perchè questo blog?

L'Italia è diventata da anni paese di immigrazione ma da qualche tempo si registra un crescere di fenomeni di razzismo. Dopo la morte di Abdul, ucciso a Milano il 14 settembre 2008, ho deciso che oltre al mio blog personale avrei provato a tenere traccia di tutti quei fenomeni di razzismo che appaiono sulla stampa nazionale. Spero che presto questo blog diventi inutile...


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mercoledì 8 febbraio 2012

Gli insulti razzisti… a quelli del paese vicino

“Puzzate come vacche”: volano parole grosse tra i bulli di Oristano e provincia
Gli insulti e le aggressioni razziste non sono solo quelle rivolte ai cittadini stranieri. Anche tra i conterranei, a volte, emergono casi di discriminazione motivati dalla semplice località di residenza. Ad Oristano e provincia la violenza è scoppiata tra i bulli di paesini confinanti. Alla Polizia sono arrivate denunce per offese su Facebook e per intemperanze dei ragazzi sui pullman.
“PUZZATE DI LETAME” - Del caso parla L’Unione Sarda in un articolo a firma di Valeria Pinna:
Forse voleva essere uno sfottò. Ma è andato oltre e il clima tra studenti si è subito infiammato.

«Puzzate di letame, siete peggio delle vacche». Parole pesanti, quasi un pugno nello stomaco per alcuni ragazzi di Arborea offesi da compagni di scuola di Tiria. E dal “duello” a suon di insulti si è passati ben presto alle mani. Un’altra storia di bullismo, iniziata a scuola e finita fuori, dopo le lezioni.

TIRIA VS ARBOREA -Gli episodi di razzismo tra conterranei si verificano prevalentemente a scuola:

Tutto sarebbe iniziato con qualche battuta pesante. Un gruppetto di ragazzi di Tiria, più grandi dei rivali, nei giorni scorsi ha preso di mira alcuni alunni di Arborea che studiano al liceo scientifico di Oristano. «Avete puzza, proprio come le vostre vacche». E ancora parolacce e offese. La questione è ben presto degenerata e qualcuno ha pensato di risolvere tutto con le maniere forti. Un ragazzo è stato accerchiato da altri studenti ed è stato picchiato. Ma la vicenda non è finita qui. Strascichi anche ieri, con liti accese e scontri ai giardinetti vicino alla scuola.
SCREZI ANCHE ALLE ELEMENTARI - Rivalità e violenze – racconta ancora L’Unione Sarda – non hanno età:
Gli screzi tra gli alunni di Tiria, Palmas e Arborea sembrano avere radici vecchie.Tanto che qualche episodio si è registrato addirittura anche tra i bambini delle scuole elementari. Insulti e prese in giro in occasione di gare e altri eventi che hanno avuto come retroscena questi sipari. Episodi frequenti, ma non sempre emergono. «Dai nostri dati – spiega Toto Ferraro del Provveditorato – non risultano tanti episodi, ma molto spesso vengono nascosti oppure accadono fuori dalla scuola, lontano da occhi di insegnanti e presidi». L’osservatorio sul bullismo evidenzia sempre le classiche forme di violenza fisica «soprattutto tra i maschi, mentre tra le ragazze si usa l’arma della violenza psicologica – va avanti – e può capitare che la compagna di classe bruttina venga emarginata ». Frequenti gli sfottò per gli studenti pendolari. «Per fortuna adesso gli insegnati sono più attenti a cogliere queste situazioni – ha precisato Ferraro – noi abbiamo organizzato diversi corsi di formazione nelle scuole, con esperti e rappresentanti delle forze dell’ordine che hanno invitato al rispetto ma anche a segnalare questi fatti».
LE DENUNCE - I casi di bullismo sarebbero finiti anche sulle scrivanie della Questura. Scrive Pinna:
Ai carabinieri non sono arrivate segnalazioni, come ha confermato il comandante provinciale Giulio Duranti. In Questura invece le segnalazioni non mancano. «Qualche denuncia per intemperanze sugli autobus – ha osservato Pino Scrivo, capo della Squadra Mobile – e per attacchi e ingiurie su Facebook».
 fonte: Giornalettismo

giovedì 10 febbraio 2011

Insulti e un gioco per investire gli zingari Su Facebook il razzismo di Forza Nuova

Un gioco a premi degno del razzismo più becero. Si chiama «Acciacca lo zingaro» il raccapricciante concorso che la formazione di estrema destra Forza Nuova Roma Sud ha pubblicato sul proprio profilo su Facebook. Unanime la condanna del mondo politico romano. Il sindaco Gianni Alemanno invita a non dare troppo spazio alla terribile provocazione: «Le frasi aberranti che vengono pubblicate su Facebook non devono impressionare. Sono piccole minoranze che non hanno nulla a che fare con il sentimento della maggioranza dei romani», assicura. Ma i sentimenti della comunità rom e sinti sono nuovamente feriti dopo il lacerante dramma della morte, domenica, dei quattro bimbi periti nel rogo in un campo nomadi di via Appia.

fonte: Corriere della Sera

lunedì 6 dicembre 2010

Consigliera Pdl dopo furto di borsa «I rom fanno vomitare, sono ladri»

«Sono settimane che dico che i rom fanno vomitare e non conosco il consigliere padovano»: così scrive sulla sua pagina Facebook una consigliera per il Pdl della circoscrizione Est di Prato. Lo rivela il Nuovo Corriere di Prato il quale sottolinea che gli amici su Facebook possono testimoniare: «Lei è stata autrice di messaggi di questo tipo ben prima del consigliere padovano Vittorio Aliprandi».

L'escalation di ingiurie sarebbe iniziata il 6 ottobre, quando la signora fu derubata della borsa, portata via dalla sua auto dopo la rottura del finestrino, a opera di ignoti. Episodio commentato con uno «Zingari bastardi, ladri e da mandare a casa» che fu solo il primo di una lunga serie. Il giornale pratese fa notare anche che tra gli innumerevoli commenti favorevoli ci sono anche quelli di esponenti politici locali, da Pdl a Lega Nord. Interpellata per telefono sulla notizia apparsa sul quotidiano, la signora si è trincerata dietro a un «no comment».

Il coordinamento provinciale del Pdl di Prato si occuperà nella prossima riunione della vicenda di Clarissa Lombardi, consigliera di centrodestra nella circoscrizione di Prato Est, che sulla sua pagina di Facebook ha scritto frasi offensive contro i rom. Ad annunciarlo è il coordinatore provinciale del partito, l’onorevole Riccardo Mazzoni, che in una nota spiega che «le relative deliberazioni» del coordinamento «saranno demandate agli organi competenti, cioè ai probiviri nazionali del partito». Mazzoni ricorda che «il Pdl, nei confronti dei rom, ha sempre seguito una linea precisa: fermezza per il rispetto della legalità ma anche rispetto assoluto dei diritti umani, nella amara consapevolezza che è impossibile integrare nel nostro Paese chi non ha nessuna intenzione di integrarsi».

fonte: Corriere della Sera

venerdì 30 aprile 2010

PEC negata agli stranieri

Ecco una testimonianza diretta:

"Ciao,
sono una ragazza dominicana, nel 2006 ho sposato un ragazzo italiano e dal 2007 viviamo in Italia. In Italia ho studiato, laureandomi in Psicologia Clinica, in Italia lavoro, assitendo i minori più deboli a scuola e a casa, in Italia vivo, apprestandomi a comprare una casa, in Italia sto frequentando un tirocinio per potermi iscrivere come Psicologa all'albo professionale. Ciò nonostante sembra che per qualcuno tutto ciò non basti. Prima, nel decreto sicurezza, si sono allungati di due anni i tempi per ottenere la cittadinanza italiana, poi il Governo ha introdotto una tassa per il rinnovo del permesso di soggiorno e adesso è arrivata la PEC.
La PEC, Posta Elettronica Certificata, è stata introdotta qualche giorno fa per, cito il sito del Governo, "eseguire comodamente via internet numerose operazioni, come richiedere informazioni, inviare istanze e documentazioni, ricevere documenti e comunicazioni senza doversi recare fisicamente negli uffici della Pubblica Amministrazione.". Ho provato ad attivarla e: SORPRESA! I non italiani non hanno diritto alla PEC.
Mi chiedo, forse vi sentirete più sicuri se diventerò italiana due anni dopo, forse vi sentirete più ricchi se dovrò pagare una tassa ad ogni rinnovo del permesso, ma che fastidio vi do, signori Ministri, se decido di usare la Posta Elettronica Certificata?

Gladis"

In effetti sono andato a controllare e se nel decreto legge si parla di "cittadini" a cui spetta il diritto di attivare la PEC, quindi anche gli stranieri residenti, nell'Allegato A si parla di "cittadini italiani". Quindi bastano cinque minuti per rendere la PEC accessibile a tutti e far risparmiare tempo e problemi anche agli stranieri. Spero che il Ministro dell'efficienza pubblica, Brunetta, sia alquanto solerte nel rimediare l'erroraccio.

Fonte: www.kuda.tk

mercoledì 21 aprile 2010

Padova. Fonda gruppo su Facebook “Bruciamo gli immigrati”, poi si pente e chiede scusa al sindaco

Un altro episodio di razzismo in Veneto, un’altra brutta storia di inciviltà mitigata parzialmente da scuse tardive ma non scontate. Ancora una volta è Facebook il megafono della vergogna. Viaggia spesso su internet l’odio verso lo straniero, tra le pagine del social network più famoso del mondo.

Questa volta il protagonista è Marco Zenere, giovane ventiduenne di Grantorto, piccolo centro in provincia di Padova. I gruppi da lui fondati su Facebook («Grantorto 24 ore di fuoco libero con gli extra disarmati… Chi ci sta?» e «Quelli che girando per Grantorto si chiedono: ma siamo a Kabul?») hanno suscitato grande sdegno e disapprovazione.

E’ stato un quarantacinquenne compaesano del ragazzo a lanciare l’allarme attraverso una lettera al Mattino di Padova, facendo luce su un episodio che rischiava di rimanere nell’ombra. Dura la reazione dei concittadini di Zenere, che hanno costretto quest’ultimo a rimuovere i gruppi e a chiedere scusa al sindaco di Grantorto: “Marco è venuto da me – ha spiegato il primo cittadino – è stata una visita che non mi aspettavo. Lo conosco bene e ho molto gradito sia venuto a chiedere scusa. Mi ha confermato di non avere nulla contro gli extracomunitari, le sue intenzioni non erano cattive. E’ di Grantorto, è un ragazzo a posto, che lavora, bravo, fa l’elettricista”.

E’ lo stesso Zenere poi a tentare di giustificarsi: “Mi assumo le mie responsabilità – spiega Marco – Ho provveduto a rimuovere i due gruppi e non mi ritengo razzista. Ho sbagliato, non voglio che nessun giovane creda che quello che ho scritto siano effettivamente cose che penso”. Ma perchè una provocazione del genere? “Sono gruppi nati più di un anno fa, quando Facebook, almeno per me, era agli inizi – continua il ventiduenne – Sono rimasti, ma non mi ricordavo neanche più di averli creati”.

Fino a qualche giorno fa: “Molte persone hanno iniziato a chiamarmi, avevano letto il giornale, così insieme ad un amico ho pensato bene di cancellarli dal social network. Sono poi andato a casa del sindaco e mi sono sentito in dovere di chiedere scusa di quanto avevo fatto. Mi ritengo una persona conosciuta e rispettata”. Un gesto doveroso e apprezzato, per tentare di pulire la coscienza. Ma la macchia resta.

*Scuola di Giornalismo Luiss

fonte: Blizquotidiano

giovedì 5 novembre 2009

Facebook fra razzismo e influenza A

Fortuna che ai tempi del colera e del terremoto i computer non erano ancora entrati nelle abitudini quotidiane degli italiani. Ora che invece più di mezzo mondo è collegato tramite reti web, anche il proverbiale razzismo contro i “terroni” imperversa on line. “Vai e ammazzali tutti” è l’esplicito invito di Luca Gava, fondatore del gruppo “fan” dell’influenza A che in questi giorni sta facendo vittime particolarmente in Campania.

RAZZISMO E LUOGHI COMUNI – Il gruppo conta fino ad ora 30 iscritti. È infarcito di luoghi comuni sui napoletani, dal colera, al terremoto, alla scarsa igiene, alla “monnezza”. Certo, non siamo di fronte ad un caso raro. Da Facebook a YouTube, il web è strapieno di reciproci insulti fra “polentoni” e “terroni”, con particolare veemenza quando l’oggetto del contendere è una partita di calcio o un evento infausto, come il suddetto virus H1/N1. Indicare ogni gruppo che inneggia all’eliminazione fisica dei napoletani è impresa non da poco, ai limiti dell’impossibile. Dallo tsunami al terremoto fino al Vesuvio, di cui molti non esitano a definirsi fan sfegatati per la “provvidenziale” opera di distruzione che causerebbe in caso di eruttazione.

fonte: Campania su Web

mercoledì 7 ottobre 2009

Balotelli: Razzisti colpiscono su Wikipedia

Non c'è pace per Mario Balotelli. Non bastano i beceri ululati negli stadi: insulti di stampo razzista hanno colpito il giovane attaccante dell'Inter anche sull'enciclopedia on-line Wikipedia.

Nella pagina dedicata a Balotelli, per qualche minuto si è potuto leggere la deprecabile dicitura 'sporco negro'. Si è trattata di una manomissione da parte di un cracker.

fonte: Calciomercato

sabato 5 settembre 2009

Razzismo in rete, scatta l'accusa

Razzismo su internet. Ad accorgersi di quelle frasi offensive e di incitamento all'odio razziale, che a settembre dello scorso anno - quindi prima che si cominciasse a discutere di ronde e di leggi sulla sicurezza - circolavano su un forum, era stato un utente di Bologna, che aveva segnalato il fatto alla Procura. Un pensionato di 65 anni di Travacò Siccomario, ex funzionario pubblico, è così finito nei guai. L'accusa è di istigazione a delinquere. Il pensionato, che è difeso dall'avvocato Fabrizio Gnocchi, rischia grosso. «Ho solo espresso la mia opinione, ma non con intenti razzisti», si è giustificato davanti agli inquirenti. Ma, per il magistrato, quelle frasi avrebbero superato il confine della libera manifestazione del pensiero. La discussione, avvenuta sul forum del sito www.armietiro.it, aveva attirato l?attenzione di un utente, che era rimasto colpito da queste parole: «Parlate di ricarica di calibri, di tiro a segno, ma nella vita reale ve la date a gambe. A Milano gli extracomunitari illegali agiscono da padroni assoluti. Io invece l'altra settimana ne ho pestato uno proprio bene, gridava come un maiale il maledetto». E ancora: «Via tutti gli extracomunitari pieni di merda. Con loro anche chi li difende, che sono ancora più merdosi». Firmato "americano7t7". Accanto a queste frasi compariva anche il post di un altro utente, che commentava l?aggressione subita da una coppia gay a Roma pochi giorni prima: «Non entro nel fatto di cronaca, ma vorrei fare un'analisi socio-psicologica. Perché delle persone normali dovrebbero aggredire qualcuno? Escluse motivazioni criminali non resta che una motivazione: la volontà di compiere una buona azione. E' come se queste due persone avessero detto ai gay ?state sbagliando, cambiate?. Insomma, come scappelotto che si dà a un bambino che ha commesso la marachella». Superato lo stupore, nell'utente che stava leggendo si è fatta strada l'indignazione. Da qui la segnalazione alla Procura di Bologna, la trasmissione degli atti, per competenza, a Milano e l'avvio delle indagini. In poco tempo gli investigatori arrivano ad identificare l?indirizzo Ip (un numero che consente di individuare il computer da cui sono stati inviati i messaggi), e quindi l?intestatario della linea telefonica. In due sono finiti nei guai: un 38enne siciliano e appunto il pensionato di Travacò, che sul forum si era lanciato in una vera e propria crociata razzista. Ora, chiuse le indagini, si attende la richiesta di rinvio a giudizio (o dell?archiviazione) dalla Procura di Pavia. Il legale difensore, Fabrizio Gnocchi, commenta: «Si tratta di fatti esecrabili e la magistratura fa benissimo a tenerli sotto stretto controllo e a perseguirli. Nel caso specifico valuteremo una idoena soluzione processuale, magari con rito alternativo, che tenga conto dei problemi, anche di salute, che affliggono il mio assistito».

fonte: La Provincia Pavese

lunedì 31 agosto 2009

"Forconi, spranghe e taniche di benzina per gli zingari"

Su Facebook, fra le pagine del gruppo "Fuori gli zingari da Desio" messaggi che invocano forconi e taniche di benzina contro "zingari" e "negri". Ma «non è un gruppo razzista».

"Non è un gruppo razzista, nasce dall'esigenza di passare notti tranquille nella propria abitazione!
Provate a prendere una tenda canadese e piantarla in qualsiasi parte pubblica del paese, per verificare se anche a voi cittadini Italiani è concesso pernottare su suolo pubblico!
inoltre da sottolineare è, la totale assenza di correttezza e rispetto delle normali regole comportamentali verso l'ambiente ospitante (quando abbandonano il territorio di cui hanno usufruito bel bello lo lasciano come una discarica a cielo aperto che il comune con i soldi pagati dai cittadini, dovra provvedere a bonificare!
Le a sè?"

È questa la presentazione che apre la pagina di un gruppo aperto presumibilmente a maggio su Facebook e che conta più di 1200 iscritti. Il fondatore, bontà sua, mette subito in chiaro che «non è un gruppo razzista» ma a scorrere i pochi messaggi lasciati nelle discussioni qualche dubbio potrebbe sorgere: «tante taniche di benzina in una bella notte stellata un gran falo (sic)...» è il saluto lasciato da Gabry; «adesso si mettono anche a suonare casa per casa per elemosinare una cazzo di bici!!! E i Saveriani continuano tranquillamente a ospitarli nel loro piazzale.. ma andate fuori dai coglioni!!! e certa gente li difende pure.. Ma andate fuori dai coglioni anche voi!!» è invece l'invito di Devis. Massimo invece scrive «fuori dal Nostro Paese l' hanno rovinato tutto e che cazzo siamo in italia e ci sn piu negri che bianchi adesso a desio ci sono piu mosche che chiese cattoliche sul piazzale del mercato e saveriani ci sono un botto di camper di negri bisogna mandarli via tutti fuori». E infine, nella discussione intitolata "Imbracciamo i forconi" Dario scrive «una bella sommossa popolare? andiamo li di notte, o anche di giorno, con forconi, spranghe o qualsiasi cosa possa far male e distruggiamo la prima carovana. quando tornano ancora e ancora.... poi vedi come tornano!» e Matteo sottolinea «scusa xkè vuoi eliminare solo la carovana...eliminiamo direttamente gli zingari così sei sicuro che nn tornano più!!!!ahahaha».

fonte: Vorrei