La ragazzina, classe 1988, studentessa, cittadina brasiliana ma abitante in Italia da anni, stava viaggiando su un autobus urbano Sila in viale Belforte. Si stava lamentando con un' amica nicaraguense per il caldo che c’era sul mezzo pubblico quando un uomo, "autista in borghese", con bimbo in braccio e moglie incinta al seguito, si intromette e comincia ad insultarla. Le dice: “Cosa volete un tappeto rosso sugli autobus? Vai al tuo paese, negra di m... e non venite qui a romperci i c...» e altre "gentilezze" simili. La ragazza risponde, la moglie prende le parti del marito e rincara. Alla fine la situazione degenera e i due mettono le mani addosso alla ragazza.
A quel punto alla giovane brasiliana viene detto di scendere, ma lei si rifiuta. L’autista ferma il bus e chiede alla ragazza di andarsene “per ristabilire l’ordine”.
da Varese News via Daniele Sensi
sabato 24 luglio 2010
E l'Italia fece scendere Rosa Parks dall'autobus
venerdì 29 gennaio 2010
VIGILE ACCUSATO DI ABUSI NEI CONFRONTI DI UN VIADO
Pesantissime le accuse con cui un vigile 40enne di Mazzano è stato arrestato ieri dai carabinieri. All'agente vengono attribuiti abusi ai danni di un viado brasiliano. In sostanza avrebbe abusato della divisa, mentre era in servizio, per avere prestazioni sessuali gratuite da parte del trans.
fonte: Brescia7
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venerdì 20 novembre 2009
Brenda:Pm Roma, omicidio volontario
La procura di Roma procede per omicidio volontario nel quadro degli accertamenti sulla morte del transessuale Brenda. Nell'abitazione di via Due Ponti c'e' stato stamattina un sopralluogo: erano presenti il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo ed il sostituto Rodolfo Sabelli, titolari dell'inchiesta sul caso Marrazzo, il procuratore aggiunto Filippo Laviani, cui sono delegati i casi di omicidio, ed il sostituto Pierluigi Cipolla, magistrato di turno.
fonte: ANSA
Il personal computer di Brenda, la transessuale coinvolta nello scandalo Marrazzo trovata morta, sarebbe stato trovato nel lavandino dell'appartamento, bagnato come se fosse stato immerso in acqua. Secondo fonti investigative, il dettaglio farebbe supporre ad un gesto volontario per rendere il pc inutilizzabile. Il computer è stato prelevato dagli uomini della Squadra mobile della questura di Roma per analizzarne il contenuto.
fonte: TGCOM
Il corpo del transessuale Brenda, coinvolta nella vicenda di Piero Marrazzo, è stata trovata carbonizzata all'interno di un appartamento in via Due Ponti 180, a Roma stamani. Era in uno scantinato, al piano seminterrato, trasformato in una abitazione. Si indaga per omicidio volontario. Ben quattro magistrati hanno effettuato il sopralluogo presso l'abitazione dove è stato trovato il corpo del trans: si tratta del pm Pierluigi Cipolla (che era di turno esterno), del procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani (che ha la delega per gli omicidi) e dei due che indagano sul caso Marrazzo, il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e il pm Rodolfo Sabelli. Stando a quanto accertato, la casa di Brenda, posta in un seminterrato, era costituita da una stanza di 10 mq, una zona soppalcata di 8 mq (dove è stato trovato il cadavere) e un piccolo bagno.
"È inquietante", ha commentato Luca Petrucci, legale di Piero Marrazzo: "Bisogna indagare - dice Petrucci - per vedere se c'è qualcosa di più grosso di quel che sia già emerso". "Non posso pensare - spiega il penalista - che la settimana scorsa questa persona è stata aggredita e rapinata e da poche ore è morta bruciata. Vanno approfondite le cause, capire che cosa c'è dietro. Anche se non ho nessun elemento per aggiungere qualcosa in più se non quello che apprendo dai media, dico che forse le indagini stanno scoperchiando un sistema simile a quello della Uno Bianca dove si mettevano, tra l'altro, a tacere i testimoni. In questo senso - conclude l'avvocato Petrucci - ritengo giusto mettere sotto protezione Natalie (altro trans che frequentava Marrazzo, ndr)".
fonte: Affaritaliani
Etichette: brasile, omicidio, prostituzione, roma
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martedì 13 ottobre 2009
Picchia due ragazze che si baciano «Al nostro paese c’è la lapidazione»
Infastidito dalle effusioni amorose tra due ragazze, un gruppo di magrebini l’altra sera in zona Portello a Padova ha usato le maniere forti: ne ha scaraventata una a terra e ricoperta di improperi. Tutto perché aveva palesato il più naturale dei sentimenti, l’amore, nei confronti di una sua coetanea. Un amore insano agli occhi di chi viene da un paese di stretta osservanza musulmana, dove l’omosessualità maschile è diffusa anche se è un tabù di cui non parlare mai e quella femminile quasi un crimine. Che può costare anche il linciaggio: «Al nostro paese queste cose vengono punite con la lapidazione », ha sibilato uno dei tre nordafricani in faccia alla ragazza lesbica dopo averla spinta a terra. Poi il giovane magrebino, evidentemente alticcio a giudicare dall’alito, ha riferito la giovane aggredita, se ne è andato via, sputando a terra in segno di disprezzo.
Il brutto episodio di intolleranza è successo l’altra notte in quartiere Portello. In un bar noto per essere «gay friendly», una ragazza di origini brasiliane stava ballando in compagnia della fidanzata. Tra un ballo e l’altro, un po’ per sfida nei confronti della compagna dello stesso sesso ed un po’ perché forse aveva bevuto uno spritz di troppo, la giovane si è intrattenuta in ammiccamenti sempre più espliciti con un’altra giovane del gruppo. La cosa non è andata giù alla fidanzata ufficiale che è andata su tutte le furie trascinando fuori dal locale l’innamorata per chiarire il suo comportamento. Ma più della baruffa tra compagne a scaldare gli animi è stato l’intervento non richiesto di un gruppo di magrebini che aveva assistito alla scena. Spintoni ed insulti hanno convinto una terza donna che ha assistito alla scena a chiamare la polizia.
fonte: Corriere della sera
venerdì 5 giugno 2009
Strangolata nella sua auto. E' giallo
Il corpo senza vita di Sueli Lame, 38enne brasiliana, è stato trovato, nella serata di ieri, riverso sul sedile posteriore di un'auto in una strada di campagna a Crotta d'Adda in provincia di Cremona. La donna ha il viso tumefatto e sul collo ci sono evidenti ecchimosi, segno di un probabile strangolamento. La vittima, sposata e madre di due figli, lavorava come addetta alle pulizie in una casa di riposo nel Lodigiano. Secondo gli investigatori, sarebbe stata uccisa da qualcuno con il quale si sarebbe appartata. I militari stanno ricostruendo le ultime ore di vita della vittima e stanno indagando tra amici e conoscenti. Non si esclude, già a breve, un provvedimento giudiziario.
fonte: Affaritaliani
Etichette: brasile, cremona, omicidio
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lunedì 25 maggio 2009
NUOVO EPISODIO DI RAZZISMO AL BENTEGODI
Durante l’incontro tra Chievo e Bologna, nuovo brutto episodio di razzismo. Il clivense Luciano, con un passato in maglia rossoblù, è stato oggetto di cori razzisti, ma l’intervento di Farina è stato pronto ed adeguato: ha fermato il gioco, parlato con il quarto uomo ed i capitani ed ha preteso che fosse rivolta un’ammonizione ai tifosi felsinei con la quale s’intimava la sospensione della gara nel caso in cui l’episodio si fosse ripetuto. La partita è poi ripresa e, nonostante i continui fischi per l'ala brasiliana, terminata senza ulteriori problemi.
fonte: Napolisport
lunedì 27 aprile 2009
Milano: un brasiliano picchiato da 5 italiani e un serbo aggredito da un altro italiano
Sempre l’altra sera ci sono state altre due risse. La prima è accaduta alle 6.30 davanti alla discoteca Hollywood: un brasiliano è stato picchiato da cinque italiani . La seconda alle 13,30 al Cimitero Monumentale: un italiano ha aggredito un serbo per gelosia spalleggiato da una donna. Sono stati tutti arrestati.
fonte: Il Corriere della Sera (e questo è tutto quello che si trova in rete sull'argomento)
mercoledì 25 febbraio 2009
Amauri: «Anch'io vittima del razzismo»
Anche a un immigrato di successo e senza problemi economici quale Amauri, come pure a sua moglie Cynthia, è capitato di subire sulla propria pelle il razzismo di alcuni italiani. Lo rivela lo stesso attaccante brasiliano della Juventus al settimanale Gioia in edicola. «È successo anche a me. Qualche tempo fa in una farmacia mi hanno accusato di rubare un pacco di pannolini. Li stavo posando, lo scaffale era vicino all'uscita e la porta automatica si è aperta. La farmacista voleva chiamare i carabinieri e io non avevo fatto nulla, semplicemente ero straniero e non parlavo un italiano perfetto. Le ho risposto: li chiami pure, poi la denuncio io: Lei è razzista...», racconta Amauri. «E ho aggiunto: sono più italiano di lei, e magari un giorno rappresenterò il suo Paese», prosegue.
Razzisti gli italiani? «Una minoranza, è vero, ma sono episodi che fanno stare male», dice a sua volta Cynthia, anche lei brasiliana, alla quale è capitato di sentirsi dare del tu nei negozi, e di sentirsi suggerire da una commessa di Verona: «Perché non vai in un outlet?». «Quando tornavo a casa e la trovavo di cattivo umore, sapevo già il perché», spiega l'attaccante, dal 2001 in Italia e che ha giocato negli ultimi anni nel Chievo e nel Palermo prima di arrivare alla Juve. E un Amauri con la maglia azzurra della Nazionale - rileva il giornale - potrebbe non essere lontano. Il passaporto italiano di Cynthia, che ha un bisnonno cuneese e vive in Italia da oltre dieci anni, è infatti in arrivo.
fonte: Il Corriere della Sera
Etichette: brasile, calcio, razzismo
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martedì 21 ottobre 2008
trans picchiata al Cpt Corelli
Preziosa ha 29 anni, viene dal Brasile ed è una trans. Per il fatto di non avere documenti fu portata all’ex Cpt di via Corelli, dove a luglio è stata massacrata di botte. La protesta degli altri “detenuti” e dei movimenti per i diritti civili, la direzione l’aveva lasciata libera, a condizione che lasciasse il paese. Il 30 luglio, però, ha sporto querela contro il poliziotto che l’ha malmenata.
Il caso fece scalpore finì sui giornali e se ne parlò per qualche settimana. Oggi Preziosa viene sentita in tribunale “come persona informata sui fatti” e davanti al Tribunale è stato indetto un presidio per esprimere solidarietà e sostegno a questa persona.
fonte: 02blog.it