“Forse è vero che il carcere di Teramo, come scrive oggi un grande quotidiano, nasconde dei “misteri”. Non sappiamo, ma in ogni caso è certo che a Teramo si è verificato l’ennesimo caso di “abbandono terapeutico”, se è vero che un detenuto nigeriano, Uzoma Emeka, sentitosi male alle 8.30 è stato ricoverato in ospedale quasi cinque ore dopo. Ora, va da sé, si parla di “morte per cause naturali”: ma sappiamo che oltre il 50% dei decessi in cella è classificato come dovuto a “cause da accertare”. Autolesionismo, abusi, morti improvvise, overdose presentate come suicidi, suicidi presentati come overdose, mancato aiuto, assistenza negata, è un vero e proprio regime di omissione di soccorso quello che governa il sistema penitenziario italiano. Sullo sfondo di questo tragico avvenimento, l’ultimo di una lunga teoria di morti o inspiegate o sospette, c’è la vicenda del “negro ha visto tutto”, del “massacro” involontariamente confessato, dei testimoni che esitano a parlare. Forse non ci sono “misteri” nel carcere di Teramo, ma certamente c’è un bubbone che va eliminato.”
fonte: A buon diritto
martedì 22 dicembre 2009
Carcere di Teramo, muore il «negro» Il detenuto testimone del pestaggio
lunedì 2 novembre 2009
"Un detenuto non si picchia in sezione" Audio shock dal carcere di Teramo
"Abbiamo rischiato una rivolta perché il negro ha visto tutto. Un detenuto non si massacra in sezione, si massacra sotto...". Parole dal carcere di Castrogno a Teramo, parole registrate all'interno di uno degli uffici degli agenti di polizia penitenziaria. Frasi spaventose impresse in un nastro. Ora questo audio è nelle mani della Procura della Repubblica di Teramo che ha aperto un'inchiesta sulla vicenda. Sono parole che raccontano di un "pestaggio" ai danni di un detenuto, quasi come fosse la "prassi", un episodio che rientra nella "normalità" della gestione del penitenziario. Un concitato dialogo tra un superiore e un agente che svelerebbe un gravissimo retroscena all'interno di un carcere già alle prese con carenze di organico e difficoltà strutturali.
ASCOLTA L'AUDIO
Il nastro è stato recapitato al giornale locale La Città di Teramo, ed è scoppiata la bufera. Il plico era accompagnato da una lettera anonima.
fonte: Repubblica
Etichette: carcere, neri, teramo
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giovedì 3 settembre 2009
Ragazzi rom rifiutati da due locali
Un gruppo di ragazzi rom e accompagnatori rifiutati ed allontanati dai gestori di due ristoranti. È accaduto domenica a Silvi Marina, dove sabato sono arrivati per una visita guidata in Abruzzo 14 alunni rom dai 9 ai 16 anni e cinque operatori dell'associazione Romà onlus, che gestisce il progetto di scolarizzazione dei bimbi di etnia rom per il Comune di Roma. «L'associazione Romà onlus», afferma Nazzareno Guarnieri, presidente della Federazione Romanì, in una nota inviata al prefetto di Teramo e ai sindaci di Roma e Silvi, «ha affittato tre appartamenti al Green Marine di Silvi per il pernottamento del gruppo e concordato con il ristorante Velvet il consumo dei pasti. Sabato abbiamo cenato in una sala del Velvet unitamente alle persone ospiti dalle zone terremotate dell'Aquila. La cena, a cui ero ospite, è stata consumata regolarmente». Il giorno successivo, però, ai ragazzi viene impedito di accedere nell'esercizio pubblico. «Domenica alle 12,45», riferisce Guarnieri, «siamo andati al ristorante per pranzare, ma il gruppo è stato rifiutato dal gestore che ha lamentato il fastidio degli altri ospiti per la presenza di ragazzi rom. Quindi i ragazzi non hanno potuto pranzare, anche se gli operatori hanno cercato di nascondere loro la grave discriminazione razziale subita». A quel punto il gruppo si è rivolto ad un altro ristorante, il Tiffany di viale Reno, ottenendone un altro rifiuto. «Anche al Tiffany i ragazzi non hanno potuto pranzare», scrive il responsabile della Federazione Romanì, «con la motivazione del gestore che era tardi, ma erano solo le 13,30».
fonte: Il Centro
Etichette: discriminazione, rom, teramo
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