perchè questo blog?

L'Italia è diventata da anni paese di immigrazione ma da qualche tempo si registra un crescere di fenomeni di razzismo. Dopo la morte di Abdul, ucciso a Milano il 14 settembre 2008, ho deciso che oltre al mio blog personale avrei provato a tenere traccia di tutti quei fenomeni di razzismo che appaiono sulla stampa nazionale. Spero che presto questo blog diventi inutile...


Visualizzazione post con etichetta lecco. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta lecco. Mostra tutti i post

lunedì 18 ottobre 2010

SFRUTTAVANO I CLANDESTINI: QUATTRO ARRESTI

Dall'usura all'estorsione passando per il favoreggiamento e lo sfruttamento dell'immigrazione clandestina: sono queste le attività a cui erano dediti i membri dell'organizzazione criminale che è stata sgominata dagli uomini della Questura di Lecco che hanno arrestato quattro persone. Si tratta di due imprenditori e un dipendente di una agenzia di recupero crediti, tutti residenti nel Meratese e di un noto commercialista residente nella provincia di Monza Brianza. Il blitz è scattato all'alba di lunedì. I,n carcere sono finiti Pietro Quinto, 38 anni, piccolo imprenditore edile con numerosi precedenti penali, residente a Verderio; Mario Forlone, nato nel 1966, addetto di una società di recupero crediti con sede a Pavia, residente a Osnago, anche lui pregiudicato, e Kaled Makmud, nato nel 1976 ex titolare di un negozio di kebab in centro Lecco ma da qualche tempo trasferitosi in Brianza. E' invece agli arresti domiciliari Carlo Crippa, 44 anni, noto commercialista con diversi studi nella provincia di Monza e Brianza. L'operazione, denominata Quinto Potere ha portato alla luce un vasto giro di sfruttamento: gli arrestati ( e con loro anche altri 7 indagati, tutti residenti in provincia di Lecco) si rivolgevano a stranieri clandestini e proponevano loro una finta regolarizzazione, con tanto di finti datori di lavoro, a fronte di un pagamento che andava dai 4 ai 5mila euro per un giro d'affari da centinaia di migliaia di euro. Tutti i particolari, le indiscrezioni e le fotografie sul Giornale di Merate in edicola martedì 19 Nel video il commissario capo della Questura di Lecco Silvio Esposito



fonte: Giornale di Merate

giovedì 24 giugno 2010

Italia, denuncia contro i carabinieri di Lecco

Denuncia contro i carabinieri di Lecco. A sporgerla è stato Isidro Luciano Diaz, un argentino di 41 anni, da 23 in Italia, fermato dai militari il 5 aprile dell'anno scorso, vicino a Voghera, mentre ritornava da una gara di monta di vitelli. "Vengo dall'Argentina – ha detto l'uomo - dove la mia generazione è stata massacrata. Qui pensavo di vivere in un Paese civile. Invece mi sono ritrovato ammanettato, preso a calci e pugni in testa dai carabinieri, trascinato sull'asfalto, torturato e sbattuto contro i muri della caserma senza poter vedere un medico. Insultato, con i militari che mi puntavano la pistola addosso. E ancora non so perché". Questo il racconto dell'argentino che, nel frattempo, ha subito sei operazioni per distacco della retina e ha i timpani perforati. Ferite che, secondo quanto attesta il medico legale, sarebbero compatibili con il racconto dell'argentino.

La vicenda, tuttavia, rischia di cadere nel dimenticatoio, visto che la denuncia ai carabinieri è a pochi passi dall'archiviazione, nonostante l'argentino abbia fornito il riconoscimento fotografico dei militari che l'hanno aggredito.

fonte: Peacereporter

martedì 24 novembre 2009

A LECCO, PICCHIA SENEGALESE A SCUOLA CON CACCIAVITE

Con l'accusa di lesioni e circostanze aggravanti ai sensi degli artt. 582 e 585 del Codice penale, e' comparso oggi davanti al Giudice monocratico del Tribunale di Lecco, Ambrogio Cerone, un giovane studente dell'istituto di formazione Clerici di Merate che deve rispondere di aver picchiato brutalmente un compagno di scuola senegalese spedendolo in ospedale.

fonte: L'espresso

sabato 11 ottobre 2008

Giovane senegalese insultato durante la partita

SE LA SONO presa con lui perché è senegalese, gli hanno gridato «sporco negro, torna in Africa» al termine di una partita di calcio fra ragazzi. Cisse’ Cheikh Beacaye ha 19 anni, da quattro vive con la famiglia a Merone e milita nella categoria juniores al fianco dei compagni dell’Atletico Erba. È stato vittima di quegli insulti razzisti. La rabbia si è scatenata al termine della partita con il Novedrate al centro sportivo Lambrone di Erba, conclusasi con la vittoria degli ospiti. È bastata una provocazione del ragazzo per far scattare la reazione di alcuni giocatori della squadra avversaria.

«ERO SCOSSO, nervoso per quegli insulti - racconta il ragazzo che fa l’operaio in un’azienda del Lecchese e nel dopolavoro frequenta l’Istituto Romagnosi di Erba -. È la prima volta che mi capita e mi ha fatto molto male. Sono abituato agli scherzi, a scuola, al lavoro e con gli amici, ma in quel caso si tratta di odio. Succede spesso anche durante le partite di andare un po’ pesanti con le parole, ma poi la cosa finisce lì. Questa volta invece è andata in un altro modo. Mi hanno detto: "vai a mangiare le banane". Mi sono sentito offeso. Sinceramente sto pensando anche di smettere di giocare perché non voglio più sentire altre parole del genere». L’arbitro ha annotato tutto, ha riferito al giudice sportivo e in questi giorni è arrivata la sanzione: cinque giornate al giocatore che ha offeso il 19enne senegalese e cinquecento euro di multa alla società di Novedrate per «cori razzisti».

fonte: Il Giorno