Due sparatorie nel giro di poche ore fra le bancarelle di due mercati a Firenze: il bilancio è tragico. Due morti e tre feriti colpiti dalla stessa mano, quella di un uomo intorno ai 50 anni che ha dato la caccia ad alcuni cittadini senegalesi e poi si sarebbe ucciso al termine di un inseguimento nel centro della città. I primi colpi di pistola sono stati sparati in mezzo alle bancarelle del mercato in piazza Dalmazia, a Firenze, nella zona nord della città, e poi a San Lorenzo, vicino al Duomo. Panico fra la gente, inseguimento fra i banchi pieni di mercanzie. Due cittadini senegalesi sono morti in piazza Dalmazia, altri due sono ricoverati all'ospedale di Careggi. Sul posto sono intervenuti i carabinieri. A sparare un uomo brizzolato, un pistoiese, Gianluca Casseri.
Il killer era iscritto a Casa Pound
Alcune persone hanno cercato di fermare il killer, uno l'ha seguito nella prima sparatoria scattando foto col cellulare anche mentre risaliva in macchina. E' stato sentito dagli investigatori. L'uomo che ha sparato era armato di una pistola 357 magnum. E' stato poi bloccato in un parcheggio sotterraneo a San Lorenzo. E' morto. Non è chiaro se si è ucciso o se è stato colpito. Dalle prime informazioni Casseri era iscritto a Casa Pound di Pistoia, l'associazione dell'estrema destra.
fonte: Repubblica
martedì 13 dicembre 2011
Firenze, killer dà la caccia ai senegalesi 2 vittime e 2 feriti, poi si uccide
giovedì 10 febbraio 2011
Insulti e un gioco per investire gli zingari Su Facebook il razzismo di Forza Nuova
Un gioco a premi degno del razzismo più becero. Si chiama «Acciacca lo zingaro» il raccapricciante concorso che la formazione di estrema destra Forza Nuova Roma Sud ha pubblicato sul proprio profilo su Facebook. Unanime la condanna del mondo politico romano. Il sindaco Gianni Alemanno invita a non dare troppo spazio alla terribile provocazione: «Le frasi aberranti che vengono pubblicate su Facebook non devono impressionare. Sono piccole minoranze che non hanno nulla a che fare con il sentimento della maggioranza dei romani», assicura. Ma i sentimenti della comunità rom e sinti sono nuovamente feriti dopo il lacerante dramma della morte, domenica, dei quattro bimbi periti nel rogo in un campo nomadi di via Appia.
fonte: Corriere della Sera
Etichette: destra, forza nuova, insulti, internet, rom, roma
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domenica 6 febbraio 2011
Fossalta di Piave aiuta la bimba esclusa dalla mensa
Fossalta di Piave è balzato agli onori della cronaca per una vicenda di ingiustizia sociale: il sindaco aveva negato la mensa a una bambina di 4 anni la cui famiglia non poteva provvedere alla retta mensile.
A nulla era valso il gesto amorevole di alcune maestre, e due collaboratori scolastici, che avevano rinunciato al pranzo scolastico in favore della piccola. Riprese aspramente sia dal Sindaco, Massimo Sensini, e dalla Preside della scuola, Simonetta Murri, rischiano provvedimenti disciplinari.
Fossalta di Piave è balzato agli onori della cronaca per una vicenda di ingiustizia sociale: il sindaco aveva negato la mensa a una bambina di 4 anni la cui famiglia non poteva provvedere alla retta mensile.
A nulla era valso il gesto amorevole di alcune maestre, e due collaboratori scolastici, che avevano rinunciato al pranzo scolastico in favore della piccola. Riprese aspramente sia dal Sindaco, Massimo Sensini, e dalla Preside della scuola, Simonetta Murri, rischiano provvedimenti disciplinari.
Hanno raccontato alcuni di loro:
“La scena della bambina che piangeva perché veniva separata dai suoi amichetti ci ha devastato il cuore. Non avevamo e non abbiamo nulla contro l’amministrazione, non facciamo politica! Abbiamo fatto quello che qualsiasi genitore di buonsenso vorrebbe fare.
Non vogliamo medaglie. Non vogliamo che questa diventi una guerra sulle teste dei bambini. Vogliamo e volevamo, solo, risolvere un problema che non si poteva ignorare. Avevamo chiesto un colloquio con la preside. Le abbiamo parlato. E lei, ancora ieri, ci ha detto che non poteva fare nulla. Alcuni di noi hanno scelto di intervenire in forma privata. Le polemiche non servono a nessuno”.
La storia, riportata dal Fatto Quotidiano, aveva colpito l’opinione pubblica varcando i confini del Veneto. Una piccola rete di aiuti si era creata immediatamente e la Scuola per l’Infanzia era stata sommersa da telefonate e proposte di pagamento. La frase più ricorrente è stata “Se serve, pago io“.
Il Sindaco, raggiunto dai giornalisti, aveva cercato di nascondersi dietro norme e cavilli burocratici, rilanciando con un sibillino
“La bambina è figlia di un noto estremista islamico“
Voci infondate perché, come spiega Giuseppe Dalcin, l’ex consigliere comunale del Pci che ha messo a disposizione la sua casa alla famiglia della piccola, il padre
“è andato in Belgio a cercare un impiego onesto perché aveva perso il lavoro. Ha lavorato otto anni come metalmeccanico, non l’ho mai visto lamentarsi. Quando è finito in cassa integrazione, un giorno mi ha detto: Devo trovare un modo per sfamare la mia famiglia. Integralista islamico? Un religioso islamico, direi. Qualcuno deve spiegare al sindaco la differenza”.
La bambina con la madre e i suoi 4 fratelli vivono nella casa che Dalcin aveva messo loro a disposizione per soli 300€ di affitto, fintanto che il padre ha lavorato in Italia. Ora che il denaro scarseggia non ha più voluto soldi. Ad aiutarli il fratello del padre che per loro fa la spesa, nonostante abbia solo vent’anni e una sua famiglia da mantenere. Come sostiene lo stesso Dalcin:
“Usavo quei soldi per ammortizzare i costi, solo di riscaldamento: solo di quello, per il mio piano e il loro spendo 700 euro al mese. Io cinque bambini per strada non li metterò m-a-i. Piuttosto ci vado io, al freddo e al gelo”.
Lascia turbati l’atteggiamento del Sindaco, a prescindere dalla sua provenienza politica. Davanti al bisogno di un cittadino il primo rappresentante non dovrebbe barricarsi dietro le carte e la burocrazia. Innanzi all’infanzia e alle necessità di una bambina, a un bisogno primario come il cibo e al gesto compassionevole delle sue maestre, non si può reprimere ma solo sostenere.
fonte: Dire Donna
lunedì 6 dicembre 2010
Consigliera Pdl dopo furto di borsa «I rom fanno vomitare, sono ladri»
«Sono settimane che dico che i rom fanno vomitare e non conosco il consigliere padovano»: così scrive sulla sua pagina Facebook una consigliera per il Pdl della circoscrizione Est di Prato. Lo rivela il Nuovo Corriere di Prato il quale sottolinea che gli amici su Facebook possono testimoniare: «Lei è stata autrice di messaggi di questo tipo ben prima del consigliere padovano Vittorio Aliprandi».
L'escalation di ingiurie sarebbe iniziata il 6 ottobre, quando la signora fu derubata della borsa, portata via dalla sua auto dopo la rottura del finestrino, a opera di ignoti. Episodio commentato con uno «Zingari bastardi, ladri e da mandare a casa» che fu solo il primo di una lunga serie. Il giornale pratese fa notare anche che tra gli innumerevoli commenti favorevoli ci sono anche quelli di esponenti politici locali, da Pdl a Lega Nord. Interpellata per telefono sulla notizia apparsa sul quotidiano, la signora si è trincerata dietro a un «no comment».
Il coordinamento provinciale del Pdl di Prato si occuperà nella prossima riunione della vicenda di Clarissa Lombardi, consigliera di centrodestra nella circoscrizione di Prato Est, che sulla sua pagina di Facebook ha scritto frasi offensive contro i rom. Ad annunciarlo è il coordinatore provinciale del partito, l’onorevole Riccardo Mazzoni, che in una nota spiega che «le relative deliberazioni» del coordinamento «saranno demandate agli organi competenti, cioè ai probiviri nazionali del partito». Mazzoni ricorda che «il Pdl, nei confronti dei rom, ha sempre seguito una linea precisa: fermezza per il rispetto della legalità ma anche rispetto assoluto dei diritti umani, nella amara consapevolezza che è impossibile integrare nel nostro Paese chi non ha nessuna intenzione di integrarsi».
fonte: Corriere della Sera
giovedì 2 dicembre 2010
Padova. Consigliere comunale su Facebook: "Sti rom mi fanno proprio vomitare"
«Sti rom mi fanno proprio vomitare». Così il consigliere comunale della Civica Vittorio Aliprandi ieri alle 17.55 in Facebook. «Quando vedo quello che fa lo storpio e che in stazione cammina normalmente vorrei prenderlo a calci». Una dichiarazione che si commenta da sè. Destinata a rinfocolare le polemiche estive (e non) sull'uso improvvido di FB nella «comunicazione politica».
E stamattina il consigliere comunale, sempre usando il social network, ha voluto precisare ancora la sua posizione: "Sempre polemiche... ma che palle! - ha scritto - Ma a uno non possono dar fastidio i rom? dobbiamo integrarci noi fargli le case mantenerli? Questi non vogliono integrarsi, rubano come attività principale e fanno figli a nastro. E nessuno di loro vuol lavorare e noi dobbiamo farci un culo cosi pagare tasse assurde. Se vogliono fare i nomadi... che vadano in campeggio come facciamo noi, che si adeguino alle nostre regole".
In una discussione sul profilo dell'altro consigliere comunale della Civica, Gregorio Cavalla, Aliprandi si è spinto fino ad affermare che servirebbero i "campi di concentramento", salvo poi precisare che "scherzava".
Aliprandi si era già distinto all'epoca del «caso Pavanetto». L'assessore provinciale Pdl esibiva nel social network la sua personale sintonia con il fascismo. Il consigliere comunale chiosò: «Meglio froci o fascisti?». Aliprandi replica lo stesso dilemma. Ma sui rom non ha dubbi..
fonte: Mattino di Padova
Etichette: destra, insulti, rom
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venerdì 15 ottobre 2010
"Hanno la pella scura, non sono europei come me e te"
Washington Post del 12 ottobre:
"These are dark-skinned people, not Europeans like you and me," said Riccardo De Corato, who is Milan's vice mayor from Prime Minister Silvio Berlusconi's ruling party and who is in charge of handling the camps.
Tutto chiaro? Sorvolando sul fatto che il giornalista che stava intervistando il vicesindaco di Milano sia nato nel Connecticut e che quindi di europeo avesso davvero poco, il nostro si stava referendo ai Rom. Per capirci, a quel popolo presente in Europa dal almeno mille anni che conta, comprendendo i Sinti, almeno 90.000 cittadini italiani e che ha subito una delle peggiori persecuzioni sotto il nazismo e il fascismo.
Il Washigton Post riprende, in uno dei suoi blog, le stesse dichiarazioni, commentando così:
The quote is shocking, overt in its racism. But what's even more surprising is that it comes not from an obscure white supremacist, but from a very public politician giving a statement about a policy decision to an American newspaper.
La cosa che sconvolge è che le parole razziste vengano no da un membro di un oscuro Ku Klux Klan ma da un uomo politico molto in vista intervistato da un giornale statunitense.
A questo punto, però, arriva la smentita di De Corato:
«Mai pensato e pronunciato una cosa simile, può darsi che l'interprete abbia capito male»
Il Corriere chiarisce subito che "per la cronaca l'interprete è un professionista noto sulla piazza, molto utilizzato dai cronisti stranieri.
Diciamo che la cosa più credibile è che il nostro assessore alla sicurezza si sia lasciato andare, di fronte, all'interlocutore a quello che in tanti dichiarano in privato, insomma, gli europei devono essere bianchi e ricchi. Il nemico va dipinto come diverso, riconoscibile, altro da me.
Cosa non avrà detto De Corato? Che i Rom hanno la pelle scura o che non sono europei? Se non ha mai parlato di pelle come ci sarà arrivato il traduttore?
Nel frattempo a Milano viene smantellato un campo ufficiale per far spazio all'Expo, alle persone che ci vivevano legalmente da anni vengono promesso l'accesso a case comunali, poi ci si rimangia tutto e la gente è per strada. Ma tanto non sono europei come me o quel tipo del Connecticut.
fonte: ilKuda
giovedì 14 ottobre 2010
Indicazioni ospedaliere in arabo, "abuso contro identità"?
Fabio Garagnani del Pdl in un'interrogazione se la prende con l'iniziativa del Policlinico S.Orsola Malpighi di Bologna: “Un vero e proprio abuso ai danni non solo della identità culturale italiana, ma anche di altre etnie che potrebbero sentirsi escluse, costituendo di fatto un precedente pericoloso”.
fonte: Redattore Sociale
Etichette: arabo, bologna, destra
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domenica 3 ottobre 2010
Aggressione razzista a Gallarate arrestato un estremista di destra
Avrebbe aggredito alcuni cittadini del Bangladesh, assieme ad altri due uomini, armato di un manganello nero con la scritta 'Boia chi molla - Dux Mussolini'. Per questo motivo un estremista di destra di 37 anni è stato arrestato dalla polizia a Gallarate (Varese). A denunciare l'episodio sono state le cinque vittime, che hanno fornito agli agenti le indicazioni per rintracciare uno dei responsabili, un volto noto alle forze dell'ordine.
I bengalesi hanno raccontato di essere stati aggrediti senza motivo mentre giocavano a carte in un circolo ricreativo della cittadina, colpiti con calci e pugni e apostrofati con insulti a sfondo razziale. Gli agenti hanno trovato nel sottosella dello scooter dell'uomo, fermato nelle vicinanze del circolo, il manganello utilizzato per colpire gli stranieri con stampata, oltre alle scritte, un'effigie di Benito Mussolini. L'aggressore dovrà rispondere del reato di lesioni personali aggravate da motivi di discriminazione razziale, mentre i due complici, anche loro legati ad ambienti dell'estrema destra, sono riusciti a far perdere le tracce. Tre bengalesi sono stati medicati all'ospedale di Gallarate e dimessi con una prognosi di tre giorni.
fonte: Repubblica
Etichette: bangladesh, destra, pestaggio, varese
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sabato 18 settembre 2010
No al razzismo, sì al pane
Francavilla, Puglia. Un consigliere comunale si inventa un'aggressione col coltello da parte di un immigrato nigeriano. Una panettiera lo smentisce, fa scarcerare il ragazzo e incriminare il politico per calunnia
Alessandra Latartara fa la panettiera a Francavilla Fontana, comune di 35 mila abitanti in provincia di Brindisi noto per le sue splendide chiese un po' fatiscenti, le processioni della Settimana Santa e i dolci del luogo, le mandorle ricce. Il suo negozio si chiama "Voglia di pane" e sta in via Immacolata, a pochi passi da piazza Umberto I: insomma, in pieno centro. Non fa politica, non è un'eroina: ma forse un piccolo ringraziamento pubblico, nell'Italia del 2010, lo merita lo stesso.
La signora Latartara, nella tarda mattinata di lunedì 23 agosto, se ne sta come sempre al suo negozio. Subito fuori, a chiedere l'elemosina, c'è invece Friday Osas, immigrato nigeriano, 24 anni, a cui ogni tanto la panettiera allunga un po' focaccia. Ma quel 23 agosto in via Immacolata, proprio davanti a "Voglia di pane", è di passaggio Benedetto Proto, consigliere comunale del Pdl, già noto in città per aver promosso - tempo fa - le prime "ronde pugliesi" per vigilare sugli extracomunitari. Ignaro di questo pregresso, Friday chiede a Proto, come a tutti, qualche spicciolo, ma il consigliere gli risponde bruscamente di andarsene, che lì dà fastidio. Il nigeriano gli risponde, c'è qualche minuto di tensione, poi tutto sembra finire lì. Invece, continuando a camminare, Proto estrae il suo cellulare e, pochi minuti dopo ecco avvicinarsi al negozio due vigili urbani. L'immigrato li vede e, immediatamente, scappa. I due lo inseguono tra le vie del centro, come se fosse un rapinatore, lo acchiappano e lo arrestano. Il motivo? Il consigliere comunale sostiene che il nigeriano lo aveva minacciato con un coltello.
La panettiera, però, ha visto tutto. E lo ricorda benissimo: non c'è stata nessuna minaccia, né alcun coltello. Solo un paio di parole di troppo, più dal politico che dall'immigrato. Che fare? Proto è un personaggio di un certo peso, in città. Friday invece è solo un immigrato e un clochard. Alessandra ci pensa due giorni e due notti. Poi va dalla polizia a raccontare la verità: "Quello si è inventato tutto. L'unica cosa che Friday aveva in mano era un pezzo di focaccia che gli avevo dato io". Testimonianza poi confermata ai giornalisti locali e sotto giuramento, al processo per direttissima. E in udienza la panettiera va oltre: "Friday è un bravissimo ragazzo, non ha mai fatto del male a nessuno e aiuta gli invalidi in carrozzella a entrare nel mio negozio".
Alla fine quella della signora Latartara viene considerata una testimonianza credibile al punto che anche il pm, Giuseppe De Nozza, si convince dell'innocenza di Friday Osas e ne chiede l'assoluzione. Che infatti arriva pochi giorni dopo, con formula piena, e le scuse a nome di tutta la comunità. "Sono cristiano, non provo nessun rancore, conosco il valore del perdono", commenta il nigeriano uscito di galera. Proto invece si arrabbia: "Perché alla vista dei vigili l'immigrato è fuggito? Evidentemente aveva qualcosa da nascondere", insiste il consigliere comunale. Ma con poco successo, perché ora rischia l'imputazione per calunnia. E intanto - su pressione tanto non solo dell'opposizione ma anche di buona parte del suo partito - ha dovuto anche dimettersi da consigliere comunale: "Questa città non merita il mio impegno", ha scritto nella lettera d'addio.
'Happy end', dunque. Forse sì. Ma i siti locali raccontano che la panettiera in questi giorni ha ricevuto degli "avvertimenti". Non si sa di chi, non si sa perché. Ecco: Alessandra Latartara è solo una cittadina italiana per bene, come dovremmo essere tutti. Facciamo in modo che non diventi mai un'eroina.
fonte: Espresso
lunedì 26 aprile 2010
Treviso, 'candeggiamo' la ragazza nera
Accertamenti sono in corso da parte della questura di Treviso su un caso di razzismo contro una giovane nera all'interno di un locale, di cui parla oggi 'La Tribuna di Treviso ' partendo da lettere e telefonate ricevute da alcuni giovani che dicono di aver assistito alla scena. La ragazza si trovava nel locale in compagnia di amici. Verso mezzanotte di qualche giorno fa, secondo le testimonianze, era entrato un folto gruppo di giovani dell'estrema destra i quali, dopo aver dileggiato la giovane, hanno intonato un coro dicendo 'Candeggiamo' seguito dal nome della ragazza. Gli stessi molestatori avrebbero poi vergato svastiche e scritte sui muri delle case vicine. Altri avventori hanno lasciato il locale, dove, secondo il titolare, era in programma la festa di un gruppo di estrema destra. Lo stesso ha detto di non ricordare cori razzisti né di ricordare la presenza nel locale "di una ragazza di colore. C'é stata più confusione del solito ma nulla di male, altrimenti sarei intervenuto".
fonte: ANSA
mercoledì 21 aprile 2010
La pediatra ostracizzata dai condomini: cura gli immigrati
Certe cose devono essere raccontate, per darci la misura del livello di bassezza che ha raggiunto la nostra società. Per una volta però, quello che vi voglio raccontare non è successo direttamente a me, ma ad un mio collega.
M. lavora nel mio stesso ufficio e ha un bambino piccolo di 2 anni e mezzo. Come tutte le persone che hanno figli, M si rivolge ad un pediatra di San Giuliano Milanese per la loro salute, le vaccinazioni e quant'altro (non avendo figli tutto l'universo dei pediatri mi è un poco sconosciuto). Direte voi qual è il problema?
Beh il problema è che nello stabile di San Giuliano dove esercita, il pediatra è ostracizzato da tutti i condomini, tanto che per poter far salire i suoi pazienti al suo ambulatorio (primo piano) deve pagare una persona che le accompagni. Perché? Perché i vicini di casa della dottoressa temono il contagio di chissà quali malattie e, ci aggiungo io, temono i migranti che portano i loro figli a curarsi (dopotutto se i figli non li fanno loro in sto paese a natalità zero!).
Entriamo nel dettaglio della situazione un attimo, così come mi è stata spiegata, così vi potete rendere conto dell'assurdità della questione. Lo studio della pediatra si trova in un complesso di tre palazzi, dotato di una postazione fissa per il custode, dove sono ubicati anche un commercialista e un consulente del lavoro (anche queste attività che contemplano tutte un via vai di clienti).
Per poter salire dalla dottoressa, scala A al primo piano, bisogna chiedere al portiere: lui si occupa di citofonare al suo studio, indirizza i pazienti verso la scala A e li istruisce di attendere qualcuno che "scenderà a prendervi". Qualcuno arriva infatti, senza il quale pare non si possa salire dalla pediatra: un signore gentile che, con una chiave, ti accompagna all'ascensore e ti fa salire a destinazione.
La prima domanda che sorge spontanea è: se la preoccupazione è nel via vai costante di gente, perché anche al commercialista e al consulente del lavoro non è richiesto avere una figura "professionale" che accompagna i clienti dal portone di ingresso all'ufficio? La risposta purtroppo è ancora più semplice: nessun immigrato si reca in nessuno degli altri due uffici e quindi non ci sono "problemi per i condomini".
La cosa va avanti almeno dall'ottobre 2009 e la rivolta dei condomini è capitanata da un esponente locale del Pdl (tanto per cambiare no?), che sembra non darsi pace e aver deciso che lo studio della pediatra "non s'ha da fare": non solo, il nostro eroe sta promuovendo per tutta San Giuliano l'eliminazione degli ambulatori medici dai palazzi. Per ora per la nostra dottoressa ci sono già di mezzo avvocati e querele, quindi per fortuna qualcuno si sta muovendo…e la pediatra non ha certo intenzione di dargliela vinta a questi razzisti!
I commenti sulla questione li lascio a voi, a volte fatico a trovare delle parole educate per definire certe situazioni!
Nel frattempo…Buona Città!
S.
fonte: MilanoToday
lunedì 23 novembre 2009
Della sessualità di Maometto e di altri argomenti che forse sarebbe meglio trattare con cura
Ieri alla cena del Kem Kogi Mohamed Ba ha consegnato il suo decalogo ai bambini (e adulti) presenti. Una delle regole dice: "Non pretendere di parlare della cultura degli altri se non la conosci profondamente", o qualcosa del genere.
Ecco, un paio di settimane fa Daniela Garnero, già Santanchè, si dileggiava nel definire Maometto pedofilo per aver preso in moglie una bambina di nove anni. Per giorni ho atteso che qualcuno che ne sapesse chiarisse la questione con dovizia di citazioni. Finalmente è arrivato ilDerviscio che invito a leggere per intero mentre io gli rubo qualche passaggio:
1) Nella societá araba di millequattrocento anni fa, il conteggio degli anni era alquanto approssimativo, specialmente per quanto riguarda l'anagrafe. Gli anni venivano generalmente computati riferendosi ad avvenimenti importanti anziché al conteggio delle lune. Nella biografia del Profeta Mohammed (la pace sia su di Lui) sono ad esempio noti i fatti avvenuti nell'anno dell'elefante, nell'anno dell'Egira o quelli avvenuti nell'anno del lutto.
2) Il matrimonio precoce era alquanto diffuso e, se accettiamo le tradizioni secondo le quali Aisha (la pace sia con Lei) venne sposata all'etá di nove anni, le stesse tradizioni ci tramandano che il matrimonio venne consumato all'etá di quindici, secondo altre tradizioni diciannove, anni.
...
5) La signora Garnero/Santanché, paladino della difesa dei valori occidentali, avrebbe dovuto, prima di dare fiato alle sue strampalate teorie, studiare non solo il Corano, l'esegesi coranica e la Sīrah Rasūl Allāh, la biografia del Messaggero di Dio, ma anche un po' dei vangeli della tradizione cristiana. Quando Maria, madre di Gesú (la pace su entrambi) raggiunse l'etá di dodici anni, il sommo sacerdote cercò in un consesso di vedovi il suo futuro marito. La scelta cadde su Giuseppe il falegname che si schernì dicendo: "Ho già figli e sono vecchio, mentre essa è una fanciulla! Che io non abbia a diventare oggetto di scherno per i figli di Israele!" (Protovangelo di Giacomo, VIII e succ.)
Poi ilDerviscio spiega come l'età di nove anni di Aisha sia alquanto dibattuta e che insigni studiosi ritengono che avesse almeno 14 anni al momento del matrimonio. Ecco, queste spiegazioni non serviranno a convincere nessuno, anche perchè nessuno si pone il problema se il Profeta fosse pedofilo o meno, però sono fondamentali per capire che la realtà è complessa, non possiamo sempre pretendere di interpretarla con le categorie che conosciamo.
fonte: www.kuda.tk
Pubblicato da AdminK alle 22:11 0 commenti
lunedì 2 novembre 2009
"Aderisci e salva la stirpe bianca"
Lanciano "un appello" a chiunque, in Italia, voglia difendere "la stirpe bianca", perché "l'uomo bianco non è mai libero di esercitare il proprio potere nelle proprie terre e nazioni". L'ombra del Ku Klux Klan (KKK), che, in America, riunisce xenofobi e razzisti nascosti dietro al tradizionale cappuccio bianco o colorato, si allunga anche sul nostro Paese, dove è stato fondato un "reame d'Italia". Ad animarlo, è il movimento degli "United northern and southern knights of the KKK" (l'acronimo è Unsk), la più importante ramificazione americana del Ku Klux Klan, con il suo quartier generale a Fraser, nel Michigan. Una "pagliacciata pericolosa", la definisce il ministro delle Pari opportunità Mara Carfagna, sopratutto se il messaggio razzista viene diffuso su Internet e può divenire accessibile ai più giovani.
Già nel 2007, il KKK mosse i suoi primi passi in Europa, con il primo "reame ufficiale". Dopo una serie di liti interne al movimento, questo venne sciolto. Fu allora che gli iscritti, prevalentemente italiani e tedeschi, si rivolsero agli United northern and southern knights (costituiti nel 2005 su impulso di un iscritto al KKK), per chiedere di essere ammessi al loro direttivo. "Dopo una breve trattativa - viene spiegato su un forum neonazista italiano, che li celebra - si decise di creare un Klan europeo parallelo e fraterno a quello americano. Questo venne convalidato e ufficialmente riconosciuto nel resto del mondo nell'agosto del 2008". A oggi, oltre alle sedi in 29 stati americani, al reame italiano, ne esiste uno tedesco, uno in Belgio e nel Regno Unito. Anche se, avvisano, "contiamo di espanderci ulteriormente nei prossimi mesi". Il coordinamento europeo è affidato a quello che viene definito "Reich" tedesco. Ogni singolo reame è autonomo, ma risponde al coordinamento europeo, che a sua volta riferisce alla casa-madre nel Michigan. Quest'anno hanno già avuto luogo due "vertici", tra i direttivi europei e quelli americani.
Nella sezione italiana del loro sito, si annuncia "l'apertura delle iscrizioni" e si lancia un appello ad aderire al movimento: "Se siete uomini o donne patrioti bianchi e ritenete di volervi impegnare per la vostra stirpe e per le generazioni future, se ne avete abbastanza di vedere la nostra discendenza, i nostri diritti e il nostro futuro calpestati e gettati via, se volete mettere fine a questo scempio, saremo felici di avervi con noi e di ascoltarvi. Aderisci alla lotta e salva i tuoi diritti quale cittadino bianco e cristiano. Riprendiamoci quello che ci è stato tolto e diamo ai nostri figli il futuro che meritano".
fonte: Repubblica
mercoledì 28 ottobre 2009
A Roma svastica su negozio di ebrei, nera e senza firma
Una svastica, piuttosto evidente, è stata tracciata con una vernice spray, nel corso della notte, sulla serranda di autorimessa appartenente ad una famiglia ebrea nella Capitale. A denunciare l'accaduto è stato lo stesso proprietario dell'attività commerciale di vicolo dell'Imbarco, nella zona della Magliana, a sud di Roma.
Immediati i rilievi scientifici dei carabinieri della Compagnia Eur che starebbero anche visionando alcuni filmati di una telecamera a circuito chiuso per risalire agli autori del gesto. Un gesto che arriva proprio nell'anniversario della marcia su Roma e all'indomani dell'affissione, e della seguente rimozione, di decine di manifesti inneggianti proprio alla marcia su Roma e raffiguranti Benito Mussolini, affissi ieri in alcune strade del centro storico.
fonte: ANSA
Etichette: destra, ebrei, roma
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lunedì 19 ottobre 2009
Picchiano venditore di rose, denunciati 4 «skinheads»
Prima gli hanno urlato: «Vattene dall’Italia». Poi lo hanno insultato e, infine, giù con le botte. Aggredito da quattro skinheads, fra i quali una ragazza di 22 anni di Pistoia, un bengalese di 31 anni ne avrà per 7 giorni. Fra i primi soccorritori, anche le coppiette alle quali, in un ristorante di Prato, a due passi dalla cattedrale, l’extracomunitario aveva cercato di vendere rose. Dal ristorante è partita, ancora prima che il giovane del Bangladesh chiedesse aiuto, la chiamata al 112. Non era neppure troppo tardi. Mezzanotte e mezza. I carabinieri, che in pochi minuti hanno individuato gli aggressori - che si erano dati alla fuga - riferiscono che il giovane non ha provato neppure a difendersi.
LA BANDA DEI NAZISKIN - Uscito dal locale, non poteva immaginare d’imbattersi in un quartetto di giovani scalmanati, di quelli con la testa rasata, gli anfibi ai piedi, i giubbotti neri, la passione per i simboli nazifascisti. Secondo gli inquirenti, il capo - denunciato - è un ventunenne, tatuato su tutto il corpo, residente nella vicina Pistoia e già conosciuto come naziskin. Insieme a un compagno di branco ha picchiato l’immigrato, incitato dagli altri due, compresa la ragazza. Adesso, i quattro dovranno rispondere di «concorso di persone in violenza privata, lesioni personali aggravate per aver commesso il fatto con finalità di odio razziale». Un’aggravante, quest’ultima, che permette ai militari e alla magistratura di procedere d’ufficio. Il capo del branco dovrà anche rendere conto del coltello a serramanico che i carabinieri hanno trovato sulla sua auto, insieme a cd musicali con simboli nazisti. A bordo dell’auto dei ragazzi, i militari hanno sequestrato cd musicali con emblemi nazifascisti e un coltello a serramanico
IL CAPO E I GREGARI - Gli altri, un genovese di 21 anni, la giovane pistoiese e un diciottenne di Firenze, secondo i carabinieri sono «gregari» del capo, simpatizzanti d’estrema destra che, con molte probabilità, si sono conosciuti durante un rave party o un altro raduno da qualche parte d’Italia. Una banda non pratese e, quindi, non animata da un odio razziale covato in una città che con l’immigrazione deve fare i conti quotidianamente: Prato ospita una fra le comunità cinesi più numerose in Italia. «Non lavorano e non hanno problemi a muoversi», spiegano gli inquirenti, secondo i quali l’episodio è isolato e non era stato premeditato. Dura e bipartisan la condanna. Per il sindaco di Prato, Roberto Cenni (Pdl), «la città è una polveriera»: il primo cittadino parla di «episodio intollerabile». Sulla stessa linea il capogruppo del Pd, Massimo Carlesi: «Un fatto gravissimo figlio del clima d’odio che si respira in Italia».
fonte: Corriere della Sera
Etichette: bangladesh, destra, pestaggio, prato
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venerdì 16 ottobre 2009
Aggredito egiziano con slogan fascisti
Roma, «In quattro sono scesi dalla macchina in pieno giorno, verso le 12, all'altezza di Valco San Paolo - Viale Marconi, hanno aggredito un ragazzo egiziano e se ne sono andati via, dopo 'l'eroica vigliaccatà, inneggiando a Mussolini». Lo denuncia Andrea Catarci, presidente del Municipio XI. «Il ragazzo, in evidente stato di shock, è stato ricoverato all'ospedale San Camillo, dove gli è stata riscontrata la rottura del setto nasale», racconta Catarci.
fonte: Corriere della Sera
martedì 29 settembre 2009
RAZZISMO: 'NEGRA' E SVASTICA SU VETRO AUTO RAGAZZA DI COLORE
Episodio di razzismo a Galliera Veneta (Padova) : la scritta "Negra" con accanto una svastica sono comparse sul parabrezza dell'auto di una giovane di colore, figlia di un medico africano e di una insegnante italiana. Ad accorgersene è stata la madre della ragazza, che ha presentato denuncia e i carabinieri stanno indagando per risalire agli autori del gesto.
L'auto è quella di una studentessa di 24 anni iscritta all' Università di Bologna, che l'aveva posteggiata vicino a casa - riporta la stampa locale - nel parcheggio pubblico di una zona residenziale a due passi dal centro di Galliera. Mentre lei era a Bologna a preparare la tesi, la madre, stimata insegnante di Lettere in un istituto superiore, ha notato la scritta "Negra" e la svastica vergate con lo spray sul parabrezza e una croce celtica sul finestrino.
Per prima cosa le ha cancellate, poi ha denunciato l'episodio e ha avvertito la figlia. Dopo quello che è successo, la ragazza, che già sognava di trovare un lavoro all' estero, è sempre più decisa ad andarsene: "Stare qui è sempre più difficile - dice - Il clima sta diventando pesante".
fonte: Ansa
giovedì 24 settembre 2009
le immagini della presunta aggressione ai danni di Daniela Santanché
Su Peacereporter le immagini della presunta aggressione ai danni di Daniela Santanché
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sabato 25 luglio 2009
No a dirigenti scolastici del Sud”
Vicenza: Approvata martedì da maggioranza ed opposizione, la mozione proposta dall’Assessore alla Scuola, Morena Martini del PDL, che proporrebbe l’esclusione dai concorsi ai dirigenti scolastici del Sud in provincia di Vicenza.
L’Assessore ha voluto puntualizzare che la mozione in questione non è stata proposta con fini “razziali”, ma per “ripristinare una situazione di diritto che alcune regioni hanno disappreso”. L’Assessore continua affermando che nel Veneto ci sono circa 70 posti da coprire, ma nessuna graduatoria regionale da cui attingere, per cui la probabilità che le 70 poltrone libere del Veneto vengano occupate da meridionali è altissima. Questo non va proprio giù ai vincenti.
L’Assessore ha inoltre ricordato come ai concorsi banditi per i dirigenti scolastici nel 2004, in seguito alla cosiddetta “mobilità regionale”, concessa del governo Prodi, su 118 poltrone disponibili, vennero nominati ben 108 meridionali provenienti Sud.
Con questa mozione, il consiglio regionale ha voluto denunciare il mancato rispetto della norma da parte di alcune regioni ed evidenziare la conseguente situazione di svantaggio in cui si trova la regione Veneto, rispetto alle altre realtà nazionali.
fonte: RTV
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giovedì 23 luglio 2009
Episodi di razzismo a Sesto san Giovanni e Bergano
A Sesto San Giovanni, le famiglie Rom recentemente sgomberate dai loro insediamenti di fortuna, sono oggetto di insulti razziali, minacce e violenze quotidiane da parte della cittadinanza, mentre le autorità le braccano in ogni angolo della città per allontanarle da qualsiasi possibile riparo e impedendo loro di costruire baracche in cui abitare temporaneamente.
A Bergamo, secondo quanto riferiscono alcuni testimoni, giovani italiani con simpatie neonaziste percorrono la città con l'intento di provocare coetanei stranieri. Di fronte alla minima reazione le “ronde” accusano di violenza le loro vittime designate, denunciandole in alcuni casi alle forze dell'ordine. “Qui non li vogliamo,” ha detto un ragazzo di soli 17 anni, “ e se non facciamo niente, presto la città sarà in mano ai negri, marocchini e zingari”.
fonte: EveryOne
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