perchè questo blog?

L'Italia è diventata da anni paese di immigrazione ma da qualche tempo si registra un crescere di fenomeni di razzismo. Dopo la morte di Abdul, ucciso a Milano il 14 settembre 2008, ho deciso che oltre al mio blog personale avrei provato a tenere traccia di tutti quei fenomeni di razzismo che appaiono sulla stampa nazionale. Spero che presto questo blog diventi inutile...


Visualizzazione post con etichetta rom. Mostra tutti i post
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martedì 28 febbraio 2012

Nuovo sgombero rom da parte della polizia locale di Legnano

Nuovo intervento della polizia locale nei soliti campi sterrati “adottati” dai rom e che si trovano a ridosso della provinciale per Inveruno. Periodicamente i vigili urbani intervengono per tenere alta la pressione e ieri la modalità si è ripetuta secondo lo stesso copione. Quando le pattuglie dei ghisa in mattinata — affiancati dagli uomini della Protezione civile — sono entrate nel campo erano presenti una decina di persone. Le solite. Questo ha così permesso di effettuare le operazioni di abbattimento delle casupole di fortuna erette e fatte sostanzialmente di cartone. All'operazione ha preso parte anche la proprietà, e cioè l’Iper: intervento resosi necessario per ripulire dalle montagne di masserizie il terreno. Perché alla fine proprio di questo si è trattato. Di una grossa pulizia per ridurre ai minimi termini i rischi di infezione: soprattutto d’estate sterpaglie e arbusti sono infatti il rifugio di topi e pantegane richiamati qui dai rifiuti. Sul fronte invece della identificazione degli zingari, nessuna novità. In realtà già nei giorni precedenti la polizia locale aveva proceduto al rilevamento della popolazione presente — alla fine poche unità fra donne, uomini e bambini. Tutti stranoti alle forze dell’ordine e già fotosegnalati. Segno che l’area, suddivisa poi al suo interno in più campetti autonomi, sta assumendo caratteristiche di un vero e proprio stanziamento semipermanente. Oggi il comando di corso Magenta divulgherà dati precisi circa il totale di masserizie portate via e il numero di persone identificate. Ma al di là della statistica rimane il fatto che a cinque anni di distanza da quella che era stata una promessa elettorale dell’allora candidato Vitali, e cioè d’impedire che in città si formassero degli accampamenti irregolari, questa scommessa non può dirsi vinta al cento per cento. Da allora ad adesso sono decine — non si contano più — i blitz della polizia locale. Una volta col supporto della polizia di Stato, un’altra con quello dei carabinieri. Lo ammette anche l’assessore alla Sicurezza Elio Faggionato: «È in parte vero, ma se dai vertici nazionali e internazionali, vedi la condanna dell’Italia da parte della giustizia europea per il respingimento dei profughi libici, arriva questo tipo di messaggio, non è che noi a Legnano possiamo risolverlo alla radice». Si cerca così di percorrere strade alternative. Come quella che, d’accordo fra Comune e proprietà, ha portato Iper a radere al suolo arbusti incolti e sterpaglie. A cui seguirà la recinzione. E ieri pomeriggio, intorno alle sei, un nuovo blitz al quale ha preso parte lo stesso Faggionato. Quattro le persone allontanate. Si erano ricollocate a ridosso della vicinale per Villa Cortese.

fonte: Il Giorno

mercoledì 8 febbraio 2012

CONSIGLIO UE: RAZZISMO, ITALIA RISPETTI CARTA SOCIALE EUROPEA

L'Italia ancora nel mirino delle autorità europee. Il richiamo arriva dal comitato del Consiglio d`Europa che vigila su come gli Stati membri applicano quanto stabilito dalla Carta sociale europea, ratificata anche dall'Italia. Il rapporto presentato punta il dito contro la carenza di politiche necessarie al mantenimento dei diritti degli immigrati, rom e sinti. In modo particolare sulla questione degli alloggi. Già il 5 aprile 2011, il governo Berlusconi aveva sottoscritto una richiesta della Commissione di redigere un piano strategico nazionale per l`integrazione dei Rom in grado di intervenire su quattro punti chiave: lavoro, scuola, salute e abitazione. Il termine stabilito dalla Commissione per la stesura del piano, fissato al 31 dicembre dell`anno scorso, per l`Italia è stato prorogato al 28 febbraio, visto il cambio di governo. Obiettivo finale della Commissione europea è l`integrazione dei rom in una cornice strutturata di lotta all`esclusione sociale e alla povertà. L`Europa in particolare chiede all`Italia di facilitare l`accesso alla cittadinanza per i rom che risiedono in Italia da diversi anni; l`assistenza nell`accesso al mercato del lavoro; un programma nazionale per offrire condizioni dignitose a chi vive nei campi; l`intervento sul piano dello scorso governo sull` emergenza nomadi. Criticate fortemente anche alcune posizioni delle amministrazioni locali. L'accusa è quella di negare agli immigrati regolari facilitazioni per l'accesso alla casa. Atteggiamento in contrasto con la Carta Sociale. Alla Commissione non piace nemmeno il comportamento intollerante di alcuni politici italiani. L'Europa è ancora in attesa di misure, in grado di impedire l'uso propagandistico di argomenti contro rom ed immigrati. fonte: Justice TV

lunedì 12 dicembre 2011

Incendiato un campo nomadi dopo il corteo per lo stupro inventato

E' degenerata la manifestazione di protesta contro la criminalità, organizzata per protestare dopo la violenza sessuale denunciata da una sedicenne nella zona della Continassa. La ragazza aveva indicato come possibili aggressori due nomadi. Lei stessa, dopo l'eplosione di violenza nel quartiere, ha smentito di essere stata aggredita: "Mi sono inventata tutto, sono stata con un ragazzo".

Poco prima delle 20 un gruppo di residenti armati di bastoni ha dato l'assalto al campo nomadi abusivo, dandogli fuoco. Poco fa il fratello della vittima è riuscito a riportare la calma. La manifestazione era cominciata pacificamente, con i familiari della ragazzina in corteo con circa 500 abitanti della zona. La sfilata è partita da piazza Montale. I fotografi e gli operatori tv sono stati allontanati in malo modo, uno di loro è stato anche schiaffeggiato. Poco dopo, una parte dei manifestanti si è incappucciata e con mazze, bastoni, spranghe e bombe carta è andata all'assalto del campo abusivo. Allontanato a calci l'unico nomade rimasto nelle vicinanze, hanno sfasciato tutto e bruciato baracche, auto e roulotte: almeno una ventina. Presi alla sprovvista carabinieri e polizia che soltanto più tardi sono schierati in forze. Il fratello dellla vittima, accompagnato ai carabinieri, ha parlato al gruppo di devastatori spiegando loro che non erano stati i nomadi a aggredire sua sorella, ma che la storia doveva ancora essere chiarita. Poco dopo la smentita definbitiva della ragazza: "Non sono stata violentata, mi sono inventata tutto". I rivoltosi si sono così calmati e allontanati alla spicciolata. Fermato uno dei manifestanti. Un'altra ventina di persone che avrebbero partecipato all'assalto sono state identificate.

fonte: La Repubblica

venerdì 22 aprile 2011

Alemanno polemica con S.Egidio Per i rom sgomberati notte in basilica

'Il fatto che venga rifiutata l'assistenza vuol dire che molti non sono nelle condizioni disperate che Sant'Egidio si immagina, ma spesso fanno una scelta di carattere economico e non di disperazione''. Il sindaco, Gianni Alemanno, è tornato di nuovo sulla polemica con Sant'Egidio in merito ai 75 sgomberi di microaccampamenti abusivi eseguiti dal primo aprile. Nella mattinata, lo sgombero messo in atto dal Comune del campo nomadi abusivo a Casal Bruciato, nel V muncipio. Che ha provocato la "rivolta" dei rom. Hanno raggiunto e occupato la basilica di San Paolo. Pregano in silenzio tra i banchi. Sono 150 donne, uomini e 40 bambini. "Ci appelliamo alla Chiesa", ripetono. Tra loro c'è anche Augusta, 24 anni, una giovanissima mamma arrivata qualche mese fa a Roma da un paese vicino Bucarest, in Romania. Che racconta: "Siamo preoccupati, ci sgomberano e ci buttano in mezzo alla strada. Siamo una famiglia, dobbiamo stare insieme, non siamo cani. Gli abbiamo detto di lasciarci stare almeno per Pasqua, ma ci hanno risposto: 'Mangiatevi i topi'".

fonte: Repubblica

mercoledì 20 aprile 2011

Morto il piccolo sinti rimasto senza ossigeno nel campo nomadi

Tommaso non ce l'ha fatta. Piccolo e malato, il bambino di 17 mesi, diventato suo malgrado il simbolo della lotta tra sinti e Comune di Brescia, è morto ieri pomeriggio agli Spedali Civili dove era ricoverato da due mesi. Il 14 febbraio scorso, dopo il blitz della polizia locale e la sospensione della corrente alle roulotte del campo, Tommaso era stato ricoverato d'urgenza. Dimesso dopo due giorni, il piccolo si era poi di nuovo aggravato tanto da dover tornare in ospedale. Tommaso soffriva di una malattia genetica rarissima (solo 14 casi al mondo) che si chiama H-ABC: un sondino fissato a una narice e a una macchina per l'ossigeno gli permettevano di sopravvivere, con mamma Fenni ad accudirlo e papà Samuel sempre pronto a qualsiasi emergenza.
Come la notte di San Valentino, quando dopo gli scontri con la polizia, mancata l'elettricità, ha dovuto procurarsi con le buone o con le cattive un generatore portatile per tenere in vita il suo bambino. «È nato così - spiega lo zio, Giovanni Tonsi, allargando le braccia -. Per malattie come la sua non c'è guarigione. Certo, quel giorno che il Comune ha staccato la corrente è stato tutto più difficile...». Al campo di via Orzinuovi, dove l'amministrazione di Palazzo Loggia non ha ancora riattivato i bagni perché aspetta di sgomberare gli ultimi abusivi, non accusano nessuno. Anzi, i sinti tendono la mano al sindaco, Adriano Paroli, perché la morte di Tommy serva a sancire una tregua.

fonte: Corriere

lunedì 21 febbraio 2011

Rogoredo, sgomberato campo abusivo Demolite le baracche di 70 rom romeni

- Circa 70 rom romeni sono stati allontanati venerdì mattina all'alba dall’insediamento abusivo di Rogoredo. Sul posto sono intervenuti, intorno alle 5.30, circa 50 agenti e commissari della polizia locale, insieme con la polizia di Stato. Sono al lavoro le ruspe di Amsa e di Milano Serravalle per rimuovere le baracche, una cinquantina, in cui i nomadi vivevano. L’intervento è stato concordato con il Commissario straordinario per l’emergenza rom e ha richiesto il supporto della Questura vista l’estensione della baraccopoli.

fonte: Corriere della Sera

sabato 12 febbraio 2011

"Rom -4": scritte con svastiche su un muro di Roma

"Rom -4" e "Rom Raus" (che in italiano vuol dire 'rom fuori') vergate con una bomboletta spray ed accanto alcune svastiche. Sono le scritte apparse stamani su un muro di via della Pisana, nella zona di Bravetta, a Roma che si riferiscono alla morte dei 4 bambini morti in un insediamento abusivo della capitale. A denunciarlo il capogruppo del Pd del XVI municipio Raffaele Scamardi'.

"Le scritte sono state fatte la scorsa notte - afferma Scamardi' - all'altezza del civico 64 sulle colonne della scalinata che porta a Vicolo del Fontanile Arenato. Non è il primo episodio del genere. Già l'anno scorso vicino alle poste di via di Bravetta un'altra scritta antisemita prendeva come bersaglio Anna Frank".
fonte: RaiNews

giovedì 10 febbraio 2011

Insulti e un gioco per investire gli zingari Su Facebook il razzismo di Forza Nuova

Un gioco a premi degno del razzismo più becero. Si chiama «Acciacca lo zingaro» il raccapricciante concorso che la formazione di estrema destra Forza Nuova Roma Sud ha pubblicato sul proprio profilo su Facebook. Unanime la condanna del mondo politico romano. Il sindaco Gianni Alemanno invita a non dare troppo spazio alla terribile provocazione: «Le frasi aberranti che vengono pubblicate su Facebook non devono impressionare. Sono piccole minoranze che non hanno nulla a che fare con il sentimento della maggioranza dei romani», assicura. Ma i sentimenti della comunità rom e sinti sono nuovamente feriti dopo il lacerante dramma della morte, domenica, dei quattro bimbi periti nel rogo in un campo nomadi di via Appia.

fonte: Corriere della Sera

Maiolo choc sui bimbi rom Poi le scuse e le dimissioni

«È più facile educare un cane che un bambino rom»: questo il contenuto choc di un'intervista rilasciata martedì da Tiziana Maiolo al programma «La zanzara», condotto da Giuseppe Cruciani su Radio 24. Le polemiche suscitate dall'intervista, legata alla morte dei quattro fratellini rom a Roma, hanno portato mercoledì alle dimissioni della stessa Maiolo dall'incarico di portavoce milanese di Futuro e Libertà. «I cagnolini e i bambini, se tu li educhi, dopo sono educati - ha detto la Maiolo -. Ma se nessuno li educa... ma se fanno la pipì sui muri! Neanche il mio cagnolino la fa sui muri, solo sugli alberi». L'intervista ha suscitato la reazione indignata del coordinatore di Fli Adolfo Urso e del ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna. La Maiolo prima si è scusata con una nota, poi ha dato le dimissioni. «Ho deciso, benché non mi sia stato chiesto né sollecitato, di rimettere il mio incarico di portavoce milanese di Fli nelle mani del coordinatore regionale della Lombardia senatore Giuseppe Valditara - si legge in una nota diramata dalla stessa Maiolo -. L'ho fatto con convinzione, per assumere la responsabilità di una mia leggerezza, di cui avrei dovuto valutare meglio le conseguenze e le possibili ambigue interpretazioni». «Ma l'ho fatto anche perché -continua la nota - voglio stare in un partito dove l'assunzione di responsabilità di ciascuno sia la regola e non l'eccezione». Le dimissioni sono state apprezzate da Giuseppe Valditara, coordinatore regionale di Fli in Lombardia e senatore: «Un'assunzione di responsabilità che dimostra come i nostri dirigenti non siano attaccati alle poltrone o agli incarichi politici».

fonte: Corriere della Sera

lunedì 6 dicembre 2010

Consigliera Pdl dopo furto di borsa «I rom fanno vomitare, sono ladri»

«Sono settimane che dico che i rom fanno vomitare e non conosco il consigliere padovano»: così scrive sulla sua pagina Facebook una consigliera per il Pdl della circoscrizione Est di Prato. Lo rivela il Nuovo Corriere di Prato il quale sottolinea che gli amici su Facebook possono testimoniare: «Lei è stata autrice di messaggi di questo tipo ben prima del consigliere padovano Vittorio Aliprandi».

L'escalation di ingiurie sarebbe iniziata il 6 ottobre, quando la signora fu derubata della borsa, portata via dalla sua auto dopo la rottura del finestrino, a opera di ignoti. Episodio commentato con uno «Zingari bastardi, ladri e da mandare a casa» che fu solo il primo di una lunga serie. Il giornale pratese fa notare anche che tra gli innumerevoli commenti favorevoli ci sono anche quelli di esponenti politici locali, da Pdl a Lega Nord. Interpellata per telefono sulla notizia apparsa sul quotidiano, la signora si è trincerata dietro a un «no comment».

Il coordinamento provinciale del Pdl di Prato si occuperà nella prossima riunione della vicenda di Clarissa Lombardi, consigliera di centrodestra nella circoscrizione di Prato Est, che sulla sua pagina di Facebook ha scritto frasi offensive contro i rom. Ad annunciarlo è il coordinatore provinciale del partito, l’onorevole Riccardo Mazzoni, che in una nota spiega che «le relative deliberazioni» del coordinamento «saranno demandate agli organi competenti, cioè ai probiviri nazionali del partito». Mazzoni ricorda che «il Pdl, nei confronti dei rom, ha sempre seguito una linea precisa: fermezza per il rispetto della legalità ma anche rispetto assoluto dei diritti umani, nella amara consapevolezza che è impossibile integrare nel nostro Paese chi non ha nessuna intenzione di integrarsi».

fonte: Corriere della Sera

giovedì 2 dicembre 2010

Padova. Consigliere comunale su Facebook: "Sti rom mi fanno proprio vomitare"

«Sti rom mi fanno proprio vomitare». Così il consigliere comunale della Civica Vittorio Aliprandi ieri alle 17.55 in Facebook. «Quando vedo quello che fa lo storpio e che in stazione cammina normalmente vorrei prenderlo a calci». Una dichiarazione che si commenta da sè. Destinata a rinfocolare le polemiche estive (e non) sull'uso improvvido di FB nella «comunicazione politica».

E stamattina il consigliere comunale, sempre usando il social network, ha voluto precisare ancora la sua posizione: "Sempre polemiche... ma che palle! - ha scritto - Ma a uno non possono dar fastidio i rom? dobbiamo integrarci noi fargli le case mantenerli? Questi non vogliono integrarsi, rubano come attività principale e fanno figli a nastro. E nessuno di loro vuol lavorare e noi dobbiamo farci un culo cosi pagare tasse assurde. Se vogliono fare i nomadi... che vadano in campeggio come facciamo noi, che si adeguino alle nostre regole".

In una discussione sul profilo dell'altro consigliere comunale della Civica, Gregorio Cavalla, Aliprandi si è spinto fino ad affermare che servirebbero i "campi di concentramento", salvo poi precisare che "scherzava".

Aliprandi si era già distinto all'epoca del «caso Pavanetto». L'assessore provinciale Pdl esibiva nel social network la sua personale sintonia con il fascismo. Il consigliere comunale chiosò: «Meglio froci o fascisti?». Aliprandi replica lo stesso dilemma. Ma sui rom non ha dubbi..

fonte: Mattino di Padova

giovedì 18 novembre 2010

Milano, nuovo sgombero per la piccola Cristina

Nuovo allontanamento per la piccola rom di “Vieni via con me”. È successo questa mattina a Segrate, comune alla periferia Est di Milano, non lontano dall'insediamento di via Rubattino da dove era stata allontanata a settembre. La bambina, la cui storia è stata raccontata dalla maestra Flaviana Robbiati nella prima puntata della trasmissione Rai di Fabio Fazio, viveva insieme ad altre 80-100 persone in un ex insediamento industriale abbandonato e con pericolo di amianto, oggetto di un'asta fallimentare che, secondo le forze dell'ordine che hanno effettuato lo sgombero, si terrà tra pochi giorni.

fonte: Redattore Sociale

mercoledì 17 novembre 2010

Controllore e razzismo

Un ragazzo dopo aver assistito a una scena di razzismo, scrive questa lettera:

Buonasera,

prima di tutto mi presento: sono Jacopo Patrignani un ragazzo di Pesaro che frequenta il liceo classico Nolfi a Fano e che quindi è costretto ogni giorno ad usufruire del servizio bus “Adriabus” per spostarsi tra le due città. Mi capita spesso di assistere a scene di velato razzismo: ogni tanto volano sfottò, i controllori quando multano i rom se ne escono sempre con battute simpaticissime sui mille motivi per cui “non dovrebbero prendere i bus ma sgranchirsi le gambe e fare due passi che è gratis.” I posti vicino agli extra-comunitari sono sempre gli ultimi ad essere occupati ed a volte la gente preferisce rimanere in piedi. Venerdì 12 novembre sulla linea 99 Fano – Pesaro delle 14 però si è veramente varcato ogni limite di civiltà: un ragazzo rumeno ha provato a fare la classica furbata, è volato a fare il biglietto appena ha visto il controllore che saliva sull’autobus. Di norma l’autista passa tranquillamente sopra a queste piccolezze ma con lui no, per lui il personale “Adriabus” aveva in serbo un comportamento assolutamente speciale! Il controllore avvisato dall’autista dell’infrazione del giovane dell’est gli si è avventato addosso ponendoli una serie di domande “Cosa sei rumeno? Ucraino? Moldavo? Eh, cosa sei? Dammi i documenti! Dammi i soldi della multa, subito!” E mentre diceva così questo egregio signor controllore cominciò a tastargli il giubbotto alla ricerca del portafoglio e dei documenti trattandolo come il peggiore dei delinquenti. Il ragazzo, spaventato, ha subito saldato il prezzo della multa con una banconota da cinquanta euro ma per questo “straordinario” uomo italiano non era abbastanza: aveva pagato la multa, era stato insultato ma la punizione era troppo esigua! Questo “rumeno” doveva capirlo in un modo o nell’altro che non si trovava più nel suo paese “incivile”! Così il controllore ha preso il ragazzo e l’ha portato fuori dal bus, lasciandolo a Fosso Sejore, a metà strada, seppur avesse già pagato 50 euro e quindi aveva pieno diritto a concludere il tragitto. La persona seduta vicina di questo ragazzo, un uomo orientale, li ha rincorsi, è andato dal controllore e gli ha detto “Lei non può permettersi di trattare una persona così solo perché è diversa da lei!” E sapete il nostro “egregio concittadino come gli ha risposto? “Stai zitto e ringrazia che non ho fatto la multa anche a te?” Come se essere orientale sia un “infrazione” sufficiente per essere multato, anche se possiedi il biglietto. Uscito dal bus mi sono messo a parlare con questo signore che ha la pelle olivastra ma vive in Italia da 24 anni e l’ho sollecitato ad andare a denunciare il fatto all’azienda. “Non mi ascolterebbero mai.” Queste sono state le sue parole.

leggi tutto qui

venerdì 5 novembre 2010

Rom, 39 milanesi denunciano il sindaco di Milano

Rom, un’altra denuncia per il sindaco Letizia Moratti e il suo vice Riccardo De Corato dopo quella arrivata a metà novembre da parte di un gruppo di residenti nel campo di via Triboniano. Questa volta, a difesa degli zingari di stanza a Milano, in particolare di quelli di via Rubattino e di via Cavriana, che hanno subìto 14 sgomberi, sono scesi in campo trentanove cittadini, volontari del Gruppo di Sostegno Forlanini, ma anche maestre e mamme di bimbi compagni dei piccoli rom, oltre che rappresentati del mondo politico e culturale milanese. Sono assistiti dagli avvocati Gilberto Pagani ed Anna Brambilla. La denuncia è stata presentata il 29 ottobre. E’ stato chiesto all’autorità Giudiziaria di procedere nei confronti del sindaco e del suo vice per i reati di abuso di ufficio, interruzione di servizio pubblico (in particolare relativamente all’obbligo scolastico di minori) e danneggiamento, con l’aggravate di averli commessi per finalità di discriminazione e di odio etnico e razziale.

fonte: GD notizie

giovedì 4 novembre 2010

Rom a Roma, se una colpa c'è...

Il delegato per il sindaco Alemanno sulla questione rom, per giustificare l'esclusione delle cooperative ed associazioni che attulamente stanno lavorando nei campi, dicendo che il lavoro svolto non è stato sufficiente afferma:
Non abbiamo ancora un bambino rom nato e cresciuto sul territorio romano che fa le scuole superiori
Forse occorre ricordare cose che sono successe a Roma ultimamente e che non hanno certo aiutato a raggiungere questo obiettivo:
6 giugno 2008: Roma, sgomberato un campo nomadi vicino al Testaccio. C'erano 40 bambini
11 novembre 2009: Roma, al via lo sgombero del campo nomadi Casilino 700.
18 gennaio 2010: Sgombero campo rom di via Salone, protestano i nomadi
19 gennaio 2010: Roma, via a sgombero campo nomadi Casilino 900
15 febbraio 2010: Roma: sgomberato campo rom più grande d'Europa
6 luglio 2010: Roma, presto sgombero del campo rom della Martora
27 agosto 2010: Rogo nel campo rom: si fa presto a dire sgomberi
2 settembre 2010: Via libera allo sgombero di 200 campi Rom a Roma, Calgani invita al dialogo
6 settembre 2010: Trasferimento forzato per molte famiglie di nomadi
18 settembre 2010: Rom: sgomberato insediamento abusivo in periferia sud di Roma
21 settembre 2010: Sgomberi a Roma: in 300 ammassati nell'ex Cartiera
e qui mi fermo.. ma le notizie sono davvero tante. Se si procede di sgombero in sgombero come si può pensare di iscrivere ragazzi rom alle superiori?

fonte e link: www.kuda.tk

lunedì 25 ottobre 2010

Dopo il dodicesimo sgombero in un anno, Cristina dice alla maestra "Questa non è vita".

Lettera pubblicata domenica 24/10/2010 a pag. 35 sul quotidiano Avvenire

Gli sgomberi e la voce di Cristina

Caro direttore, è giovedì 21 ottobre e le scrivo di ritorno dallo sgombero di Rom a cui ho appena assistito. Di nuovo. L’ennesimo, inutile, dispendioso sgombero nella nostra Milano. Questa mattina le ruspe si sono mosse in direzione Segrate, verso la zona della cave di Redecesio. Di nuovo. Scene già viste centinaia di volte negli ultimi anni: ragazzi e adulti che racimolano quel che riescono e lo caricano su mezzi più o meno di fortuna, senza sapere dove dormiranno la prossima notte; uomini avvertiti via cellulare dello sgombero, perché al mattino presto son partiti per il lavoro, nonostante si dica che «quelli lì mica hanno voglia di lavorare»; bambini che perdono i loro giochi, la loro vita di scolari, spesso anche lo zaino con i quaderni e di certo la spensieratezza che dovrebbe essere un diritto inviolabile alla loro età.

Di nuovo. Le stesse persone, incontrate gli scorsi mesi al Rubattino, poi a Segrate, poi ancora al Rubattino, poi al cavalcavia Bacula e ancora a Segrate, in questa forzata odissea della disperazione che le fa peregrinare senza sosta di quartiere in quartiere, tornando sempre al punto di partenza. Persone che ormai conosciamo bene, di cui siamo amici, che stimiamo anche per la grande dignità con cui affrontano la tragedia della persecuzione. Di nuovo. Assieme all’immancabile Comunità di sant’Egidio e ai volontari del quartiere e delle scuole vicine: da due anni, con una tenacia e un’umanità ammirevoli, stanno raccontando una Milano diversa e possibile, alla quale però rifiuta di credere chi amministra la nostra città.

Stamattina, arrivando al campo di Segrate, ho subito incrociato Cristina con la mamma e la sorellina. Dall’inizio di quest’anno è stata sgomberata già dodici volte. «Maestra – mi ha detto con aria serissima – questa non è vita». Hai ragione, Cristina, i tuoi dieci anni meritano di meglio.

Silvia Borsani, Milano

Risponde il direttore del giornale Marco Tarquinio.

Di nuovo eccoci a ragionare di nomadi, per storia e per condizione. E di perseguitati, per pregiudizio e per propaganda. So già che qualcuno alzerà il dito e obietterà: ma i furti, ma la sporcizia, ma il disordine… È vero, ci sono e sono un problema. Però non sono realtà esclusiva dei rom. E soprattutto non spiegano, non esauriscono e in nessun modo giustificano i fatti dolorosi e letteralmente spiazzanti che lei, cara signora Borsani, racconta con esemplare asciuttezza e umanissimo senso di giustizia. Fatti che continuano ad accadere sotto il cielo di Milano, nella testa di troppi di noi e nelle scelte di chi ha il potere di governare il territorio. Fatti contraddetti da chi lavora davvero per dare stabilità e legalità alla vita senza pace di famiglie e comunità. Fatti sui quali la parola e l’impegno della Chiesa ambrosiana – generosa e capace di suscitare generosità, come su ogni altro fronte di difficoltà e indigenza – gettano luce, e luce rivelatrice. Dell’emergenza sgomberi (non mi piace chiamarlo “caso rom”) stiamo dando conto su Avvenire, ogni volta che è necessario, con rigore e completezza. Continueremo a farlo. A lei, gentile amica, un ringraziamento e l’augurio di continuare a seminare, con fatica e passione di maestra, semi buoni nella «buona terra» milanese.

fonte: Roberto La Pira

mercoledì 20 ottobre 2010

Forconi indagato «Odio razziale contro gli zingari»

È accusato di aver propagandato «idee discriminatorie basate sull'odio razziale nei confronti degli zingari Sinti». Marco Forconi, responsabile provinciale di Forza nuova è indagato dalla procura di Pescara perché avrebbe pubblicato «volantini e articoli» contro gli zingari. Sono tre i documenti finiti sotto la lente d'ingrandimento della pm Valentina D'Agostino che ha firmato l'avviso di conclusione delle indagini preliminari: il primo è un volantino dal titolo «Sinti rom, la vergogna di Pescara e Montesilvano» in cui Forconi chiede di sequestrare e confiscare il patrimonio degli zingari per creare «asili, caserme, centri sociali, alloggi popolari ed edifici per i senzatetto»; il secondo è un articolo in cui accusa i rom di «rubare, spacciare, aggredire» e lancia la proposta di «segnare» le case sequestrate e confiscate «disegnando dei triangoli rovesciati, di colore nero o marrone»; il terzo scritto, pubblicato dopo l'aggressione di un rom a un idraulico di 22 anni in piazza Unione, per la procura, incita all'odio razziale.

fonte: Il Centro

venerdì 15 ottobre 2010

"Hanno la pella scura, non sono europei come me e te"

Washington Post del 12 ottobre:

"These are dark-skinned people, not Europeans like you and me," said Riccardo De Corato, who is Milan's vice mayor from Prime Minister Silvio Berlusconi's ruling party and who is in charge of handling the camps.

Tutto chiaro? Sorvolando sul fatto che il giornalista che stava intervistando il vicesindaco di Milano sia nato nel Connecticut e che quindi di europeo avesso davvero poco, il nostro si stava referendo ai Rom. Per capirci, a quel popolo presente in Europa dal almeno mille anni che conta, comprendendo i Sinti, almeno 90.000 cittadini italiani e che ha subito una delle peggiori persecuzioni sotto il nazismo e il fascismo.

Il Washigton Post riprende, in uno dei suoi blog, le stesse dichiarazioni, commentando così:

The quote is shocking, overt in its racism. But what's even more surprising is that it comes not from an obscure white supremacist, but from a very public politician giving a statement about a policy decision to an American newspaper.

La cosa che sconvolge è che le parole razziste vengano no da un membro di un oscuro Ku Klux Klan ma da un uomo politico molto in vista intervistato da un giornale statunitense.

A questo punto, però, arriva la smentita di De Corato:

«Mai pensato e pronunciato una cosa simile, può darsi che l'interprete abbia capito male»

Il Corriere chiarisce subito che "per la cronaca l'interprete è un professionista noto sulla piazza, molto utilizzato dai cronisti stranieri.

Diciamo che la cosa più credibile è che il nostro assessore alla sicurezza si sia lasciato andare, di fronte, all'interlocutore a quello che in tanti dichiarano in privato, insomma, gli europei devono essere bianchi e ricchi. Il nemico va dipinto come diverso, riconoscibile, altro da me.

Cosa non avrà detto De Corato? Che i Rom hanno la pelle scura o che non sono europei? Se non ha mai parlato di pelle come ci sarà arrivato il traduttore?

Nel frattempo a Milano viene smantellato un campo ufficiale per far spazio all'Expo, alle persone che ci vivevano legalmente da anni vengono promesso l'accesso a case comunali, poi ci si rimangia tutto e la gente è per strada. Ma tanto non sono europei come me o quel tipo del Connecticut.

fonte: ilKuda

martedì 28 settembre 2010

Un muro per separare i rom

Un cantiere improvvisato da Luca de Marchi, consigliere comunale, e altri militanti leghisti per erigere un muro tra due condomini. Ore 15 di ieri, via delle Fornaci, Formigosa. Il muro invisibile (tre mattoni e un nastro rosso tirato per una ventina di metri) viene innalzato tra il civico 9 e il civico 11, due palazzine Aler la cui convivenza è diventata impossibile per colpa, dicono gli inquilini del 9 (quattro nuclei famigliari, tre mantovani e uno marocchino), di una famiglia rom.

«Non ne possiamo più - spiegano gli inquilini - ci fanno dispetti continuamente e a luglio uno di noi è finito all'ospedale perché è stato malmenato». I residenti fanno riferimento all'episodio in cui i figli della famiglia rom avrebbero aggredito l'anziano per futili motivi.

Da lì, da quell'episodio, l'ultimo di una lunga serie, la richiesta all'Aler di montare una recinzione per separare i due condomini. La domanda è stata raccolta dal capogruppo della Lega Nord in via Roma, Luca de Marchi.

«L'Aler - sottolinea l'esponente leghista - è già venuta a fare i rilievi, cioè le misurazioni, ma al momento la recinzione non si vede. I due condomini vanno separati, per riportare la tranquillità tra le famiglie che abitano al civico 9. Oggi siamo qui con mattoni e cazzuola per ricordare all'Aler che la recinzione va montata al più presto per separare i due palazzi».

De Marchi ricorda anche che la situazione potrebbe sbloccarsi nel giro di un mese, con l'esecuzione dello sfratto della famiglia contro la quale gli inquilini del civico 9 puntano il dito. A ricordare un'altra situazione sono anche gli stessi inquilini del palazzo, ma questa volta il tiro è spostato verso l'Aler. «Quattrocento euro d'affitto al mese - dicono - vi sembrano pochi per dei pensionati? Gli appartamenti non sono male, è vero, ma alcune cose non sono a norma. I fili elettrici, per esempio, e l'intonaco che continua staccarsi dalle pareti esterne».

fonte: Gazzetta di Mantova

giovedì 9 settembre 2010

Caschi bianchi pattugliano Milano a caccia di Rom

Milano, 22 agosto 2010. Pattugliano in bicicletta le strade di Milano. Il loro compito è quello di allontanare i Rom, i senzatetto, i poveri dai luoghi in cui sostano per chiedere l'elemosina o semplicemente per ripararsi dal sole.


Sono i "caschi bianchi" e il percorso fisso delle loro ronde prevede il passaggio davanti alle chiese: luoghi sacri dove in tutto il mondo è concesso da secoli agli esseri umani che si trovano in stato di indigenza di procurarsi i mezzi di sussistenza grazie alla carità dei più fortunati. Di fronte alle ragioni della forza e dell'intolleranza, a Milano e in Italia perde valore anche la saggezza riposta nella Costituzione, che all'articolo 3 recita: "È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese".



La Repubblica, al contrario, usa il suo potere e i suoi strumenti autoritari per... rimuovere chi è povero, escluso e disagiato. Ci si chiede chi autorizzi le azioni quotidiane delle "ronde" e quale legge violino le persone indigenti costrette a mendicare dall'inadeguatezza della stessa Repubblica, visto che anche la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 519 del 1995, ha dichiarato illeggittimo il “reato di mendicità non molesto". Abbiamo seguito le operazioni delle ronde, rilevando come i Rom e i senzatetto vengano allontanati dal sagrato delle chiese - che oltretutto sono proprietà del Vaticano - e dalle vie della città nonostante non molestino nessuno.

fonte: EveryOne