perchè questo blog?

L'Italia è diventata da anni paese di immigrazione ma da qualche tempo si registra un crescere di fenomeni di razzismo. Dopo la morte di Abdul, ucciso a Milano il 14 settembre 2008, ho deciso che oltre al mio blog personale avrei provato a tenere traccia di tutti quei fenomeni di razzismo che appaiono sulla stampa nazionale. Spero che presto questo blog diventi inutile...


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mercoledì 9 giugno 2010

Italia, uno steccato contro i vu' cumpra'

Una recinzione contro i vu' cumpra'. Questa la proposta lanciata dalla giunta leghista del comune di Monza per far fronte al problema dell'abusivismo. “Il dettaglio progettuale – spiega Simone Villa, assessore alla Polizia locale e Sicurezza- manca ancora, ma a bilancio 2010 è stato inserito un emendamento per garantire un finanziamento pari a centomila euro per recintare l'area del parcheggio davanti all'ospedale nuovo”. La scelta, di per sé, non è una novità. Muri e steccati sono ormai diventati la soluzione più gettonata per risolvere problemi di vicinato o di convivenza difficili. La recinzione che circonderà il perimetro del parcheggio a pagamento ostacolerà l'ingresso dei vu' cumpra', garantendo a quanti si recano in ospedale di non essere disturbati dalle richieste e dalle pressioni dei venditori, spesso molto insistenti.

“L'area antistante al San Gerardo – continua Simone Villa – ha sempre conosciuto una grande presenza di venditori abusivi, ma negli ultimi anni, in coincidenza con gli sgomberi nel centro storico, la situazione sta diventando insostenibile e ci sono arrivate moltissime lamentele da parte di quanti vengono assaliti dai venditori nel parcheggio”. A quanti sollevano l'obiezione che sgomberando e spostando, i problemi non si risolvono, l'assessore risponde facendo riferimento al pragmatismo della Lega che punta alla soluzione immediata delle questioni per dare risposte concrete ai cittadini. Basta, quindi, coi sofismi e con l'analisi delle conseguenze future dei provvedimenti e largo all'azione.

Sull'efficienza leghista esprime qualche perplessità Giuseppe Civati, consigliere della regione Lombardia nella circoscrizione di Monza per il Pd, che accusa la giunta di ingigantire le questioni relative all'immigrazione a uso e consumo politico. La recinzione, secondo l'esponente del Pd, sarebbe “una modalità di risoluzione scontata e banale per chi è a corto di idee”. “Qualche anno fa – aggiunge Civati – c'è stata la stagione delle ronde, poi gli sgomberi e ora arrivano le recinzioni. Nessuno lo dice, ma tutti questi espedienti sono falliti e non hanno mai raggiunto gli obiettivi sperati. Non solo a Monza, ma anche a livello nazionale, da quando c'è la Lega al governo, gli immigrati sono aumentati. La giunta monzese, tra l'altro, ha una certa passione per le recinzioni. Qualche tempo fa, quando c'era in progetto di costruire un centro di accoglienza per gli immigrati, che poi è diventata una residenza per anziani, la Lega voleva circondare l'area col filo spinato”.

fonte: Peacereporter

mercoledì 26 maggio 2010

Brugherio: il TAR annulla l’Ordinanza razzista

E’ notizia di ieri, 25 maggio, che il TAR ha annullato, sospendendone l’efficacia fino a data da definirsi, l’Ordinanza del 10 febbraio 2010, con cui il Sindaco Ronchi intendeva rendere più difficile ottenere la residenza a Brugherio da parte di cittadini stranieri.

Il tribunale ha accolto il ricorso presentato dalla Cgil Monza e Brianza e da Cgil Lombardia, in quanto il Collegio giudicante “ha motivo di dubitare sia che sussistano in concreto i presupposti per l’adozione delle ordinanze sindacali di cui agli articoli 50 e 54 d.lgs. 267/2000 –si legge nell’ordinanza del TAR-, sia che tra le attribuzioni dell’ente locale rientri il potere di regolamentare le materie della immigrazione, della anagrafe, dei rapporti dello Stato con l’Unione Europea, del diritto di asilo e della condizione giuridica dei cittadini di Stati non appartenenti all’Unione Europea”

Quindi viene riconosciuto che questo genere di provvedimenti razzisti che Ronchi e la Lega Nord sono soliti utilizzare, sono atti illegittimi.

Questo non è sicuramente l’unico atto dell’Amministrazione brugherese che meriterebbe di essere annullato da un Giudice, perché ben più di una sono state le Ordinanze o le Deliberazioni la cui applicazione comporta la discriminazione ed il danneggiamento di alcune categorie di persone (ad esempio il Regolamento per i contributi per l’accesso agli asili, che penalizza chi non risiede in città da almeno cinque anni).

Per questo motivo è di fondamentale importanza continuare a denunciare i soprusi che questa Giunta continua a commettere nei confronti dei cittadini.

fonte: Brugherio Futura

giovedì 8 aprile 2010

Gallarate (Regione straniera)

Non consideriamo il regime tolleranza zero, di memoria proibizionista, vigente a Gallarate:

La multa è scattata in quanto i sei hanno violato l’ordinanza che vieta di consumare alcool per strada fra le 19 e le 8.

Ma andiamo un po’ oltre:

Nella notte fra venerdì 2 e sabato 3 aprile quattro pattuglie hanno effettuato più di trenta controlli, in particolare di fronte a negozi “etnici”. Sono state così multate sei persone, due cittadini di origine pachistana e quattro di origine maricchina, che “bivaccavano”, come riferisce l’assessore gallaratese Cazzola.

Più di trenta controlli, in particolare di fronte a negozi “etnici”. Come le pizzerie (napoletane) o i rivenditori di hotdog (tipicamente americani) o del più semplice panino con i wurstel (della Baviera, si sa). Anche se credo l’amministrazione Gallaratese preferisca kebabbari e macellerie islamiche.

Poi, non si capisce se sia reato il semplice “bivaccare”. Perché allora – direbbe Brunetta – potremmo far rientrare nella categoria anche gli statali. Che lavorano a Gallarate, però.

Sarà. Io, più semplicemente, credo che si tratti della comune lotta all’immigrato – regolare, irregolare, comunitario (i Rumeni sono comunitari, per dire), extracomunitario, lavoratore, disoccupato, con figli, scapolo, sposato, cattolico, cristiano, musulmano, che da fastidio, che stupra o che passa una serata in compagnia di amici non fa differenza, l’importante è che sia immigrato.

Lotta all’immigrato a prescindere, e Tolleranza Zoro. Ops, tolleranza zero.

p.s. un mio piccolo contributo al dibattito, su Varesenews.

fonte: stefanocatone.wordpress.com

mercoledì 13 gennaio 2010

Monza, giunta di centrodestra vieta il kebab "E' una potenziale causa di disagio sociale"

Con una delibera di giunta, l'amministrazione comunale di Ceriano Laghetto, passato di recente sotto la provincia di Monza e Brianza, ha bloccato l'avvio delle attività commerciali legate agli stranieri. Limiti e divieti sono stati introdotti per "quelle attività considerate potenziali cause di disagio sociale, viabilistico e di quiete pubblica": nell'elenco figurano kebab, phone center e servizi di trasferimento di denaro.

Per questo tipo di attività commerciali non solo c'è il divieto di insediamento nell'area indicata come nucleo storico, ma non sarà più sufficiente la normale procedura dell'istanza semplice: sarà necessario l'avvio di una procedura negoziale con l'amministrazione comunale. "Vogliamo tutelare il decoro del centro cittadino - ha spiegato il sindaco leghista Dante Cattaneo, a capo di una giunta di centrodestra - Attività come kebab, centri di telefonia e di trasferimento di denaro diventano spesso punti di incontro senza regole di immigrati clandestini se non veri e propri paraventi di attività illecite".

fonte: Repubblica

mercoledì 14 ottobre 2009

Desio, dopo 28 anni lascia l'Italia "Clima razzista, non ne posso più"

Zahra, 51 anni, di origini somale, da settimana prossima non sarà più una cittadina desiana. Ha deciso di abbandonare Desio, la Brianza, l’Italia, dopo 28 anni vissuti nel nostro Paese, di cui 22 nella nostra città. “Non ne posso più di questo clima razzista” racconta la donna, sposata con un desiano. “Sono arrivata qui per amore, ora vado via per disperazione”.

La sua è una storia come tante altre: Zahra da giovane ha lasciato la sua terra, martoriata dalla guerra e dalla fame, ed è partita in cerca di fortuna. “Conoscevo l’Italia dai libri di scuola. Me la immaginavo meravigliosa. E pensavo che gli italiani fossero un popolo allegro e socievole”. L’impatto con la realtà è stato diverso. Difficile l’integrazione per chi ha la pelle più scura. Zahra ha cercato subito lavoro. “Nonostante conosca ben 4 lingue, non ho trovato un’occupazione. Volevo fare la commessa, ma quando mi presentavo ai colloqui la gente mi guardava stupita”.

Col passare degli anni la situazione è peggiorata. “All’inizio sentivo più interesse e curiosità nei miei confronti. Oggi vedo solo razzismo”. Gli episodi da raccontare sono tanti. “Una volta, nel parcheggio davanti alla scuola, mentre aspettavo l’uscita di mia figlia, ho chiesto ad una signora di spostare l’auto. L’ho fatto in modo gentile. Invece, quella donna mi ha risposto sgarbatamente, dicendomi di tornare al mio Paese e che non dovevo essere io a darle lezioni di guida. Mi sono sentita offesa. Se potessi tornare nel mio Paese, lo farei subito”. Gli aneddoti si moltiplicano col tempo.

“Se mi vesto elegantemente, come mi piace fare, gli altri mi guardano con stupore, come se noi africani dovessimo sempre apparire con gli stracci addosso. La gente pensa che in Africa viviamo nudi sugli alberi”. Nel resto d’Europa, secondo la donna somala, la situazione è diversa. “Io viaggio molto perché ho parenti in Olanda, Inghilterra, Svizzera, Francia. Lì non c’è quel razzismo che respiro in Italia”. Con sofferenza, Zahra ha preso la sua decisione. Si trasferirà in Qatar, dove vivono alcuni famigliari.

“Considero l’Italia la mia seconda patria. Ho sempre pensato che sarei invecchiata qui. Ma adesso sono stanca, non riesco più a sopportare le difficoltà. Parto con molta amarezza. Qui non trovo più accoglienza”. In questi anni Zahra ha lavorato per promuovere l’integrazione sua e di tanti altri stranieri. “Per fortuna ho anche degli amici. A loro e a tutti i desiani auguro di aprire il loro cuore e di non ascoltare le brutte parole che sentono in tv contro gli stranieri. E’ diventato necessario tornare a credere in un mondo migliore”.

fonte: il Cittadino