Lo scorso 2 Agosto sono state eliminate le aggravanti a carico dei suoi assassini. Incredibili le motivazioni. Abdoul Guibre (detto Abba) è stato ucciso a sprangate il 14 settembre 2008, da due commercianti milanesi. Aveva rubato un pacco di biscotti con due coetanei. Oggi Abba avrebbe 23 anni e allora ne aveva 19.
Sul Corriere della Sera (edizione di Milano) leggiamo:
In particolare, la prima sezione penale della Cassazione, con la sentenza n. 31454 depositata mercoledì, ha rilevato che i giudici del merito non hanno dato adeguata motivazione circa l’aggravante: «l’indagine omessa in funzione della valutazione della sussistenza o meno del futile motivo – si legge nella sentenza – è proprio quella attinente alla componente psichica soggettiva che indusse i Cristofoli, persone di non elevata cultura, reduci da una pesante notte di lavoro e pronti a continuare la loro attività nel bar, a reagire, seppure del tutto sproporzionatamente sul piano oggettivo, al piccolo furto commesso ai loro danni dai giovani stranieri al culmine di una notte di pellegrinanti evasioni che li rese particolarmente disinibiti e scanzonati al cospetto degli affaticati e suscettibili derubati».
Leonardo Sciascia aveva a suo tempo evidenziato la sintassi grottesca del gergo giudiziario.
Nel nostro piccolo vorremmo continuare questo lavoro analizzando alcuni degli elementi più scandalosi di questa sentenza:
- La “componente psichica soggetttiva”:
Se non ci sono perizie mediche che attestino l’incapacità di intendere e di volere, questa frase perde ogni significato, ogni contatto con la realtà. Quindi lo stato d’animo può essere una attenuante? Se tua moglie ti tradisce, puoi ubriacarti e poi metterti alla guida, se poi investi e uccidi un giovane di 19 anni, troverai dei giudici che giustificheranno l’omicidio dicendo che la tua “condizione psichica soggettiva” va calcolata come attenuante. O no?
-”persone di non elevata cultura”:
Qui siamo davvero nell’assurdo: i due assassini (ricordiamo i nomi di chi ha commesso tale delitto: Fausto e Daniele Cristofoli, padre e figlio) sarebbero persone di “cultura non elevata”. Due piccoli imprenditori non analfabeti non possono aspirare a far parte dello stesso terreno culturale di chi le sentenze le scrive. Impossibile non pensare al torturatore che in Germania abusò per settimane della propria compagna, e subì una condanna mite perchè il tribunale gli riconosceva l’attenuante di essere sardo, quindi appartenente ad un popolo violento e possessivo.
I giudici di Milano usano l’espressione di non elevata cultura”, che oltre a perpetuare quel pensiero classista che reputa ignorante chiunque non abbia una laurea, rischia di diventare un pericoloso precedente per la giurisprudenza italiana. Fausto e Daniele Cristofoli erano proprietari di un bar, quindi erano due (piccoli) imprenditori. Per fare tale mestiere bisogna saper leggere, scrivere e far di conto, quindi sicuramente non erano analfabeti. Fausto Cristofoli aveva letto l’Etica Nicomachea di Aristotele? Daniele Cristofoli conosceva il greco antico? Quali sono i requisiti minimi che distinguono una persona di elevata cultura da un’altra “di non elevata cultura”? Una laurea in Giurisprudenza? Una dichiarazione dei redditi superiore ai 70mila euro l’anno?
A Flavio Briatore o ad Antonio Cassano verrebbe riconosciuta l’attenuante della “cultura non elevata” se dovessero uccidere a sprangate in testa un diciannovenne? La maggior parte degli assassinii di mafia compiuti in Sicilia negli anni ’60 ’70 ’80 e ’90 del Novecento erano compiuti da analfabeti o semi-analfabeti.
Se colleghiamo le due sentenze (quella tedesca sul sardo e questa di Milano) possiamo capire che Falcone e Borsellino sono stati soltanto degli inquisitori sadici, che non hanno saputo riconscere le attenuanti etniche e culturali degli imputati del maxi processo.
Analfabeti, provenienti da culture retrograde dove la morte è onnipresente, i killer di mafia avrebbero dovuto godere di ogni attenuante possibile. Purtroppo Falcone e Borsellino, coi loro duri metodi inquisitori, hanno riportato il Medioevo in Sicilia. D’altronde anche loro erano Siciliani purosangue. Tutto si spiega.
- “reagire sproporzionatamente al piccolo furto compiuto da alcuni stranieri”:
Qui il giudice che ha scritto la sentenza o è ignorante o è in malafede: Abdoul Guiebre aveva la cittadinanza italiana, NON ERA STRANIERO. Pur essendo nato in Burkina Faso era italiano. Il giudice dovrebbe saperlo. Non vorremmo pensare male, ma inserire l’espressione “alcuni stranieri” all’interno di una SENTENZA DEL TRIBUNALE sembra davvero una cosa inutile, per non dire razzista: a chi importa la nazionalità di chi compie un “furto”?
Il fatto che fossero “stranieri” (cosa NON VERA) potrebbe valere come attenuante? Implicitamente è questo il messaggio che il giudice fa passare nella sua sentenza.
-”piccolo furto commesso ai loro danni dai giovani stranieri al culmine di una notte di pellegrinanti evasioni che li rese particolarmente disinibiti e scanzonati al cospetto degli affaticati e suscettibili derubati”:
Immaginiamo che per “pellegrinanti evasioni” si intenda “una serata passata in giro per locali”. Purtroppo noi persone di “non elevata cultura” dobbiamo sforzarci per comprendere il lessico aulico dell’èlite culturale togata. Sempre sforzandoci di comprendere, il fatto che dei teenager fossero usciti a divertirsi mentre Fausto e Daniele Cristofoli lavoravano sembrerebbe rappresentare una attenuante da inserire nel quadro della componente psichica soggettiva di persone di cultura non elevata che subiscono un piccolo furto (del valore di meno di 10 euro, ricordiamolo!) compiuto da stranieri (in realtà Abbdoul Guiebre era cittadino italiano). Insomma, un disastro linguistico e giuridico: ecco cosa rappresenta questa sentenza.
Carlo Trombino su corriereimmigrazione.it
mercoledì 12 settembre 2012
Abba dimenticato e sentenza stravolta: tolta l'aggravante di razzismo
lunedì 25 giugno 2012
Perchè usare definizioni culturali per indicare esperienze negative?
Sabato 16 giugno si è tenuto a Cernusco il mercatino del riciclo organizzato dalla ProLoco che aveva convocato l'iniziativa con queste parle:
"Consumare in modo consapevole", promuovere un nuovo stile di vita e un modello economico dove le persone, il pianeta e il profitto vivono in armonia. Per tutti coloro che vorrebbero vendere o scambiare oggetti di casa che non servono più o più semplicemente oggetti che non ci piacciono più. Ciò che per noi è diventato inutile ad altri potrebbe servire ! Pensaci, ti aspettiamo !
Fonte: www.robertocodazzi.it
mercoledì 2 settembre 2009
Appello per la costruzione di un mese antirazzista.
Per fermare il razzismo. Perchè non accada mai più e per non soffocare nella barbarie.
Contro un presente di leggi razziste e risposte autoritarie alla crisi, contro ronde e razzisti e un passato che non ha futuro.
Per il ritiro immediato dei pacchetti sicurezza. Per una globalizzazione dei diritti per tutti e tutte.
Ad un anno dal maledetto 14 settembre 2008 e dalle mobilitazioni che ne seguirono, ad un anno dall'omicidio di Abba,
per un corteo a Milano il 19 Settembre ed 1 mese di iniziative e mobilitazioni che non si riescano a contare e perimetrare.
Proponiamo con questo appello 1 mese in cui la soggettività meticcia di Milano e delle nostre città prenda parola assieme. Lanciamo questa "call for action" a chi non è mai sceso in piazza ma comunque, anche in tempo di crisi e precarietà assoluta, preferisce prendersela con i pre-potenti e non con i più “deboli". Ci rivolgiamo a chi ancora pone la forza del rifiuto alla rassegnazione di fronte ai pre-potenti imprenditori della paura, fomentatori dell'odio razzista, tanto più pericolosi in quanto tronfi di ignoranza oltre che di arroganza. E certamente lanciamo anzitutto questa proposta a quanti, nei mesi successivi allo scorso 14 Settembre 2008 hanno riempito le strade e le città con istanze di liberazione di diritti, solidarietà attiva e amore per la libertà, mobilitandosi contro rigurgiti di nuovo nazionalismo, razzismo, autoritarismo dalla camicia verde o nera : attiviste e militanti, comitati antirazzisti, comunità migranti, centri sociali, associazioni della società civile e circoli culturali, collettivi metropolitani e studenteschi, insegnanti e genitori, precarie e precari, artiviste e artisti, nodi di comunicazione indipendente e di alternativa culturale.
...
Proponiamo che questa mobilitazione abbia inizio con il 12 e 13 Settembre a Cernusco, città di ABBA e della sua famiglia, e arrivi fino al 17 Ottobre, giorno di mobilitazione nazionale antirazzista e contro il pacchetto sicurezza. Proponiamo che durante questo periodo le iniziative siano delle più diverse e più diffuse possibile, ma anche che ci siano spazi per ritrovarsi insieme a partire dai 2 giorni di Cernusco e attraverso un 14 Settembre in via Zuretti. E in particolare lanciamo uno spazio e una sfida da costruire assieme, in poco tempo e per questo con ancora maggiore energia : una grande data di mobilitazione con corteo a Milano Sabato 19 Settembre, ad un anno esatto da quel 20 Settembre 2008 che ha visto migliaia di persone non lasciare soli famiglia e amici di un ragazzo di 19 anni che, oltre ogni sentenza di tribunale, rifiutiamo di considerare vittima di "2 biscotti" o "casuale fatalità".
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Etichette: abba, cernusco, razzismo
Pubblicato da AdminK alle 18:20 0 commenti