Non si aspettava che le chiedessero di togliersi il velo dalla testa per fare l’esame di teoria per poter prendere la patente, ma invece questo è successo a una donna magrebina di religione islamica alla motorizzazione di Valdaro a Mantova. Il tutto è successo sabato scorso. La giovane è arrivata con i capelli nascosti da un foulard che le lasciava però ben visibile il volto. Ma il funzionario che stava registrando gli esaminandi ha preteso che si togliesse il velo. “Temeva che sotto avesse un auricolare”, hanno riferito alcuni testimoni, rimasti colpiti dall’ordine perentorio del funzionario. Le ha detto chiaramente che se avesse tenuto il velo non avrebbe fatto l’esame - ha raccontato Viola Banzi, 18 anni, di Mantova, anche lei impegnata nell’esame -. La signora aveva il velo che le copriva il capo e il volto era perfettamente riconoscibile. Inoltre, aveva detto che era la seconda volta che sosteneva l’esame e la prima l’aveva fatto regolarmente con il velo”.
Le lacrime
Questa volta, però, non è stato possibile e non è bastato nemmeno alzare il velo un attimo per mostrare che non aveva alcun auricolare. Così, piangendo - hanno raccontato alcuni dei presenti - è andata in bagno e ha tolto il foulard. Quando è tornata, ha sostenuto l’esame superandolo. È stata Viola, figlia dell’assessore provinciale alle Politiche sociali Fausto Benzi, a rendere pubblica la storia su cui la motorizzazione non ha ancora commentato. “Ha fatto l’esame e ha continuato a piangere - ha raccontato Viola -. Una pena. Era sola, o meglio era insieme solo a un rappresentante della sua autoscuola, ma non aveva parenti o amici che la consolassero. Mi è dispiaciuto non aver avuto il coraggio di rispondere per le rime a quell’uomo. Sono tornata alla mia autoscuola per comunicare che il mio esame era andato bene e ho raccontato il fatto al titolare, il quale mi ha risposto che non era la prima volta che quel funzionario trattava male gli stranieri”.
fonte: City
lunedì 8 novembre 2010
Ragazza costretta a togliersi il velo per esame patente
Etichette: donne, islam, mantova
Pubblicato da AdminK alle 21:14 0 commenti
martedì 28 settembre 2010
Un muro per separare i rom
Un cantiere improvvisato da Luca de Marchi, consigliere comunale, e altri militanti leghisti per erigere un muro tra due condomini. Ore 15 di ieri, via delle Fornaci, Formigosa. Il muro invisibile (tre mattoni e un nastro rosso tirato per una ventina di metri) viene innalzato tra il civico 9 e il civico 11, due palazzine Aler la cui convivenza è diventata impossibile per colpa, dicono gli inquilini del 9 (quattro nuclei famigliari, tre mantovani e uno marocchino), di una famiglia rom.
«Non ne possiamo più - spiegano gli inquilini - ci fanno dispetti continuamente e a luglio uno di noi è finito all'ospedale perché è stato malmenato». I residenti fanno riferimento all'episodio in cui i figli della famiglia rom avrebbero aggredito l'anziano per futili motivi.
Da lì, da quell'episodio, l'ultimo di una lunga serie, la richiesta all'Aler di montare una recinzione per separare i due condomini. La domanda è stata raccolta dal capogruppo della Lega Nord in via Roma, Luca de Marchi.
«L'Aler - sottolinea l'esponente leghista - è già venuta a fare i rilievi, cioè le misurazioni, ma al momento la recinzione non si vede. I due condomini vanno separati, per riportare la tranquillità tra le famiglie che abitano al civico 9. Oggi siamo qui con mattoni e cazzuola per ricordare all'Aler che la recinzione va montata al più presto per separare i due palazzi».
De Marchi ricorda anche che la situazione potrebbe sbloccarsi nel giro di un mese, con l'esecuzione dello sfratto della famiglia contro la quale gli inquilini del civico 9 puntano il dito. A ricordare un'altra situazione sono anche gli stessi inquilini del palazzo, ma questa volta il tiro è spostato verso l'Aler. «Quattrocento euro d'affitto al mese - dicono - vi sembrano pochi per dei pensionati? Gli appartamenti non sono male, è vero, ma alcune cose non sono a norma. I fili elettrici, per esempio, e l'intonaco che continua staccarsi dalle pareti esterne».
fonte: Gazzetta di Mantova
Etichette: lega nord, mantova, rom, segregazione
Pubblicato da AdminK alle 11:01 0 commenti
martedì 4 maggio 2010
Bonus bebe' solo a italiani e sposati A Ceresara esclusi extracomunitari.
Bonus bebe', ma solo al primo figlio nato da residenti e all'interno del matrimonio. Accade a Ceresara, 3mila abitanti nel Mantovano.L'amministrazione di centrodestra lo conferma quest'anno, escludendo ancora figli di extracomunitari, coppie di fatto e ragazze madri. Passato da 300 a 500 euro, il bonus sara' erogato a coppie sposate residenti da oltre 5 anni. Regolamento approvato in Consiglio comunale con il no della minoranza, che ricorrera' al Tar contro norme 'non costituzionali'.
fonte: ANSA
martedì 23 febbraio 2010
Un asilo comunale per soli cristiani
Il regolamento, all'articolo 1, pone come condizione per iscrivere il figlio all'asilo l'accettazione di una sorta di preambolo religioso: la provenienza da una famiglia cattolica o cristiana, escludendo di fatto molte famiglie di immigrati di diverso orientamento religioso.
Goito, provincia di Mantova. Ora solo il 37% della popolazione è cristiana praticante (ed essere cristiana non praticante è un ossimoro).
Ora il regolamento è nettamente anti-costituzionale e verrà cancellato. Ci vorrebbe un norma che obblighi a pagare ingenti risarcimenti ai politici che approvano leggi e regolamenti chiaramente contro la Costituzione così elimineremmo una serie di iniziative colorite ma inutili e razziste.
fonte: ilKuda
domenica 10 gennaio 2010
Mantova, marocchina muore per malore, stava male da giorni ma non voleva andare dal medico per paura di perdere il lavoro
È morta per un malore e il suo cadavere è stato vegliato per circa ore dalla figlia di cinque anni. È successo ad Acquanegra sul Chiese, nel Mantovano, in un appartamento dove madre e figlia vivevano sole. Fathia Fikri, 43 anni, marocchina, è stata trovata vicino al letto, con il volto insanguinato, da un amico preoccupato perché non riusciva a contattarla. Accanto la bambina, impaurita ma convinta che la mamma stesse dormendo.
NON ANDAVA DAL MEDICO - I carabinieri in un primo momento hanno pensato a un'aggressione ma poi alcuni conoscenti della donna hanno detto che Fathia aveva loro confidato di non sentirsi bene nei giorni scorsi: dunque ha preso corpo l'ipotesi di un malore improvviso. Tanto più che un'amica ha rivelato che non era andata dal medico per paura di dover stare a casa in malattia e perdere il lavoro. Fathia era impiegata in una cooperativa per le pulizie. La donna dunque potrebbe essere caduta e aver battuto il volto sul pavimento procurandosi la ferita. Lunedì il magistrato di turno deciderà se effettuare l'autopsia.
fonte: Corriere della Sera
lunedì 23 novembre 2009
"Denunciate al Comune i clandestini" Il manifesto della giunta leghista
L'invito alla denuncia del clandestino arriva alla fine di un manifesto che riporta un paio di articoli e relative pene del decreto Maroni sulla sicurezza: "Chiunque fosse a conoscenza della presenza sul territorio comunale di immigrati clandestini è pregato di comunicarlo con tempestività al sindaco, all'ufficio di polizia municipale o all'ufficio anagrafe del Comune per i necessari atti conseguenti. Grazie della collaborazione". Firmato: l'amministrazione comunale.
Da una settimana a San Martino dall'Argine, mille e ottocento abitanti a 25 chilometri da Mantova, nel comune con la più bassa percentuale di immigrati di tutta la provincia, sono comparsi i manifesti. In centro e in periferia, vicino alle scuole e lungo le strade che portano alle piccole fabbriche e alle aziende agricole. Dopo il caso bresciano di Coccaglio, dove la giunta leghista ha inaugurato i controlli agli immigrati con il permesso di soggiorno in scadenza intitolandolo al "Bianco Natale", ora un altro comune lombardo invita tutti i residenti a segnalare gli irregolari. "L'obiettivo è informare sulle nuove norme. Ora bisogna stare attenti a dare in affitto le case, magari non a norma, a clandestini", spiega il sindaco Alessandro Bozzoli, indipendente alla guida di un'amministrazione Lega-Pdl.
fonte: Repubblica
Etichette: clandestino, lega nord, mantova, sindaco
Pubblicato da AdminK alle 16:44 0 commenti
domenica 1 febbraio 2009
Rabbia razzista - atto II
A Mantova degli uomini (pare che siano romeni, ma poco importa) hanno violentato una ragazza.
Ma sono sicuro che a differenza della reazione che c'è stata a Guidonia (lanciata bomba carta davanti un negozio di romeni), a pochi importerà di questa altra triste vicenda.
Sapete perchè?
Innanzitutto perchè questa ragazza è bulgara, e poi perchè è una prostituta.
Io faccio presente che una giovane di 21 anni è stata mutilata della inviolabilità del suo corpo, perchè una prostituta decide lei quando concedersi. Faccio presente che un italiano che non vuole pou' violenze deve essere sempre vigile, sia quando degli stranieri violentano delle italiane, sia se degli stranieri violentano straniere, sia se degli italiani violentano straniere.
Invece nella nostra italietta di italioti ci si indigna e ci si infiamma solo se una italica concittadina subisce violenze da extracomunitari, soprattutto se clandestini e romeni o marocchini.
fonte: Rigitan's
Etichette: bulgaria, mantova, stupro
Pubblicato da Vivere Cernusco alle 18:19 0 commenti