Autista Atc condannato dal Gup di Bologna dopo che era stato accusato da uno studente messicano, di averlo picchiato e insultato, anche con epiteti razzisti. Il fatto avvenne nel 2007 a bordo della linea 96 che da Pianoro, in provincia, arriva nel centro storico del capoluogo emiliano. Il Giudice ha condannato con l'abbreviato l'autista a sei mesi per lesioni, ingiurie e minacce con l'aggravante della discriminazione razziale prevista dalla legge Mancino, ma lo ha assolto dall'accusa di abuso di ufficio.
fonte: ANSA
giovedì 24 settembre 2009
aggredi' studente messicano, condannato autista bus
venerdì 27 febbraio 2009
Una pericolosa epidemia
Lo chiamavano Giovanni. Era marocchino. Lo chiamavano Giovanni perche’ il suo nome arabo era impronunciabile.
Giovanni e’ morto nel sonno, sopraffatto dal freddo di questo straordinario inverno siciliano, mentre dormiva su una panchina di piazza Cairoli nel centro di Messina.
Di lui si sono accorti molte ore dopo, quando non c’era piu’ niente da fare. La stessa sorte era toccata un mese fa a un cittadino dello Sri Lanka. Solo la panchina e il luogo erano diversi. “Non sono certo io a dover dire di chi e’ la colpa di tutto cio’ - commenta il direttore della Caritas messinese, Nino Caminiti - non abbiamo posti a sufficienza per assistere i piu’ bisognosi, le istituzioni dovrebbero fare di piu’.”
Sull’altra sponda dell’isola ad Agrigento, un altro direttore della Caritas, don Vito Scilabra, si fa in quattro per assicurare un pasto caldo a stranieri in difficolta’. Un’opera fino ad oggi generalmente sostenuta. Qualcosa pero’ e’ cambiato. Una mattina don Scilabra viene affrontato da un gruppo di cittadini in via delle Orfane, nel quartiere storico della citta’. Si tratta, ironia della sorte, del quartiere arabo, dove la Caritas ha un centro di assistenza frequentato da una quarantina di extracomunitari.
Quei cittadini prendono a insultarlo perche’ “aiuta i marocchini”, come ha riferito un testimone, Nicola Pollicino, responsabile del centro di ascolto e di accoglienza San Giuseppe Maria Tomasi.
Secondo quegli agrigentini, don Scilabra con la sua attivita’ mette a repentaglio il quieto vivere e la sicurezza del quartiere.
Scilabra avrebbe voluto lasciar correre. Nicola Pollicino invece no, e ha denunciato i fatti: “Un caso di razzismo intollerabile”, ha detto.
Anche nella tollerante e “araba” Sicilia, c’e’ un vago sentore di “ronde”.
fonte: Articolo 21
Etichette: marocco, messina, sicilia
Pubblicato da AdminK alle 17:04 0 commenti