La Procura di Savona ha aperto un fascicolo sulla frase postata da Mauro Aicardi su facebook. Istigazione all’odio razziale il reato contestato al leghista ingauno. L’agricoltore si trova così a dover rispondere di una frase che ha scosso le coscienze di migliaia di persone che si sono attivate, sempre via web, per chiedere le sue dimissioni dal consiglio comunale. Sono decine le pagine google dedicate alla frase sui forni per gli immigrati, giornali web e quotidiani che hanno dedicato intere pagine sul caso del leghista che è difeso a spada tratta dalla sua gente e dal sindaco Guarnieri. Mauro è un uomo simpatico e un bravo ragazzo, ma deve aver scritto con troppa leggerezza una frase che suscita ricordi dolorosi per la tragedia vissuta dagli ebrei. Seguendo la scia di affermazioni dei suoi capi, da Calderoli a Borghezio, non ha compreso di aver toccato un tasto e un nervo ancora aperto nella memoria di tanti. Le scuse di Mauro non sono bastate e neppure la chiusura della sua pagina facebook, il Procuratore di di Savona Francantonio Granero ha aperto un fascicolo e Aicardi dovrà affrontare un procedimento delicato per il reato di istigazione all’odio razziale. Se fosse costretto alle dimissioni, dopo il clamore mediatico che lo ha investito, la maggioranza del sindaco Guarnieri sarebbe praticamente finita, o in ostaggio dei centristi Pollio e Cangialosi. Ecco che la Lega è costretta a fare quadrato intorno al suo consigliere ed evitare che lui si dimetta. Di diverso avviso l’opposizione che chiede la testa del consigliere e le sue dimissioni immediate. fonte: Albenga Corsara
mercoledì 8 febbraio 2012
Albenga. Mauro Aicardi denuciato per istigazione all’odio razziale.
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Adro, la sezione della Lega condannata per razzismo
Il comune franciacortino di Adro ancora al centro dellepolemiche. Dopo gli attacchi del sindaco leghista al presidente
della Repubblica per aver omaggiato del cavalierato l'imprenditore che
nell'aprile 201o pagò i 10mila euro di rette arretrate della mensa
dell'asilo, adesso è la stessa sezione della Lega Nord ad essere
condannata per razzismo nei confronti di una sindacalista. Quando sulla
vetrina della sede della Lega Nord di Adro è stato affisso per alcuni
giorni un volantino che esordiva dicendo «Cara la me romana sono tutti
bravi a fare i culattoni con il culo degli altri», Vittoria Romana
Gandossi (esponente dello Spi Cgil di Brescia, conosciuta con l'epiteto
di nonna-anticarroccio), ha subito molestie di stampo razzista e
ritorsione. Lo ha stabilito il giudice del tribunale civile di Brescia
Maria Grazia Cassia, secondo il quale tuttavia il danno è contenuto,
perché tali insulti sono stati scritti per conto della sede "locale"
della Lega «da un segretario che difende le ragioni della stessa nella
forma sgrammaticata di cui alla missiva». Lo scrive nella sentenza con
cui ha disposto che Gandossi sia risarcita con 2.500 euro, così come
l’Associazione studi giuridici sull’immigrazione e la Fondazione Guido
Piccini per i diritti dell’uomo che avevano depositato il ricorso
insieme a lei, per un totale di 7.500 euro.
Il giudice ha riconosciuto che il
manifesto razzista ha offeso anche tutti gli stranieri. Inoltre ha
riconosciuto che la vicenda va inquadrata nell’ambito della molestia,
intesa come comportamento che «lede la dignità della persona e crea un
clima degradante, umiliante o offensivo come prevede il decreto
legislativo 215 del 2003»: così l’avvocato Alberto Guariso, legale con
Alessandro Zucca della sindacalista Vittoria Romana Gandossi, commenta
la sentenza con cui il giudice di Brescia ha accolto il ricorso per
discriminazione relativo al volantino diffamatorio comparso qualche mese
fa sulla vetrina della sede della Lega Nord di Adro. «Quello su cui
dissentiamo molto - prosegue Guariso - è la quantificazione del
risarcimento del danno morale, che ha una motivazione un po’ ridicola:
in sostanza il giudice dice «Pochi soldi perché il segretario della Lega
è un povero ignorante che scrive sgrammaticato».
fonte: Corriere
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lunedì 7 marzo 2011
Friuli, caccia all’uomo nero
Danilo Narduzzi – capogruppo della Lega Nord in Consiglio regionale del Friuli -, dopo aver proposto di costruire dei campi di lavoro per gli immigrati libici, ha inaugurato lo sportello anti-immigrati:
In sostanza si tratta di un numero telefonico al quale possono rivolgersi tutte quelle persone convinte di aver subito un danno provocato da un “uomo nero”: una casa assegnata agli stranieri, un bonus bebè mai ricevuto, nonostante il vicino (straniero) lo abbia invece incassato.
fonte: On the nord
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giovedì 24 febbraio 2011
“Fermiamo i migranti con il mitra”
In Regione Veneto c’è un assessore con delega ai flussi migratori, Daniele Stival, Lega Nord. Questa delega è associata alle deleghe all’Identità veneta, Protezione civile, caccia, semplificazione amministrativa, devoluzione ai Comuni e alle Province, antincendio boschivo.
Ecco, tutto il dibattito sull’epica ondata migratoria proveniente dal nord Africa è stato risolto da Stival, che partecipava a un programma di Rete Veneta:
Ci riescono in Spagna, Grecia e Croazia. Dovremmo riuscirci anche noi, ma usando il mitra.
fonte: On The Nord
mercoledì 23 febbraio 2011
La supplente rispedita in Sicilia Così ha voluto la Lega Nord
La Lega rispedisce a casa Adriana e i suoi colleghi "terroni". Dal prossimo anno scolastico, moltissimi supplenti siciliani non potranno più lavorare nelle scuole del Nord: una leggina li costringerà a rifare le valigie e a tornare a casa. Un dramma che investe, tra mille altri, anche Adriana, insegnante palermitana in servizio in un piccolo centro della Toscana. "Ormai la mia vita è qui - racconta - Nonostante i disagi di un clima difficile, mi piace molto lavorare nella mia scuola in mezzo al bosco".
Dopo anni alla ricerca di una sistemazione, a 45 anni decide di fare le valigie per andare al Nord. In Sicilia non era stata certo con le mani in mano. Una decina d'anni fa aveva messo su una ditta di commercio all'ingrosso di supporti informatici, computer e materiale di cancelleria. "All'inizio le cose andavano bene. Fino a quando la grande distribuzione e la crisi non ci hanno messo in ginocchio, costringendoci a chiudere".
Lei però non si scoraggia. Ricorda di avere l'abilitazione all'insegnamento e nella primavera del 2009 fa domanda di inserimento in graduatoria: a Palermo per quella "a esaurimento" e in provincia di Massa Carrara per le "code" e le graduatorie d'istituto. Passano pochi mesi e arriva la prima telefonata. "L'anno scorso ho lavorato da dicembre a giugno in una pluriclasse di scuola elementare - racconta - Quest'anno mi hanno nominato a settembre su sostegno e lavorerò fino a fine anno".
In Lunigiana si trova bene. "Mettere su casa in un paesino di duecento abitanti - racconta - è stato naturale. Mi trovo bene con tutti: bambini, colleghe e gente del posto". Di siciliani, nelle scuole del Nord, ce ne sono tanti. "Non sono andata via da Palermo perché la mia terra non mi piace, ma solo per trovare il lavoro. Ed essere costretta a tornare da una norma discriminatoria mi sembra una follia".
Dopo diversi anni, Adriana pensava di avere finalmente trovato un equilibrio. "Ho potuto fare questo colpo di testa - spiega - perché non sono sposata e non ho figli, ma non è stato facile lasciare a 45 anni gli affetti e le amicizie. Ma cos'altro potevo fare?".
E adesso? "Preferisco non pensarci: mi si prospetta il baratro". Il meccanismo che la riporterà probabilmente a casa è complesso. Nel 2009 il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, riapre le graduatorie provinciali dei supplenti, ma solo per l'aggiornamento del punteggio: non è possibile spostarsi da una provincia all'altra. L'unica chance è di inserirsi, oltre che nella propria graduatoria, anche in altre tre province, ma solo "in coda" e non "a pettine", cioè col proprio punteggio. Per le graduatorie d'istituto, utilizzate per le supplenze brevi, c'è invece libertà di movimento su tutto il territorio nazionale. Per queste ultime, Adriana sceglie la Toscana e le va bene. Ma pochi giorni fa la Consulta dichiara illegittime le "code" perché violano il principio di uguaglianza tra i cittadini.
Il governo non sa che pesci prendere, ma al Senato nel frattempo è in discussione il decreto "Milleproroghe". E un senatore della Lega, Mario Pittoni, non si fa sfuggire l'occasione. Propone un emendamento, approvato a Palazzo Madama con il voto di fiducia e ora in discussione alla Camera, che prevede il congelamento delle attuali graduatorie "a esaurimento" fino al 31 agosto 2012 e l'inserimento "a decorrere dall'anno scolastico 2011-2012" nelle graduatorie di dieci-venti istituti, ma solo nella stessa provincia in cui ci si trova inseriti nelle liste "ad esaurimento". Un combinato micidiale, che per Adriana e per migliaia di supplenti "emigrati" significa ritorno a casa e fine di tutti i sogni legati a un lavoro duraturo.
fonte: La Repubblica
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martedì 15 febbraio 2011
Licenziamento etnico
La lega vuole di fatto introdurre il “licenziamento etnico”, non sulla base delle capacità o delle competenze possedute, ma esclusivamente sulla base del luogo di nascita. E’ quanto richiede il capogruppo della lega nord al Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia. Danilo Narduzzi, questo è il nome del politico leghista sostiene che se proprio si deve arrivare agli esuberi per la Electrolux di Pordenone i primi a perdere il posto di lavoro debbano essere gli stranieri e non i lavoratori pordenonesi e chiede che questa linea sia condivisa da tutto il Consiglio regionale e dai sindacati. Sarebbe interessante vedere la compilazione di questa famigerata lista di licenziamento sui base etnica da presentare alla direzione dell’azienda. Piccolo particolare non trascurabile però, la lista arriverebbe direttamente a Stoccolma dove ha sede la Electrolux e bisognerebbe capire che accezione darebbero gli svedesi al termine “straniero”.
fonte: Movimento AntiLega
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lunedì 6 dicembre 2010
Milano: la Lega blocca il progetto per il reclutamento di infermieri stranieri. L’allarme del Pd: “si rischia la paralisi nelle corsie”.
La Lega Nord sta bloccando l’assunzione di infermieri stranieri in Lombardia. È la denuncia di Ezio Casati, vicepresidente Pd del consiglio provinciale di Milano, che ha presentato un’interrogazione urgente, per i ritardi con cui la giunta da seguito al progetto Eures promosso da Provincia di Milano, Assolombarda e Aler per reclutare infermieri all’estero garantendo loro alloggi nelle case popolari con affitti accessibili.
Secondo Casati, in tutta la Lombardia mancano all’appello 8mila infermieri, di cui la metà a Milano e provincia, per questo il progetto promosso dalla Provincia ha pensato una sorta di “agenzia di collocamento” a livello continentale. Ma, secondo Casati, di fronte alla parola “stranieri”, seguita dall’indicazione della garanzia di alloggi popolari, la Lega ha opposto il suo netto no. Così il provvedimento si è impantanato.
“L’atteggiamento della Lega è ottuso – denuncia Casati – perché così si corre il rischio di non riuscire a far fronte alla penuria di infermieri sul territorio lombardo”. E aggiunge: “Tramite l’Eures sono già arrivati 600 infermieri dalla Spagna, ma nei nostri ospedali gli infermieri comunitari ed extracomunitari sono già 2.200, cioè il 10 per cento del totale”.
Stavolta, però, la Lega si è opposta al provvedimento perché “con questa storia della casa favorisce gli stranieri a scapito degli italiani”.
A rincarare la dose è Ignazio Marino, senatore Pd e presidente della Commissione d’inchiesta sul Servizio sanitario nazionale: “Quale sarà il prossimo passo? La Lega intende per caso mandare le camicie verdi negli ospedali a curare i pazienti? La trovata ridicola e demagogica attuata in Lombardia mette soltanto a rischio l’assistenza ai malati: Umberto Bossi e i suoi sono a conoscenza della grave mancanza di personale infermieristico nei nostri ospedali? Forse i paladini della purezza della razza dovrebbero confrontarsi con gli operatori del settore: sono circa 40mila gli infermieri che mancano in Italia e di questa carenza soffre particolarmente il nord, dove da anni operano moltissimi infermieri di altri Paesi. Insabbiando provvedimenti necessari per l’assistenza ai malati, la Lega fa un grave danno al Sistema sanitario nazionale e a tutti i cittadini”.
fonte: ImmigrazioneOggi
Padova, la Lega: basta soldi a maratone tanto vincono sempre i neri. È polemica
Stop ai finanziamenti pubblici per maratone sportive che vedono trionfare atleti stranieri, soprattutto africani: i costi sono ormai proibitivi. L'idea-provocazione è del consigliere leghista della Provincia di Padova Pietro Giovannoni, che in fase progettuale della 12ª edizione della Maratona di Sant'Antonio, in programma il 17 aprile 2011, ha proposto un netto taglio all'impegno finanziario degli enti pubblici. Una nuova polemica si scatena a Padova, dopo quella sorta per le frasi choc su Facebook del consigliere comunale Aliprandi contro i rom.
«Qualcuno ha interpretato con malizia e spiritosaggine la mia idea - spiega Giovannoni, imprenditore che ricopre anche il ruolo di presidente del consiglio comunale di Vigonza (Padova) - solo perché il nucleo degli atleti di colore è quello che costa di più. Ma non c'è intento razzistico. Conosco come vanno queste cose, ho organizzato la Stramilano e la StraBelluno».
La manifestazione padovana, spiega Giovannoni, costa circa un milione di euro e gli enti locali fanno già la loro parte con l'impiego di vigili, protezione civile, sicurezza del percorso. «Assindustria Padova che organizza la maratona - sottolinea l'esponente della Lega - ha certo il suo tornaconto: paghi di più». Ieri sera, nel corso del consiglio provinciale mentre si dibatteva sul percorso della gara, Giovannoni avrebbe sostenuto l'inutilità di finanziare una competizione di «atleti africani o comunque extracomunitari in mutande».
fonte: Messaggero
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giovedì 4 novembre 2010
Bergamo, Pdl e Lega litigano per l'assuzione di una donna delle pulizie albanese
L'assunzione part time di una donna delle pulizie all'asilo sta causando problemi tra il Pdl e la Lega Nord bergamaschi. Succede nella cittadina di Romano di Lombardia (Bg), dove i due partiti (che guidano insieme anche il Comune) fanno parte del consiglio di amministrazione della Fondazione Mottini che gestisce la scuola materna. Il problema e' che il presidente Gino Ravelli ha assunto per le pulizie una donna di origini albanesi con funzioni di ausiliaria per 20 ore settimanali. La signora vive in Italia da 18 anni e da tempo svolgeva il servizio, per il quale ora e' stata confermata.
Una decisione che non e' stata gradita dai leghisti, che sostengono di non essere stati informati, anche perche' "prima deve venire la nostra gente, con i tempi che corrono". Ora la questione sara' affrontata in Consiglio di amministrazione, che secondo alcune voci potrebbe a questo punto essere azzerato nelle componenti di nomina del sindaco. Oltre ai politici di maggioranza ne fanno parte anche due parroci.
fonte: Affaritaliani
martedì 28 settembre 2010
Un muro per separare i rom
Un cantiere improvvisato da Luca de Marchi, consigliere comunale, e altri militanti leghisti per erigere un muro tra due condomini. Ore 15 di ieri, via delle Fornaci, Formigosa. Il muro invisibile (tre mattoni e un nastro rosso tirato per una ventina di metri) viene innalzato tra il civico 9 e il civico 11, due palazzine Aler la cui convivenza è diventata impossibile per colpa, dicono gli inquilini del 9 (quattro nuclei famigliari, tre mantovani e uno marocchino), di una famiglia rom.
«Non ne possiamo più - spiegano gli inquilini - ci fanno dispetti continuamente e a luglio uno di noi è finito all'ospedale perché è stato malmenato». I residenti fanno riferimento all'episodio in cui i figli della famiglia rom avrebbero aggredito l'anziano per futili motivi.
Da lì, da quell'episodio, l'ultimo di una lunga serie, la richiesta all'Aler di montare una recinzione per separare i due condomini. La domanda è stata raccolta dal capogruppo della Lega Nord in via Roma, Luca de Marchi.
«L'Aler - sottolinea l'esponente leghista - è già venuta a fare i rilievi, cioè le misurazioni, ma al momento la recinzione non si vede. I due condomini vanno separati, per riportare la tranquillità tra le famiglie che abitano al civico 9. Oggi siamo qui con mattoni e cazzuola per ricordare all'Aler che la recinzione va montata al più presto per separare i due palazzi».
De Marchi ricorda anche che la situazione potrebbe sbloccarsi nel giro di un mese, con l'esecuzione dello sfratto della famiglia contro la quale gli inquilini del civico 9 puntano il dito. A ricordare un'altra situazione sono anche gli stessi inquilini del palazzo, ma questa volta il tiro è spostato verso l'Aler. «Quattrocento euro d'affitto al mese - dicono - vi sembrano pochi per dei pensionati? Gli appartamenti non sono male, è vero, ma alcune cose non sono a norma. I fili elettrici, per esempio, e l'intonaco che continua staccarsi dalle pareti esterne».
fonte: Gazzetta di Mantova
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sabato 18 settembre 2010
Comune di Tradate: incentivi solo a bambini "Bianchi"
Non è una questione di discriminazione verso lo straniero, ma la preoccupazione della conservazione della “razza europea”, quello che ha spinto il comune di Tradate, in provincia di Varese, a fare appello alla sentenza del tribunale di Milano, che definiva “discriminatorio” il bonus bebè dato solo agli italiani.
Il tribunale aveva quindi bocciato il provvedimento comunale che prevedeva un incentivo solo per i nuovi nati di “pelle bianca”. Già, perché l’incentivo, secondo l’amministrazione comunale formata da Lega e Pdl, era negato anche ai bambini italiani, nati in Italia, con un genitore straniero. Insomma per avere l’incentivo bisogna essere “puri”.
Allora l’amministrazione ha deciso di sospendere gli incentivi a tutti e aspettare la nuova decisione del tribunale.
“Il bonus bebè altro non vuole essere e non è se non un mero segnale d’incoraggiamento in nulla e per nulla attinente a situazioni di bisogno né all’appartenenza etnica o razziale bensì scaturente da considerazioni circa il futuro della cultura europea come indissolubilmente legata ai popoli dell’Europa medesima”, questa la motivazione del ricorso presentata dal comune.
Non è questione di razzismo, il problema è che questi europei “puri” non si riproducono più come una volta, allora il comune tenta una “procreazione assistita” da un bonus, per preservare la cultura del Vecchio Continente.
Il ricorso prosegue mettendo in risalto dati anagrafici dai quali si evince come la natalità europea sia minore di quelli degli altri continenti.
In realtà le sentenze sull’argomento sono numerose e sono tutte in linea con la convenzione di New York sui diritti dell’infanzia, che sottolinea che i diritti dei bambini devono essere garantiti a prescindere da ogni considerazione di razza, sesso e lingua.
E dire che la Lega era contraria all’euro.
fonte: Infooggi
mercoledì 9 giugno 2010
No assembramento, 3 immigrati multati
ALBENGA (SAVONA), 5 GIU - Tre immigrati sono stati multati con una sanzione di 300 euro dai vigili urbani, perche' parlavano animatamente in piazza. I tre hanno violato l'ordinanza 'antiassembramento' firmata dal neosindaco leghista Rosy Guarnieri. I tre, con regolare permesso di soggiorno, erano in piazza Nenni dove stavano 'fruendo degli spazi pubblici in modo tale da non consentire analoga fruizione ad altri cittadini'. Hanno evitato la denuncia oblando la sanzione. Il sindaco: 'Faremo di meglio'.
fonte: Virgilio
Italia, uno steccato contro i vu' cumpra'
Una recinzione contro i vu' cumpra'. Questa la proposta lanciata dalla giunta leghista del comune di Monza per far fronte al problema dell'abusivismo. “Il dettaglio progettuale – spiega Simone Villa, assessore alla Polizia locale e Sicurezza- manca ancora, ma a bilancio 2010 è stato inserito un emendamento per garantire un finanziamento pari a centomila euro per recintare l'area del parcheggio davanti all'ospedale nuovo”. La scelta, di per sé, non è una novità. Muri e steccati sono ormai diventati la soluzione più gettonata per risolvere problemi di vicinato o di convivenza difficili. La recinzione che circonderà il perimetro del parcheggio a pagamento ostacolerà l'ingresso dei vu' cumpra', garantendo a quanti si recano in ospedale di non essere disturbati dalle richieste e dalle pressioni dei venditori, spesso molto insistenti.
“L'area antistante al San Gerardo – continua Simone Villa – ha sempre conosciuto una grande presenza di venditori abusivi, ma negli ultimi anni, in coincidenza con gli sgomberi nel centro storico, la situazione sta diventando insostenibile e ci sono arrivate moltissime lamentele da parte di quanti vengono assaliti dai venditori nel parcheggio”. A quanti sollevano l'obiezione che sgomberando e spostando, i problemi non si risolvono, l'assessore risponde facendo riferimento al pragmatismo della Lega che punta alla soluzione immediata delle questioni per dare risposte concrete ai cittadini. Basta, quindi, coi sofismi e con l'analisi delle conseguenze future dei provvedimenti e largo all'azione.
Sull'efficienza leghista esprime qualche perplessità Giuseppe Civati, consigliere della regione Lombardia nella circoscrizione di Monza per il Pd, che accusa la giunta di ingigantire le questioni relative all'immigrazione a uso e consumo politico. La recinzione, secondo l'esponente del Pd, sarebbe “una modalità di risoluzione scontata e banale per chi è a corto di idee”. “Qualche anno fa – aggiunge Civati – c'è stata la stagione delle ronde, poi gli sgomberi e ora arrivano le recinzioni. Nessuno lo dice, ma tutti questi espedienti sono falliti e non hanno mai raggiunto gli obiettivi sperati. Non solo a Monza, ma anche a livello nazionale, da quando c'è la Lega al governo, gli immigrati sono aumentati. La giunta monzese, tra l'altro, ha una certa passione per le recinzioni. Qualche tempo fa, quando c'era in progetto di costruire un centro di accoglienza per gli immigrati, che poi è diventata una residenza per anziani, la Lega voleva circondare l'area col filo spinato”.
fonte: Peacereporter
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mercoledì 26 maggio 2010
Brugherio: il TAR annulla l’Ordinanza razzista
E’ notizia di ieri, 25 maggio, che il TAR ha annullato, sospendendone l’efficacia fino a data da definirsi, l’Ordinanza del 10 febbraio 2010, con cui il Sindaco Ronchi intendeva rendere più difficile ottenere la residenza a Brugherio da parte di cittadini stranieri.
Il tribunale ha accolto il ricorso presentato dalla Cgil Monza e Brianza e da Cgil Lombardia, in quanto il Collegio giudicante “ha motivo di dubitare sia che sussistano in concreto i presupposti per l’adozione delle ordinanze sindacali di cui agli articoli 50 e 54 d.lgs. 267/2000 –si legge nell’ordinanza del TAR-, sia che tra le attribuzioni dell’ente locale rientri il potere di regolamentare le materie della immigrazione, della anagrafe, dei rapporti dello Stato con l’Unione Europea, del diritto di asilo e della condizione giuridica dei cittadini di Stati non appartenenti all’Unione Europea”
Quindi viene riconosciuto che questo genere di provvedimenti razzisti che Ronchi e la Lega Nord sono soliti utilizzare, sono atti illegittimi.
Questo non è sicuramente l’unico atto dell’Amministrazione brugherese che meriterebbe di essere annullato da un Giudice, perché ben più di una sono state le Ordinanze o le Deliberazioni la cui applicazione comporta la discriminazione ed il danneggiamento di alcune categorie di persone (ad esempio il Regolamento per i contributi per l’accesso agli asili, che penalizza chi non risiede in città da almeno cinque anni).
Per questo motivo è di fondamentale importanza continuare a denunciare i soprusi che questa Giunta continua a commettere nei confronti dei cittadini.
fonte: Brugherio Futura
sabato 24 aprile 2010
La Lega: un test di italiano per immigrati imprenditori
Prima s'impara l'italiano, poi si può cominciare a fare impresa. Insomma, se un extracomunitario vuole aprire un negozio in Italia deve prima superare un esame che attesti la sua conoscenza della lingua. La proposta arriva dalla deputata leghista Silvana Comaroli ed è contenuta in un emendamento al decreto legge incentivi presentato nelle commissioni Attività produttive e Finanze della Camera.
''Le regioni, nell'esercizio della potestà normativa in materia di disciplina delle attività economiche - si legge nell'emendamento - possono stabilire che l'autorizzazione all'esercizio dell'attività di commercio al dettaglio sia soggetta alla presentazione da parte del richiedente, qualora sia un cittadino extracomunitario, di un certificato attestante il superamento dell'esame di base della lingua italiana rilasciato da appositi enti accreditati''.
Ma non solo un altro emendamento presentato dalla stessa deputata chiede invece lo stop delle insegne multietniche favoreggiando invece quelle in dialetto. ''Le regioni - si legge nel testo - possono stabilire che l'autorizzazione da parte dei comuni alla posa delle insegne esterne a un esercizio commerciale è condizionata all'uso di una delle lingue ufficiali dei Paesi appartenenti all'Unione europea ovvero del dialetto locale''.
fonte: Repubblica
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mercoledì 14 aprile 2010
"No ai corsi per stranieri discriminano gli italiani"
Finanziare l'integrazione degli studenti stranieri "è discriminatorio, perché crea differenze di trattamento con i bambini italiani". Con questa motivazione, Lega e Pdl hanno votato in commissione Scuola-Educazione del consiglio di zona 7 la proposta di annullare i fondi per i corsi di italiano agli immigrati. Nel documento, che lunedì prossimo andrà al voto dell'aula, si prevede di destinare "a tutti i bambini del quartiere" (compresi quelli che frequentano scuole private) i circa 30mila euro che per anni sono stati spesi in ore di italiano agli stranieri.
L'abolizione della "quota stranieri" è stata approvata con sette voti favorevoli, cinque contrari e tre astenuti, dopo una lunga discussione. "È un provvedimento inutile e dannoso, anche per gli italiani - attacca Diana De Marchi, consigliere del Pd - se gli stranieri hanno problemi con la lingua, ne risente l'intera classe". Per Ernestina Gilardi della Lega Nord, che ha proposto di abolire il finanziamento, "prevedere fondi ad hoc per i bimbi disabili è giusto, ma aiutare solo gli stranieri non ha senso: la maggioranza di loro non ha alcuna difficoltà in più rispetto agli italiani". A ogni studente delle elementari e delle materne di zona7 - che comprende i quartieri Baggio, De Angeli e San Siro - saranno destinati 10 euro, che le scuole spenderanno in progetti didattici.
Secondo la nuova impostazione - trascritta nel verbale della discussione - il 35 per cento dei 250mila euro che il consiglio di zona spende per l'istruzione dovrebbe andare al sostegno dei disabili, come lo scorso anno. La quota del 12 per cento destinata negli scorsi anni agli stranieri sarà invece assorbita in un 65 per cento di "quota pro capite per tutti gli alunni". Fra chi si è astenuto nella votazione c'è il presidente della commissione, Lorenzo Perrone, dell'Udc: "Il messaggio che si fa passare è solo politico - dice - la novità non avrà alcun effetto pratico. Da sempre, infatti, le scuole spendono i soldi in base alle proprie reali necessità, non seguendo l'indicazione che noi diamo al momento dello stanziamento".
Secondo la Lega, invece, il provvedimento sarebbe anche un modo per adeguarsi ai tagli annunciati dal Comune sulle attività dei consigli di zona in generale. Il bilancio di Palazzo Marino non è ancora chiuso, ma si attende una riduzione dei fondi alle assemblee periferiche del 6 per cento. Fra le scuole in zona 7 che beneficeranno del finanziamento "per il diritto allo studio" c'è anche l'elementare Radice in via Paravia, tristemente nota come "scuola ghetto" per il fatto che nell'attuale classe prima tutti gli studenti sono stranieri. Ma la situazione è forse destinata a cambiare: per il prossimo anno, infatti, fra i 21 primini iscritti ci saranno anche tre italiani.
fonte: Repubblica
lunedì 12 aprile 2010
Udine. Prima sepoltura con rito islamico: a Paderno scatta la protesta della Lega
Una neonata è stata sepolta con rito islamico nell'area riservata ai musulmani nel cimitero di Paderno, a Udine: si tratterebbe della prima sepoltura di una persona rivolta alla Mecca. La bambina era deceduta nei giorni scorsi all'ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine e i genitori hanno scelto di tumularla a Paderno.
Nei mesi scorsi, la decisione del Comune di riservare un'area del cimitero ai musulmani aveva suscitato malumori e proteste, soprattutto da parte della Lega, che aveva raccolto 1.700 firme e organizzato una fiaccolata affinché l'area non fosse concessa. Il Carroccio ha già annunciato un volantinaggio a Paderno per sabato prossimo.
fonte: il Gazzettino
lunedì 22 febbraio 2010
Radio Padania: "Purtroppo gli immigrati conoscono la legge e non si lasciano trattare come noi vorremmo"
Leggi e ascolta su L'anticomunitarista
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domenica 14 febbraio 2010
« A Palazzago [Bg] un «bonus bebé» anti-immigrati
Un bonus di 258 euro per i nuovi nati. E’ l’ennesima iniziativa razzista presa da un altro comune a maggioranza leghista. Si tratta di Palazzago, in provincia di Bergamo, dove è scoppiata la polemica sul regolamento che assegna un contributo per i nuovi nati e per i minori adottati, escudendo i figli di genitori che non hanno la cittadinanza italiana.
I requisiti per ricevere l’assegno prevedono infatti la residenza del neonato nel Comune, la cittadinanza italiana di almeno un genitore [o la presentazione di formale richiesta di cittadinanza] e la residenza nel Comune da almeno un anno di almeno un genitore al momento della nascita.
«Il regolamento è illegale perché fortemente discriminatorio» denuncia oggi su L’Eco di Bergamo il consigliere di minoranza Roberto Pogna, della lista civica «Per Palazzago». La battaglia è portata avanti anche dalla Cgil e dall'Associazione studi giuridici sull’immigrazione [Asgi], che per un caso analogo hanno già portato il Comune di Brescia in tribunale, costringendolo alla marcia indietro.
fonte: Clandestino
sabato 13 febbraio 2010
Campo vietato alla squadra romena esposto contro il sindaco leghista
Palla al centro, ma solo per i giocatori italiani. Anzi, veneti e residenti nel Comune. Il sindaco leghista di San Giorgio in Bosco Renato Roberto Miatello vieta ad una squadra di romeni iscritta al campionato amatori di giocare nel campo da calcio comunale: «Non vedo l'utilità di una formazione romena che non ha niente a che spartire con il territorio». Altre otto squadre giovanili - di italiani è chiaro - invece usano l'area sportiva. Ed è scoppiato un caso diplomatico. L'associazione «Alleanza romena», a cui fa capo la squadra di calcio, dopo una segnalazione in prefettura ieri ha chiamato in causa anche palazzo Chigi con un esposto all'Ufficio nazionale anti discriminazione razziali e al dipartimento per le Pari opportunità. Il presidente dell'associazione romena Adrian Teodorescu, punta l'indice sulle scelte del Comune di San Giorgio in Bosco e le bolla di «razzismo in chiave sportiva».
fonte: Corriere del Veneto