La giustizia francese ha aperto un' inchiesta per «insulti razzisti» contro l' allenatore del Monaco, l' italiano Marco Simone. L'episodio risale allo scorso 15 agosto: secondo la denuncia di un agente, l' ex giocatore del Milan si trovava all' aeroporto parigino De Gaulle in compagnia di un bambino che giocava davanti a una signora su una sedia a rotelle. Invitato dall' agente a sorvegliare il bambino, Simone l' avrebbe insultato a più riprese. fonte: Corriere
mercoledì 8 febbraio 2012
Razzismo nel calcio, l’osservatorio denuncia 28 episodi in questa stagione
Quale è la situazione del razzismo negli stadi e nelle tifoserie italiane? Mi è capitato, anche di recente, sentire dirigenti della FIGC dichiarare che nel calcio italiano non c’è razzismo. Con il mio libro, dove ho utilizzato prevalentemente i dati della giustizia sportiva, ho voluto dimostrare che il razzismo in Italia c’è. D’altra parte, la media è di circa 50 episodi per ogni stagione calcistica, che è una cifra molto più alta di quella registrata in altri campionati. Quest’anno ne abbiamo registrati già 28, un numero alto, anche perché riguardano quasi esclusivamente cori e non più anche gli striscioni. Ma non mi sembra che qualcuno ha sollevato il problema. Anzi. Le ammende per gli episodi razzisti vengono ormai relegati nelle “notizie brevi”. L’altro dato importante è che, il totale delle ammende che le Società sportive hanno dovuto pagare per la “responsabilità oggettiva” (cioè per i cori dei suoi tifosi) è di circa 100mila euro. Da anni chiediamo che questi soldi vengano utilizzate per iniziative apertamente antirazziste. Un altro dato che contraddistingue negativamente l’Italia è che nessun giocatore ci mette la faccia contro il razzismo. Molti di loro fanno cose molto importanti per il sociale, ma, caso strano, nessuno se la sente di dichiararsi apertamente e fortemente contro il razzismo. Mi è capitato di partecipare ad un incontro europeo indetto dalla UEFA contro il razzismo. C’erano calciatori testimonial di ogni paese. Non c’era però nessun calciatore italiano! Quali sono le tifoserie più intolleranti d’Italia e nella fomentazione dell’odio quanto conta il legame tra la politica e le curve? Alla fine del libro “Che razza di tifo” ho allegato un riassunto statistico degli ultimi 10 anni, riportando tutte le 99 tifoserie coinvolte. Le più “punite” sono state Verona (60 episodi), Lazio (58), Ascoli (28), Padova (23), Juventus (21), Roma (20). Guarda caso, quasi tutte tifoserie in cui la componente di estrema destra era la più rilevante. Il legame politico c’è stato soprattutto a partire dalla fine degli anni Ottanta/primi anni novanta, quando c’è stata una volontà esplicita di “occupare” le curve. Ma poco o nulla è stato fatto. Spesso le tifoserie di estrema destra hanno utilizzato la violenza per dominare in curva, mischiando poi il proprio potere sulla gestione del business della curva. Nell’attuale stagione 2011/12, almeno fino ad oggi, abbiamo registrato 28 episodi, messi in atto da ben 20 tifoserie. Quindi una diffusione piuttosto ampia. Con l’eccezione della Fiorentina (che è stata inserita per i cori degli stessi tifosi viola contro il suo allenatore Mihajlovic, “colpevole” di essere uno “zingaro”), ritroviamo le “solite” tifoserie: Lazio, Verona, Padova. Una new entry è il Prato, e andrebbe capito come mai. Tra le vittime più prese di mira, i giocatori di Bari, Inter, Catania e Como. Ma in Italia non è mai stata attuata la norma che prevede di risarcire le squadre che subiscono più episodi di razzismo. fonte: Panorama
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domenica 27 marzo 2011
Il ragazzino e le frasi razziste I genitori ultrà contro l'arbitro
Da una parte c'è il verbale di un giovane arbitro che parla di «insulti razzisti» contro un calciatore-esordiente di colore. Dall'altra ci sono le testimonianze di una ventina di genitori che negano tutto: negano i genitori accusati di aver pronunciato le frasi razziste e quelli della squadra «offesa». In mezzo c'è l'ennesima polemica sui cori xenofobi negli stadi. Con l'attaccante Stefano Okaka che arriva a invocare misure drastiche: «Quelle persone sarebbero da arrestare». E i vertici veneti della Figc che, per bocca del presidente Fiorenzo Vaccari, minimizzano: «In A succede tutti i giorni ma non si fa tutto questo can can. Le regole sulla responsabilità della squadra vanno riviste, ma qui si sta esagerando sul nulla e questo fa male soprattutto ai ragazzi».
Perché questa volta Balotelli e la serie A non c'entrano. Bersaglio degli insulti durante una partita Esordienti del 19 marzo è stato un dodicenne del CasierDosson (Treviso). E quelle persone sono i genitori della squadra avversaria: il Silea, multato dal giudice sportivo con un'ammenda di 600 euro. Il racconto di quel sabato pomeriggio è contenuto nel referto arbitrale: «Dal 10° del 3° tempo a fine gara», dunque per una decina di minuti, i sostenitori del Silea «proferivano insulti discriminatori di origine razziale verso un giocatore avversario di colore».
Tra i primi a commentare l'episodio il presidente del CasierDosson Flavio Ruzzenente: «Non ero alla partita - ha premesso nelle prime dichiarazioni - ma il referto è chiaro. Non si può far finta di niente di fronte a fatti di tale gravità. Mi auguro che il Silea faccia pagare l'ammenda ai genitori». A distanza di poche ore però, solo la premessa viene ribadita: «È stato montato un caso esagerato - dice -. Non ci sono stati cori o singoli insulti. Nessuno ha sentito nulla. Mi hanno chiamato i genitori per dirmi che è un errore e che testimonieranno per il Silea». E il giovane calciatore? «Vive qui, fa la prima media, gioca con noi da un paio d'anni col fratello. Nemmeno lui s'è accorto di nulla. Così in campo, speriamo che non debba accorgersene dai giornali». Sono 12 i genitori de Casier che testimonieranno a favore dei sei del Silea. «Testimonieranno tutti, per dire che di insulti razzisti non ce ne sono stati, che è solo un equivoco», afferma Dario Liberale, dirigente del Silea. Ma il verbale dell'arbitro afferma il contrario: «È giovane, forse s'è confuso. È stato ripetuto il nome del nostro Romeo, con la "r" arrotata, e lui, a 30 metri, avrà capito "nero"». Aggiunge il presidente Vaccari: «In prima istanza l'arbitro ha sempre ragione. Ma un arbitrino di 16 anni, che ha scritto una frase, potrebbe aver frainteso. È successo di recente, sempre in Veneto, in una partita Eccellenza: l'arbitro ha attribuito frasi razziste ai tifosi della squadra di casa, invece arrivavano da quelli ospiti».
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Le frasi però ci sono state. «E per quanto gli arbitri siano giovani (si comincia a 15 anni) l'unica cosa che fa fede è il loro rapporto - dice il segretario regionale dell'Associazione arbitri Lucio Zavarise -. Vogliamo forse dire che s'è inventato tutto?». Lo esclude Mario Vincenzi, segretario del Casier: «Qualcuno di sicuro ha esagerato. Pare che un nonno, dopo l'espulsione, abbia detto "tutta colpa di quello nero"». Sicuro che abbia usato queste parole? «Guardi, di sicuro posso solo dire che se i genitori stessero a casa, sarebbe meglio per tutti».
fonte: Corriere
giovedì 18 novembre 2010
'Buu' razzisti per Balotelli Cori contro gli oriundi
'Buu' razzisti nei confronti di Balotelli fin dal primo pallone toccato dall'attaccante azzurro a Klagenfurt, nell'amichevole con la Romania. I cori contro dall'ex interista sono partiti dal settore dello stadio occupato dai tifosi romeni e in precedenza erano stati diretti a tutti i giocatori dell'Italia. Poi, nei primi minuti della partita, cori anche da parte di un centinaio di estremisti italiani del gruppo Ultras Italia (gli stessi che si erano resi protagonisti degli scontri a Sofia due anni fa): hanno gridato "non ci sono neri italiani" e "nell'Italia solo italiani". Chiaro il riferimento alla presenza in campo di un giocatore come Cristian Ledesma, il centrocampista della Lazio di origine argentina che il ct Prandelli ha convocato per la prima volta. Prima, avevano ascoltato l'inno di Mameli esibendo il saluto romano. Balotelli è stato bersagliato dai 'buu' anche quando ha lasciato il campo, al 15' della ripresa, sostituito da Quagliarella. Intorno alla mezzora della ripresa il gruppo di Ultras Italia ha esposto un lungo striscione, rimosso dopo pochi minuti, con scritto "No alla nazionale multietnica". A loro, la risposta a fine partita dello stesso giocatore: "Si rassegnino, l'Italia multirazziale c'è già".
fonte: Repubblica
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giovedì 11 novembre 2010
Razzismo contro un baby calciatore di colore
Cori razzisti ai danni di un giovane calciatore di colore: cose mai viste né sentite a Grumello e che hanno provocato una sanzione ai danni della società di calcio di casa. Una censura anche morale, mitigata solo dalla pronta reazione dei dirigenti, che hanno allontanato gli incivili dagli spalti. Lo sconcertante episodio è avvenuto sabato scorso al campo sportivo di Grumello, durante la partita di calcio Grumulus-Oratorio Sabbioni Crema degli Juniores, categoria nella quale militano giocatori che hanno dai 15 ai 18 anni. Protagonisti in negativo, alcuni ragazzi coetanei, tifosi della squadra locale, che più volte si sono messi ad imitare il verso della scimmia quando veniva coinvolto in un’azione di gioco un giocatore di colore della compagine avversaria. Il comportamento dei dirigenti sportivi grumellesi è stato però esemplare: hanno subito redarguito il gruppetto allontanandolo dalle tribune. Una condotta della quale ha preso nota l’arbitro nel suo referto, facendo attenuare la multa comminata dalla Federazione Gioco Calcio a carico della società che, pur non avendo colpe, deve ingoiare questo boccone amaro. La Grumulus dovrà quindi sborsare 200 euro «per comportamento discriminatorio a carattere razziale - recita la motivazione del provvedimento disciplinare - da parte dei propri sostenitori nei confronti di un calciatore avversario. La sanzione viene mitigata in quanto il dirigente si prodigava per la pronta interruzione di questi vergognosi cori».
fonte: Cremonaonline
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lunedì 25 ottobre 2010
“Pensavo fosse serio, invece è solo serbo”: Pistocchi si scusa con Krasic
Ieri la frase inopportuna, oggi le pubbliche scuse. Al termine delle partite di ieri pomeriggio, durante la trasmissione "Serie A Live" in onda su Mediaset Premium, Maurizio Pistocchi si è trovato a commentare l'episodio, avvenuto durante Bologna-Juventus, della simulazione di Krasic, da cui è scaturito il rigore concesso ai bianconeri poi parato da Viviano a Iaquinta.
Il giornalista, il cui scopo era probabilmente quello di fare una battuta, si è lasciato scappare una frase decisamente sconveniente: "Mi dispiace per Krasic, che credevo fosse serio, invece è solamente serbo".
fonte: NewNotizie
lunedì 18 ottobre 2010
Cori razzisti a Eto’o e l’arbitro sospende la partita. Così si vince il razzismo
Il razzismo è ancora negli stadi italiani. Lo sa bene Mario Balotelli che nella maggior parte dei campi della penisola era seguito da fischi e boati forti come l’ignoranza che li crea. Dopo tanti anni qualcosa sembra però muoversi: nella partita di ieri tra Cagliari e Inter l’arbitro Tagliavento ha sospeso l’incontro per diversi minuti a causa dei cori razzisti riservati da alcuni spettatori al camerunense Eto’o. Tutti adesso si augurano che l’attenzione resti alta e le punizioni severe.
Il presidente Cellino ha voluto difendere il suo pubblico: “Cagliari non è una città razzista“. Fatto sta che i boati all’indirizzo di Eto’o si sono sentiti eccome e dopo un consulto tra il quarto uomo, gli addetti alla sicurezza e l’arbitro Tagliavento lo speaker del Sant’Elia ha intimato lo stop: “Si ricorda che in caso di ulteriori cori razzisti la partita verrà sospesa”. I cori finiscono e la vendetta di Samuel Eto’o si materializza sul campo con uno splendido gol partita che regala i tre punti all’Inter e sbeffeggia i razzisti anche con il solito balletto tribale.
Eto’o era stato già protagonista di un episodio simile nel 2006 a Saragozza quando, giocando nel Barcellona, aveva minacciato l’uscita dal campo a causa dei continui cori razzisti nei suoi confronti. Il precedente di Cagliari fornisce dunque un nuovo ed efficace strumento per combattere un male della nostra società che si aggiunge alle tante nefandezze viste ultimamente negli stadi. Sospendere le partite a causa dei cori razzisti non è una possibilità plausibile bensì un dovere.
fonte: Panorama
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martedì 18 maggio 2010
Quattro aggressioni da parte di tifosi dell'Inter contro cittadini del Bangladesh
Una notte, quattro aggressioni, tutte contro uomini provenienti dal Bangladesh. Questi si sono recati dai carabinieri la scorsa sera, per denunciare di essere stati leggermente feriti da alcuni tifosi dell'Inter in due diverse aggressioni.
Infatti la prima è avvenuta verso le 21.05, nell'angolo tra via Lecco e via Gregorio. Mentre camminava, l'uomo di 33 anni si è imbattuto in un gruppetto di 6 giovani, tutti con la maglia dell'Inter. Dopo averlo insultato, lo hanno percorso con una l'asta di una bandiera. L'uomo è stato poi curato presso l'ospedale Santa Rita, per poi essere dimesso.
Alcuni minuti dopo, alle 21.30, la seconda aggressione. Sempre un gruppo di giovani tifosi interisti, questa volta una decina, ha picchiato ben tre cittadini del Bangladesh. La modalità è stata la stessa: insulti e poi percosse con un'asta della bandiera e con una bottiglia. Gli uomini del Bangladesh, aggrediti mentre si trovavano in corso Buenos Aires, hanno rispettivamente 23, 31 e 32 anni.
Uno dei tre è stato medicato al FatebeneFratelli, a causa di alcuni tagli alla mano destra.
La vicinanza tra i luoghi dell'accaduto e la breve distanza temporale tra i due scontri, fanno pensare agli inquirenti che potrebbe essere stato lo stesso gruppo di interisti ad effettuare entrambe le aggressioni.
Fonte: Milano Today
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sabato 13 febbraio 2010
Campo vietato alla squadra romena esposto contro il sindaco leghista
Palla al centro, ma solo per i giocatori italiani. Anzi, veneti e residenti nel Comune. Il sindaco leghista di San Giorgio in Bosco Renato Roberto Miatello vieta ad una squadra di romeni iscritta al campionato amatori di giocare nel campo da calcio comunale: «Non vedo l'utilità di una formazione romena che non ha niente a che spartire con il territorio». Altre otto squadre giovanili - di italiani è chiaro - invece usano l'area sportiva. Ed è scoppiato un caso diplomatico. L'associazione «Alleanza romena», a cui fa capo la squadra di calcio, dopo una segnalazione in prefettura ieri ha chiamato in causa anche palazzo Chigi con un esposto all'Ufficio nazionale anti discriminazione razziali e al dipartimento per le Pari opportunità. Il presidente dell'associazione romena Adrian Teodorescu, punta l'indice sulle scelte del Comune di San Giorgio in Bosco e le bolla di «razzismo in chiave sportiva».
fonte: Corriere del Veneto
martedì 2 febbraio 2010
Scritte razziste sui cancelli di casa Moratti
Un episodio di intollerabile razzismo: su uno dei cancelli della villa del presidente dell'Inter Massimo Moratti, al confine fra Imbersago e Robbiate in provincia di Lecco è apparsa la scritta 'Basta negri' fatta con uno spray azzurro sulle due ante del cancello, e' simile ad altre dello stesso genere apparse in zona. Sarebbe stata scritta nei giorni subito dopo l'ultimo derby.
fonte: AffarItaliani
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lunedì 1 febbraio 2010
Offese razziste a due ragazzi il presidente ritira la squadra
Questa volta non si parla della curva della grande squadra, del grande stadio e del grande campione. Questa volta si parla di un campetto di periferia, di un campionato di seconda categoria e di giocatori dilettanti.
Ma l'episodio di razzismo è altrettanto odioso e sconcertante. Insulti, e il solito, tristissimo, "sporco negro" nei confronti di un ragazzo di diciannove anni, italianissimo, ma di colore.
Insomma, una storia che somiglia tantissimo a quelle che ogni domenica accompagnano le partite di Balotelli nell'Inter. Per una volta però la partita è stata sospesa. Non dall'arbitro ma i dirigenti della squadra del ragazzo di origine nigeriana che hanno deciso di dire basta e, visto che nessuno interveniva, sono tornati negli spogliatoi quando mancavano dieci minuti alla fine.
Tutto accade a Terni. Campionato di seconda categoria. Girone E. Si affrontano il Bosico e il Casteltodino. Nel Casteltodino giocano due fratelli di colore di 25 e 19 anni, Emeka e Narciso Egwu. Due ragazzi che vivono da sempre a Casteltodino, che sono amati e rispettati dai 1300 abitanti del paesino in provincia di Terni. Due ragazzi sensibili che hanno perso anche il padre che dalla Nigeria era emigrato in Italia. Partita tranquillissima sino a quando, dopo un normale contrasto di gioco, un giocatore del Bosico di 37 anni si rivolge al diciannovenne del Casteltodino chiamandolo sporco negro.
L'episodio avviene nell'indifferenza di tutti. Del pubblico, dei dirigenti avversari, degli altri giocatori, dello stesso arbitro che dice di non aver sentito nulla. Indifferenza alla quale dicono no i diligenti del Casteltodino che a quel punto decidono di ritirare la squadra e abbandonare il campo.
"E' l'unico modo per farci sentire e per denunciare quanto accaduto - dice Maurizio Venturi presidente del Casteltodino - Siamo stanchi. Danno tutti addosso a questi ragazzi che sono più italiani di quelli che li insultano. Siamo stanchi. Su dieci partite sono già quattro volte che capitano di queste cose".
In effetti è vero. Non è la prima volta che i due ragazzi di colore del Casteltodino sono nel mirino dei razzisti. La cosa più clamorosa che in uno di questi casi, secondo il racconto del presidente Venturi, a dare dello sporco nero a uno dei suoi giocatori sarebbe stato addirittura l'arbitro.
"So bene che la nostra denuncia porterà adesso a una indagine federale - dice Venturi - ma siamo sereni e soprattutto siamo sicuri di agire nel bene. Non c'interessa che la partita venga rigiocata o che venga cambiato il risultato del campo (il Casteltodino perdeva 1 a 0). Vogliamo solo che la gente sappia che certi episodi non capitano solo ai grandi campioni e che c'è un ragazzo di diciannove anni che non vuole più giocare a calcio perché in campo gli gridano sporco negro".
fonte: Repubblica
giovedì 26 novembre 2009
Esportiamo razzisti
Brutto mercoledì. Il Milan deve accontentarsi dell'1-1 a San Siro col Marsiglia (che colpisce una traversa e un palo). Il Bordeaux batte 2-0 la Juve (le basterà un pari a Torino col Bayern). Purtroppo alla ribalta vanno i cori di tifosi juventini contro Balotelli.
Così si deve registrare un ulteriore passo avanti che in realtà è un salto in basso. Dai cori d'insulti a Balotelli a Torino (lui assente, a Barcellona) ieri si è passati ai cori d'insulti a Balotelli a Bordeaux (lui in Italia).
Esportiamo razzisti, è un dato di fatto. Definirli ignoranti o stupidi, come fanno molti dell'ambiente pallonaro, è riduttivo, è sbagliato. Sono razzisti e sono fieri di esserlo. Quando, prima che cominciasse la partita, parte dei tifosi juventini ha intonato il solito coro demente già usato altrove con Lucarelli ("se saltelli muore Balotelli"), l'altoparlante ha ricordato che l'Uefa intende bandire il razzismo dagli stadi, il gruppo di ultrà ha urlato la sua miserabile certezza: "non esistono negri italiani", "un negro non può essere italiano". Un razzista sì, evidentemente. A quel punto Buffon, il capitano, e Secco sono andati a parlamentare e i cori sono cessati.
fonte: Repubblica
mercoledì 7 ottobre 2009
Balotelli: Razzisti colpiscono su Wikipedia
Non c'è pace per Mario Balotelli. Non bastano i beceri ululati negli stadi: insulti di stampo razzista hanno colpito il giovane attaccante dell'Inter anche sull'enciclopedia on-line Wikipedia.
Nella pagina dedicata a Balotelli, per qualche minuto si è potuto leggere la deprecabile dicitura 'sporco negro'. Si è trattata di una manomissione da parte di un cracker.
fonte: Calciomercato
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sabato 3 ottobre 2009
Okaka, la festa rovinata
La Roma si riprende un pezzetto di Europa League. Dopo il ko di Basilea, la vittoria per 2-0 con il Cska Sofia è stata davvero importante. Una gara che tra l'altro non è stata mai discussione, chiusa già dopo appena 22 minuti con le reti di Okaka e Perrotta. Senza tra l'altro subire gol, cosa certo non di piccolo conto di questi tempi, visto che non accadeva da quindici partite: "Stavamo in rianimazione, speriamo di uscire presto" si affretta a dire Ranieri subito dopo la chiusura dell'incontro. Peccato per quel brutto episodio sul vantaggio di Okaka, con i buu di un grupetto di tifosi giallorossi e l'attaccante che blocca improvvisamente la corsa verso la curva Sud. E ancora una volta il razzismo entra negli stadi italiani. Il giocatore minimizza l'accaduto: "Non mi sono accorto di niente. Perché mi sono fermato? Io festeggio in questo modo". Nessuna polemica. Se non se ne è accorto davvero meglio per lui. Se invece le polemiche le vuole evitare, l'errore è davvero grossolano. Perché episodi del genere vanno denunciati sempre e comunque.
fonte: Repubblica
Etichette: calcio, nigeria, roma
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giovedì 1 ottobre 2009
Insulti razzisti tra baby calciatori
È accaduto nella gara disputata in via della Roggia con il Fiume Veneto-Bannia Multa alla squadra pordenonese e squalifica di un suo giocatore per 5 giornate. «Un avversario gli ha ripetuto "sporco negro torna a casa" Altre offese da un genitore»
Calcio e razzismo. Dalla serie A fino ai campionati giovanili. Una piaga che si sta allargando pericolosamente a macchia d'olio, visto anche l'allarmante episodio che ha rovinato due domeniche fa una giornata di sport giovanile sul campo udinese nella zona di San Rocco. Di fronte le formazioni giovanissimi regionali dei padroni di casa dei Rangers e del Fiume Veneto-Bannia. Preso di mira durante la partita e al termine della gara un giocatore ghanese in forza ai Rangers, insultato e offeso con frasi di stampo razzista dagli avversari e da alcuni tifosi della squadra pordenonese. Fatto censurabile e reso ancora più grave perché stiamo parlando di ragazzini di 13 anni e di genitori che dovrebbero dare il buon esempio e, in questo caso, invece sono i primi a manifestare preoccupanti atteggiamenti razzisti. Perché è questo quanto è successo sul campo dei Rangers.
Nel racconto del presidente della società udinese Mauro Marrandino, che ha anche inoltrato una testimonianza scritta alla Federcalcio regionale per segnalare l'accaduto, c'è tutta l'amarezza per una giornata di sport macchiata dall'atteggiamento ignorante di alcune persone.
«Per tutta la durata della partita il nostro giovanissimo attaccante è stato fatto bersaglio da un avversario di insulti che avevano come argomento il colore della sua pelle - spiega Marrandino -. "Sporco negro torna a casa", tra gli epiteti che il tredicenne ghanese ci ha riferito di aver subito. Qualcosa di inconcepibile che alla fine della partita ha rischiato di far nascere una mini-rissa in campo, scongiurata soltanto dal pronto intervento dei dirigenti delle due squadre».
La tensione si è spostata fuori del terreno di gioco, sulla tribunetta dove erano presenti i genitori dei baby-calciatori. «Il papà del ragazzo del Fiume Veneto ha cominciato a inveire contro il nostro giocatore - aggiunge il presidente dei Rangers - con frasi irripetibili. E quando io ho cercato di farlo ragionare, di fargli capire che cosa stava dicendo, è sbottato con ulteriori offese razziste arrivando al punto di affermare di essere orgoglioso di sentirsi razzista. "I negri e i terroni dovrebbero tornarsene a casa loro", ha urlato abbandonando il campo, trovando ancora da dire con qualche nostro dirigente. A quel punto gli altri genitori del Fiume Veneto si sono dissociati e un paio di mamme ha chiesto personalmente scusa agli amici del nostro ragazzo africano presenti a vedere la partita».
Un comportamento sia nel rettangolo di gioco, sia al di là della rete di recinzione che non è sfuggito all'arbitro della partita che nel suo referto ha riportato tutto per filo e per segno: e ieri il giudice sportivo regionale è intervenuto con il pugno pesante, squalificando il giovane giocatore del Fiume Veneto per cinque giornate e irrogando un'ammenda di 500 euro nei confronti del club della Destra Tagliamento per responsabilità oggettiva nella «condotta gravemente ingiuriosa posta in essere da alcuni propri sostenitori, dopo la fine della gara, nei confronti di un giocatore della squadra avversaria; tale condotta, comportante grave offesa per motivi di razza, assume carattere di particolare gravità in quanto le espressioni di discriminazione sono state proferite al termine di un incontro fra squadre della categoria Giovanissimi (nati negli anni 1995 e 1996), nei confronti di un giovane calciatore di appena 13 anni della squadra dell'Asd Rangers».
«Mi dispiace per il Fiume Veneto - conclude Marrandino -, si trova a pagare per causa di un paio di persone ignoranti che poi non sono neppure dirigenti. Tra noi e loro non c'è alcuna acredine, anzi abbiamo già parlato della partita di ritorno: pranzeremo tutti assieme, dirigenti, giocatori e genitori per dimostrare che il nostro calcio è comunque pulito. E pulito vogliamo che rimanga».
fonte: Messaggero Veneto
lunedì 21 settembre 2009
Balotelli ed Eto’o ritornano i cori razzisti
Bisognerebbe capire perché ci sia ancora chi va allo stadio per urlare «buuu» ai giocatori di colore. Ieri è successo a Cagliari in maniera prima blanda nei confronti di Samuel Eto’o e poi con forza crescente nella ripresa, dopo che era entrato Mario Balotelli. Il comportamento del Cagliari, come società, è stato in linea con quanto previsto dalle norme federali: dopo l’annuncio di inizio partita, per due volte, nel secondo tempo, attraverso l’altoparlante, è stato ricordato che in base alle nuove norme, «in presenza di cori razzisti, la gara può essere sospesa e si può arrivare anche alla vittoria a tavolino per 3-0 della squadra ospite».
Orsato, impegnato a dirigere una gara che gli stava scappando di mano, forse non si è accorto di nulla oppure ha pensato che le urla, ancorché ripetute, non fossero così gravi da giustificare un’interruzione anche se di pochi minuti, così come previsto dalle norme della Federcalcio. Resta il fatto che la partita è andata avanti fino alla conclusione, come se nulla stesse accadendo, mentre Eto’o e Balotelli non hanno dato il minimo segnale di reazione e hanno continuato a giocare. Quello di Cagliari è stato il primo caso di ripetuti cori razzisti dopo quanto accaduto a Balotelli in Juve-Inter del 18 aprile, che aveva indotto la Figc a varare una normativa in linea con quella europea voluta dall’Uefa.
fonte: Corriere della Sera
lunedì 25 maggio 2009
NUOVO EPISODIO DI RAZZISMO AL BENTEGODI
Durante l’incontro tra Chievo e Bologna, nuovo brutto episodio di razzismo. Il clivense Luciano, con un passato in maglia rossoblù, è stato oggetto di cori razzisti, ma l’intervento di Farina è stato pronto ed adeguato: ha fermato il gioco, parlato con il quarto uomo ed i capitani ed ha preteso che fosse rivolta un’ammonizione ai tifosi felsinei con la quale s’intimava la sospensione della gara nel caso in cui l’episodio si fosse ripetuto. La partita è poi ripresa e, nonostante i continui fischi per l'ala brasiliana, terminata senza ulteriori problemi.
fonte: Napolisport
lunedì 20 aprile 2009
CORI RAZZISTI A BALOTELLI, SALE LA PROTESTA
Sale la protesta di diversi esponenti dello sport, dopo i cori razzisti a Balotelli provenienti dagli spalti bianconeri durante Juve-Inter di sabato del tipo "se saltelli, muore Balotelli", "negro di m...". "Adesso cercheremo di sensibilizzare la Federazione e la Lega perche' prendano iniziative. Non si deve far passare un fatto del genere senza prendere provvedimenti. Queste manifestazioni di razzismo, oltretutto contro un giocatore italiano, sono assolutamente inaccettabili". Lo ha detto, in un'intervista a R101, Sergio Campana, presidente dell'Associazione Italiana Calciatori. "Non ci si aspettava - ha detto ancora Campana - un episodio del genere in una citta' civilissima come Torino. Abbiamo ricevuto molte telefonate dai giocatori, che esprimono solidarieta' a Balotelli e ci invitano a prendere posizione. Ne parleremo nei prossimi giorni - ha concluso Campana - in occasione di una riunione dell'Associazione Calciatori. Non so ancora quali decisioni prendera' il consiglio direttivo, ma certo non lasceremo passare il fatto inosservato". In una dichiarazione pubblicata sulla Gazzetta, il patron nerazzurro Moratti ha detto "Se fossi stato allo stadio, a un certo punto avrei lasciato il mio posto in tribuna, sarei sceso in campo e avrei ritirato la squadra; c'e' un limite a tutto. Ho anche pensato che la partita potesse essere interrotta dall'arbitro, ma mi sono sbagliato". Per il commissario tecnico della nazionale brasiliana Carlos Dunga, intervenuto a Radio Anch'io Lo Sport "e' una brutta cosa, una cosa culturale, la gente si sfoga nel modo sbagliato e il calcio deve prendere misure giuste per combattere questo fenomeno". "Ormai il mondo e' globalizzato, ci sono giocatori in campo di tutte le razze e quindi non ci sono motivi per essere razzisti". "I calciatori dovrebbero fermarsi, questa sarebbe una soluzione. Sabato il capitano della Juve poteva dire 'non giochiamo piu''" Lo ha dichiarato a Radio Anch'io Lo Sport su Radiouno l'ex attaccante dell'Avellino (1980-1985), Inter, Ascoli e Cremonese, Juary, intervenuto sull'argomento. "Anche ai miei tempi era cosi'. Sono cose che non si riescono a capire. Poi non bisogna dimenticare che Balotelli e' anche italiano. Questa gente non capisce niente e non merita di andare allo stadio. Cosa prova un calciatore? Si sta male, possiamo solo pregare Dio che abbia misericordia di questa gente.
fonte: AGI
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mercoledì 25 febbraio 2009
Amauri: «Anch'io vittima del razzismo»
Anche a un immigrato di successo e senza problemi economici quale Amauri, come pure a sua moglie Cynthia, è capitato di subire sulla propria pelle il razzismo di alcuni italiani. Lo rivela lo stesso attaccante brasiliano della Juventus al settimanale Gioia in edicola. «È successo anche a me. Qualche tempo fa in una farmacia mi hanno accusato di rubare un pacco di pannolini. Li stavo posando, lo scaffale era vicino all'uscita e la porta automatica si è aperta. La farmacista voleva chiamare i carabinieri e io non avevo fatto nulla, semplicemente ero straniero e non parlavo un italiano perfetto. Le ho risposto: li chiami pure, poi la denuncio io: Lei è razzista...», racconta Amauri. «E ho aggiunto: sono più italiano di lei, e magari un giorno rappresenterò il suo Paese», prosegue.
Razzisti gli italiani? «Una minoranza, è vero, ma sono episodi che fanno stare male», dice a sua volta Cynthia, anche lei brasiliana, alla quale è capitato di sentirsi dare del tu nei negozi, e di sentirsi suggerire da una commessa di Verona: «Perché non vai in un outlet?». «Quando tornavo a casa e la trovavo di cattivo umore, sapevo già il perché», spiega l'attaccante, dal 2001 in Italia e che ha giocato negli ultimi anni nel Chievo e nel Palermo prima di arrivare alla Juve. E un Amauri con la maglia azzurra della Nazionale - rileva il giornale - potrebbe non essere lontano. Il passaporto italiano di Cynthia, che ha un bisnonno cuneese e vive in Italia da oltre dieci anni, è infatti in arrivo.
fonte: Il Corriere della Sera
Etichette: brasile, calcio, razzismo
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giovedì 12 febbraio 2009
Online insulti razzisti contro Balotelli "Esce con una bianca? Che disgusto"
Nel forum in cui si incontrano in rete i razzisti dei movimenti neonazisti Stormfront e White Pride appaiono da qualche tempo ingiurie razziste contro Mario Balottelli, 18 anni, attaccante dell'Inter e della nazionale Under 21, in campo stasera a Trieste contro la Svezia.
Il 20 gennaio scorso è stato postato nel forum un fotomontaggio in cui si vede il campione di origine ghanese in compagnia della velina Costanza Caracciolo. "Il disgusto che mi provoca quella orrenda visione è genuino," scrive uno dei frequentatori del forum, "mi vengono i conati quando si vede un negro abbracciato ad una bianca".
Le manifestazioni di intolleranza razziale, perché, non si fermano ai siti neonazisti, perché anche in Newsgroup Gateway e in altri blog si leggono commenti razzisti rivolti al giovane attaccante interista: "Se ha la pelle negra non può essere italiano..." oppure "un negro in nazionale è la fine del calcio italiano".
A denunciare la situazione è il Gruppo antirazzista EveryOne (www.everyonegroup.com ) , che nei prossimi giorni consegnerà alla società sportiva Scavolini di Pesaro una lettera di encomio da parte della Commissione del Parlamento europeo per le sue iniziative contro il razzismo.
Everyone chiede a gran voce che Balotelli sia sostenuto sia dall'Inter sia Nazionali: "E' importante che gli allenatori di Balotelli, Mourinho e il ct della nazionale under 21 Casiraghi, creino un ambiente sereno intorno al ragazzo", affermano i leader dell'organizzazione per i Diritti Umani, Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, "e non gli rivolgano solo critiche, anche pesanti, attraverso i media, perché tali critiche vengono poi strumentalizzate dagli intolleranti".
Lo scorso anno, nel corso di un'intervista a Sport Week, Balotelli disse: "Il razzismo? Ce n'è in Italia e ce n'è nel calcio. Ho visto quello che è successo ad Abba, il ragazzo che hanno ammazzato di botte a Milano. Fosse stato un bianco, non l'avrebbero ucciso a calci e pugni. Io mi definisco un nero italiano, sono orgoglioso della mia pelle e se incrocio un nero che non conosco, istintivamente lo saluto. Se è bianco, no".
fonte: Quotidiano.net