di Palmi, l'omicida ha contattato i tre ragazzi bulgari accusandoli per il furto di una bicicletta che aveva subito qualche giorno prima. C'è stata successivamente una prima colluttazione conclusasi con la fuga del ragazzo italiano. Poco dopo, O.C. è tornato sul posto armato di un coltello con il quale ha aggredito i tre bulgari, uccidendo Alevandrev Zafir e ferendo gli altri due. Subito dopo si è dato alla fuga, conclusasi con l'arresto da parte dei carabinieri.
Tutto è accaduto a Oppido Mamertina, lungo una delle vie del paese. La vittima, ferita al torace e al braccio, è deceduta durante il trasporto all'ospedale. Gli altri due ragazzi bulgari hanno riportato ferite al fianco e all'addome. Secondo quanto riferito dai carabinieri, l'omicida è incensurato e non è collegato ad ambienti della criminalità.
fonte: Repubblica
venerdì 30 luglio 2010
Ucciso ragazzo bulgaro di 16 anni per una bicicletta
Etichette: bulgaria, omicidio, reggio calabria
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giovedì 17 settembre 2009
Cento immigrati nella tendopoli lager Così vivevano gli «schiavi» del pomodoro
Tende e baracche di fortuna con lavatrici e frigoriferi in mezzo alla strada e come servizi igienici solo una buca larga un metro e mezzo e profonda due senza alcuna protezione per la riservatezza. Cosi vivevano 112 cittadini stranieri, bulgari e romeni, all’interno di una tendopoli scoperta dai carabinieri e dagli agenti della Polizia Municipale alla periferia di Trinitapoli, in via Pitagora. Centododici persone - tra cui anche diverse donne e bambini - giunti nel centro ofantino per lavorare come braccianti agricoli nelle campagne circostanti, soprattutto per la raccolta del pomodoro.
Il campo dove vivevano gli stranieri era stato realizzato in un terreno agricolo di proprietà di un pensionato di Trinitapoli di circa sessanta anni che, forse proprio per nascondere la tendopoli, aveva recintato con un muro di tufo alto circa tre metri. All’interno del terreno gli investigatori hanno trovato sessantotto tende da campeggio di varie dimensioni, molte delle quali erano state realizzate a ridosso di piccole baracche in legno per rendere più agevola la permanenza nel campo.
I bulgari e i romeni, infatti, non avevano né acqua corrente e né servizi igienici. In particolare come bagno gli stranieri utilizzavano una buca - che avevano realizzato al centro del terreno - larga un metro e mezzo e profonda due metri: la buca, che non aveva alcuna protezione per la privacy, veniva utilizzata da uomini e donne indistintamente. Per lavarsi i braccianti usavano una fontana che si trovava all’ingresso della tendopoli e che era allacciata alla rete idrica del pensionato. Acqua che serviva anche per cucinare e che veniva utilizzata pure in quattro piccole strutture di fortuna, in legno e mattoni, realizzate anche loro all’ingresso del terreno e che venivano usati locali per la doccia. Nel corso delle indagini i carabinieri di Trinitapoli e della compagnia di Cerignola hanno scoperto che gli stranieri pagavano al proprietario del fondo un fitto settimanale di quindici euro a testa, pari a oltre mille e seicento euro ogni settimana. Poiché gli stranieri che vivevano all’interno del terreno sono comunitari al pensionato gli investigatori hanno contestato soltanto violazioni sulle leggi igienico-sanitarie, attività abusiva di affitta camere, oltre alla realizzazione di strutture abusive. Inoltre gli è stato intimato di abbattere sia il muro di cinta che nascondeva la tendopoli e tutte le altre strutture realizzare abusivamente come i locali adibiti a locali per la doccia. Il blitz di ieri mattina rientra in una serie di controlli disposti dai carabinieri - con la collaborazione dei colleghi del nucleo Ispettorato del Lavoro - nei comuni ofantini dove maggiormente è presente la concentrazione di cittadini stranieri che vengono utilizzati come braccianti agricoli nelle campagne di Trinitapoli, San Ferdinando di Puglia e in altri comuni della neonata provincia pugliese per la raccolta del pomodoro e di altre colture. Ieri a Stornarella i carabinieri hanno controllato tre aziende agricole che impiegavano lavoratori alcuni dei quali stranieri, tutti regolarmente assunti.
fonte: Corriere della Sera
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domenica 1 febbraio 2009
Rabbia razzista - atto II
A Mantova degli uomini (pare che siano romeni, ma poco importa) hanno violentato una ragazza.
Ma sono sicuro che a differenza della reazione che c'è stata a Guidonia (lanciata bomba carta davanti un negozio di romeni), a pochi importerà di questa altra triste vicenda.
Sapete perchè?
Innanzitutto perchè questa ragazza è bulgara, e poi perchè è una prostituta.
Io faccio presente che una giovane di 21 anni è stata mutilata della inviolabilità del suo corpo, perchè una prostituta decide lei quando concedersi. Faccio presente che un italiano che non vuole pou' violenze deve essere sempre vigile, sia quando degli stranieri violentano delle italiane, sia se degli stranieri violentano straniere, sia se degli italiani violentano straniere.
Invece nella nostra italietta di italioti ci si indigna e ci si infiamma solo se una italica concittadina subisce violenze da extracomunitari, soprattutto se clandestini e romeni o marocchini.
fonte: Rigitan's
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domenica 12 ottobre 2008
fasciti tra i tifosi della nazionale
Cinque italiani sono in stato di fermo a Sofia dopo i disordini scoppiati prima e durante l'incontro di calcio Bulgaria-Italia. I tre tifosi sono stati fermati per «vilipendio alla bandiera» bulgara, riferiscono fonti diplomatiche. Dopo aver visionato i filmati del match, dove si vede appiccare il fuoco allo stendardo bulgaro sugli spalti dello stadio di Sofia, gli inquirenti hanno individuato i presunti responsabili e si è proceduto ai fermi. L’ambasciata italiana in Bulgaria segue il caso.
La pessima serata dei tifosi italiani era iniziata prima del match, con una rissa in un bar centralissimo di Sofia con alcuni supporter della squadra di calcio bulgara del Cska. Circa 30-40 persone di nazionalità italiana si sono improvvisamente alzate dal cortile del bar in cui erano sedute trascinando con loro sedie ed altri oggetti e si sono scagliate correndo contro un gruppo di altre persone di nazionalità bulgara. La Polizia presente sul luogo (a un passo dalla sede del Parlamento bulgaro) è intervenuta a separare i facinorosi. Uno degli italiani coinvolti, di circa 30 anni, ha spiegato ad Apcom: «Siamo un gruppo misto, proveniente da tutta Italia, sempre al seguito della Nazionale». A motivazione della rissa ha spiegato: «Ce la prendiamo con quelli del Cska perché sono comunisti, noi invece siamo fascisti e siamo amici del Levski». I cori dedicati al Duce sono poi continuati all'interno dello stadio.
fonte: Corriere della Sera
Etichette: bulgaria, rissa, sport
Pubblicato da Vivere Cernusco alle 18:04 0 commenti