Tutto inizia con un distributore di sigarette che si inceppa e non eroga il pacchetto. Sono circa le 5 del mattino in viale Curiel a Cattolica, e i due giovani, di 22 e 25 anni, un nigeriano e un marocchino, chiedono ad alcuni passanti se hanno una sigaretta da offrire loro. Purtroppo dall'altra parte trovano le persone sbagliate: degli ultras col pallino della xenofobia. “Un non ti do niente”, seguito da insulto razzista è la risposta. "A quel punto uno dei due giovani" racconta il Capitano Antonio De Lise, comandante della compagnia di Riccione, "ha reagito dicendo che lui non si faceva insultare. E' bastato quello per scatenare la reazione violenta del gruppo, scaturita nelle coltellate: che hanno raggiunto uno dei due ragazzi al collo, l'altro, che è stato anche operato, al polmone" .
Non contenti, gli aggressori continuano a minacciare i feriti con le cinte. Poi sono costretti a fuggire, perchè i due malcapitati vengono soccorsi da un giovane che passa di lì in scooter. Ma la scena è stata ripresa dalle telecamere della stessa tabaccheria. I militari appurano che non sono facce note nella zona. Coinvolgono anche l'associazione albergatori, perchè facciano mente locale se tra i turisti del ponte pasquale ci sia qualcuno con la testa rasata, come i cinque del gruppo. Nessun riscontro. Poi l'idea degli inquirenti che dà la svolta: la tabaccheria si trova vicino a un pub. Sono due camerieri del locale a ricordarsi il nome di battesimo di alcuni del gruppo ripreso e il fatto che venivano da Pesaro. Grazie alla collaborazione dei colleghi marchigiani, vengono identificati in tre. Sono figli di buona famiglia, medici professionisti. L'autore materiale delle coltellate sarebbe un operaio 26 enne originario del cagliaritano domiciliato nell'urbinate. Nel 2007 era già stato condannato per discriminazione e incitamento all'odio razziale. A casa sua vengono trovate foto di Mussolini e volantini di Forza Nuova. Pregiudicati anche gli altri due, pesaresi di 23 e 25 anni.
Ora si cerca di identificare anche il quarto e il quinto giovane che erano presenti sul luogo dell'aggressione.
fonte: Newsrimini
martedì 10 aprile 2012
Cattolica: Africani accoltellati. Arrestati tre estremisti, confermato sfondo razzista
Etichette: accoltellamento, insulti, marocco, nigeria, pestaggio, rimini
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venerdì 20 novembre 2009
Crocefisso in bar e ristoranti (ma non se vendi kebab)
Casteldelci, 500 abitanti, piccolo comune incastrato nell’appennino riminese, proprio sotto il monte Fumaiolo, dove si trovano le sorgenti del Tevere. È da qui che parte la crociata contro Strasburgo, in difesa “dei fondamentali valori civili e culturali dello Stato Italiano”. Con un’ordinanza inedita (la n.4 del 16 novembre 2009) il sindaco leghista Mario Fortini ha introdotto l’obbligo dell’affissione del crocifisso in tutti i locali ed esercizi pubblici, pena una multa di 500 euro.
Dopo la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, che vieta in sostanza la presenza nelle scuole del simbolo della cristianità, il sindaco Fortini ha deciso di “dare l’esempio” e fare da solo, in forza anche del ricorso del governo italiano contro la decisione della corte. Nell’ordinanza il sindaco “ordina di esporre immediatamente il Crocefisso in tutti gli edifici pubblici presenti nel territorio di questo Comune, quale espressione dei fondamentali valori “civili” e “culturali” dello Stato Italiano”.
Per “edifici pubblici” si intendono però, è lo stesso sindaco a spiegarlo, “anche i pubblici esercizi quali ristoranti e bar e tutti i titolari di una licenza statale”, non solo scuole ed edifici amministrativi. Praticamente qualsiasi luogo che non sia un’abitazione privata. Tra un paio di settimane i vigili urbani del paese cominceranno con i controlli. Chi non avrà ottemperato all’ordinanza e si vedrà somministrato un verbale da capogiro potrà contestarlo in diversi modi: in via informale andando al palazzo comunale per spiegare le sue ragioni “Se per esempio uno vende i kebab ed è di dichiarata fede musulmana – spiega il sindaco – non ci sono obiezioni”. In tutti gli altri casi o per chi non ha intenzione di dover spiegazioni per quanto riguarda il proprio credo religioso, non resta che ricorrere al Tar (il Tribunale amministrativo regionale) dell’Emilia Romagna oppure al Presidente della Repubblica.
fonte: Il Carattere via Piovono Rane
domenica 8 febbraio 2009
15enne aggredisce un coetaneo rumeno
Sembra non essere il razzismo il motivo dell'aggressione del 15enne italiano ad un coetaneo rumeno alla fermata dell'autobus di un paese della Valconca.
“Ho sbagliato a picchiarlo - ha dichiarato il ragazzo – ma mi ero stancato di essere chiamato terrone e marocchino perché vengo dal sud”. Il giovane italiano di origine pugliese, denunciato mercoledì scorso per lesioni, ingiurie e minacce, ha chiesto scusa al ragazzo e alla sua famiglia ma respinge le accuse di razzismo: “Il mio migliore amico è un macedone e sono sempre uscito anche con ragazzi marocchini e albanesi” ha sottolineato.
fonte: NewsRimini
Etichette: pestaggio, rimini, romania
Pubblicato da Vivere Cernusco alle 10:20 0 commenti