perchè questo blog?

L'Italia è diventata da anni paese di immigrazione ma da qualche tempo si registra un crescere di fenomeni di razzismo. Dopo la morte di Abdul, ucciso a Milano il 14 settembre 2008, ho deciso che oltre al mio blog personale avrei provato a tenere traccia di tutti quei fenomeni di razzismo che appaiono sulla stampa nazionale. Spero che presto questo blog diventi inutile...


giovedì 7 maggio 2009

Bolzano, riparte la campagna anti-italiani

A occhio nudo è tutto perfetto. In piazza Vitto­ria, sulle rive dell’Adige, tra aiuole fiorite e auto di grossa ci­lindrata parcheggiate con geo­metrico rigore, la nuova scintil­la che si è accesa nel paradiso chiamato SudTirolo non man­da alcun bagliore. Ma appena gi­rato l'angolo è scritta in tede­sco su un muro, con spray mo­derno e storia antica. «Via dal­­l’Italia ». Qualunque cosa sia, sta succedendo in fretta. Con brusche accelerate, come il vo­to nel parlamento della Provin­cia, che ieri ha consegnato una vittoria storica a Eva Klotz, pa­sionaria dell'autodeterminazio­ne tirolese. Adesso è ufficiale, gli uomini condannati negli an­ni Sessanta per aver messo bombe contro gli italiani sono «combattenti per la libertà», at­tivisti e non più terroristi. E an­che nelle valli, in paesi come Montagna (Montan in tedesco) e Termeno (Tramin), i voti di Südtiroler Volkspartei, il parti­tone di maggioranza, vengono usati per cancellare la denomi­nazione Alto Adige da docu­menti, timbri e cartelli comuna­­li, accontentando la Klotz e le al­tre formazioni di estrema de­stra, per le quali la denomina­zione presentava una «connota­zione fascista».

«Il nostro partito-anima ha perso la bussola», dice sconso­lato lo storico Leopold Steurer. Dopo un paio di sconfitte eletto­rali a vantaggio dell’estrema de­stra tedesca, spiega, la Svp si è messa a rincorrerne le pulsioni. «Senza tenere conto degli effet­ti della scelta su una gioventù imbevuta di irredentismo e na­zionalismo». L’inizio del guaio gira naturalmente intorno al 25 aprile. Oswald Ellecosta è un dirigente della Svp, modi garbati e idee persino troppo chiare. «L’unica co­sa che mi interessa è difendere i diritti della popolazione te­desca della mia ter­ra». Dal dicembre 2008 è vicesindaco di Bolzano, coronamento di una quaranten­nale militanza nel Consiglio co­munale. Un uomo che parla co­me al bar, e pazienza se le paro­le non si abbinano alla fascia tri­colore. «Non è la nostra festa» dice per l'occasione. «Noi sudti­rolesi siamo stati liberati nel 1943 dalla Wehrmach.

...

Nelle ultime due settimane, sotto al sole quieto di Bozen le cose vanno a velocità da centri­fuga. Il Pdl chiede il commissa­riamento del comune, «perché non difende l’antifascismo». Gli Schützen marciano per l’abolizione del monumento dell’Alpino di Merano, «fasci­sta», anche se da decenni è ri­dotto ad un torsolo a causa di una bomba anti-italiana. Il gior­no della manifestazione a presi­diarne i resti ci sono 600 poli­ziotti, esibizione muscolare che la comunità tedesca non gradi­sce. I fiori alla base della statua vengono poi trafugati da due in­segnanti tedeschi, denunciati per furto aggravato dai carabi­nieri, accusa valutata come un’altra provocazione. «La poli­tica debole produce frutti mala­ti» dice il presidente del Consi­glio provinciale Riccardo Dello Sbarba. «Tre giorni fa — accusa — l’Svp ha modificato il pro­prio statuto per non permette­re più la candidatura di perso­ne di lingua italiana. Per paura del declino, rompe la conviven­za democratica, e rischia di can­cellare tutto quel che è stato co­struito con fatica».

fonte: Repubblica

Al bar e sul bus

Il pacchetto sicurezza, di cui il governo sta approvando in questi giorni alcune delle norme più odiose, è una stretta micidiale sui diritti di tutti, ma in particolare per i migranti. E, soprattutto, è un intervento che non ha molti precedenti. Di questo bisognerebbe trovare il modo e il tempo per parlarne nei luoghi di lavoro, nelle scuole, a casa, nelle strade del nostro quartiere, mentre facciamo la spesa o al bar, in chiesa, sull’autobus, ovunque.
Per i migranti il destino è segnato in particolare dall’introduzione del reato di ingresso e soggiorno irregolare, ma anche da altre, ormai certe, restrizioni: il trattenimento nei centri di detenzione verrà prolungato a centottanta giorni, i permessi di soggiorno di lungo periodo verranno subordinati al superamento di un test di lingua italiana, i ricongiungimenti familiari assumeranno criteri più proibitivi, il permesso di soggiorno verrà collegato a una «raccolta punti», la concessione della cittadinanza avrà tempi ancor più proibitivi. Di fatto, si tratta di una sospensione di numerose garanzie democratiche per specifiche categorie connotate per la loro origine. Poco importa, dunque, se il consiglio dei ministri ha accettato di abolire la norma sulla scuola dell’obbligo vietata ai figli dei «clandestini», se resteranno tutte quelle norme.
Le agenzie, intanto, dicono che un altro barcone con a bordo decine di persone è stato localizzato nel Canale di Sicilia. Il rischio di un nuovo caso Pinar è alto. Ma cosa accade ai migranti rischia di diventare per tutti soltanto un rumore di fondo, qualcosa di già visto e sentito.
La normalizazione del razzismo sta diventando una cultura, piuttosto condivisa da élite politiche come da settori popolari e media.

fonte: Carta

Una mamma denuncia: "Anche mia figlia insultata dai razzisti"

Cara Maria Silvia,

ho letto la tua lettera, che mi ha profondamente toccato. Sono la mamma affidataria ormai da ben 12 anni di una bimba cinese. Ho preso mia figlia (perché questo lei è per me e la mia famiglia) quando aveva poche settimane di vita. Anche lei come te si sente fiorentina anche se ha gli occhi a mandorla. Fin da quando era più piccola ci sono stati giorni in cui è tornata a casa da scuola piangendo perché l´offendevano con parole pesanti, per il fatto di essere cinese.

Negli ultimi tempi la situazione non è migliorata, anzi crescendo e frequentando la scuola media gli episodi sono sempre più frequenti. In questi giorni poi è successo un fatto che ci ha lasciati ancora più amareggiati: attraverso il programma di messenger sul computer di casa è arrivato un messaggio diretto a lei in cui le uniche parole ripetibili sono «cinese di merda torna al tuo paese», figuratevi il resto.

È uno dei tanti episodi di razzismo a cui purtroppo anche lei è sottoposta e la cosa più preoccupante e che ci deve fare riflettere è che tutto questo viene da ragazzini e anche ragazzine coetanee o poco più grandi. Il problema è che questi ragazzi vengono educati dalle proprie famiglie senza alcun rispetto per gli altri e neppure per se stessi. E questo succede a Firenze che si dichiara «una città aperta». Voglio precisare che fortunatamente come te la bimba ha il sostegno dei suoi compagni di classe che le sono molto affezionati.

Stefania

fonte: Repubblica

«Hai perso il lavoro? Tornatene al tuo Paese»

L'ha detto anche il presidente della Camera, Gianfranco Fini l'altro giorno a San Donà di Piave: «Anche nel Veneto si sfruttano i clandestini e bisogna dire no a lavoro nero e razzismo». Mai parole furono più sagge, ma in tempo di crisi economica a rimetterci di più restano sempre loro, gli immigrati. Operai che alle spalle hanno un mutuo da pagare, una famiglia da mantenere e più volte sono costretti a rivolgersi ai servizi sociali dei Comuni quando non ce la fanno a pagare le bollette, ad acquistare i viveri di prima necessità, a pagare le spese per i figli a scuola. E dall'altra parte che cosa si sentono dire? «Non ce la fai a restare? Torna nel tuo Paese d'origine, magari hai maggiori possibilità per un reinserimento lavorativo. Forse, ritrovi la tua famiglia pronta a darti una mano. E se vuoi siamo anche disposti ad agevolarti, con un aiuto economico, per il viaggio... ».
Finora, di rimpatri assistiti c'erano quelli della Caritas diocesana: si rivolgevano, soprattutto, a persone con gravi problemi di salute. Stranieri che difficilmente si sarebbero potuti inserire in un ambiente lavorativo o all'interno di una comunità. Senza contare che, nella maggior parte dei casi, si trattava di persone sole, che alle spalle avevano storie di alcolismo o altre patologie.
La Caritas aveva creato una sorta di catena che permetteva di rintracciare i parenti in patria e di farli seguire una volta arrivati, qualora ce ne fosse stata la possibilità. In 5 anni i rimpatri partiti da contrà Torretti sono stati 64, tra questi c'erano 30 donne con sei minori.
«Ma qui il discorso è diverso - spiega Fabiola Carletto della segreteria provinciale della Cgil - ci sono amministrazioni, e non mi riferisco solamente a quelle di una certa area politica, che hanno scelto questa strada per risolvere quella che loro considerano una crisi anche per le casse dei Comuni».
«Credo - prosegue la sindacalista - che gli stranieri abbiano già pagato abbastanza, in tutti questi anni, ed ora trattarli in questo modo mi sembra veramente eccessivo. Certo, in alcuni casi se ne vanno, ma lo decidono loro. Fanno partire moglie, figli e il capofamiglia rimane in attesa che la crisi passi e il lavoro posso tornare ad essere una sicurezza anche sul nostro territorio».
La Cgil, in questi ultime settimane, ha avviato una serie di "audizioni" divise tra le varie etnie in cui si fa il punto sui problemi che la comunità manifesta, sente e vive.
«Ho incontrato i somali a Bassano, i cittadini del Burkina Faso domenica scorsa nella sede del centro Tecchio di viale S. Lazzaro e ancora i rappresentanti della Costa D' Avorio. Da tutti - prosegue Fabiola Carletto - arrivano le medesime preoccupazioni: la prima è il lavoro, la seconda si esprime con un concetto: "Ci vogliono cacciare ...". Spesso, gli amministratori non si rendono conto che ci sono paesi in guerra, dove il lavoro non esiste nemmeno per quelli che ci vivono. Far capire agli immigrati che non hanno nulla da temere finché il loro permesso è in regola non è facile - continua la rappresentante sindacale - soprattutto se alla fine le risposte che ricevono dai Comuni sono quelle di un biglietto di sola andata».
La situazione è preoccupante. «Voler rimandare indietro chi ha lavorato per anni, producendo il 9 per cento del nostro prodotto interno lordo, non credo sia la politica più corretta. Ma con gli stranieri lo scaricabarile è sempre stato il gioco più semplice da portare avanti. Quanti sono in queste condizioni? Moltissimi, anche se sono titubanti nel confessarlo...», conclude Carletto.

fonte: Il Giornale di Vicenza

martedì 5 maggio 2009

Moldavo aggredito da un gruppo di giovani

Un cittadino moldavo di 33 anni ha denunciato di essere stato aggredito, ieri sera, nella zona periferica di Tor Bella Monaca, a Roma, da un gruppo di giovani mentre si trovava in strada con altri due connazionali. L'uomo portato al pronto soccorso del policlinico Tor Vergata ha avuto una prognosi di 30 giorni per la frattura del setto nasale.

Per cercare di chiarire quali siano stati i motivi all'origine dell'aggressione, avvenuta in largo Mengaroni, sono stati avviati accertamenti sia dalla Digos sia dal commissariato Casilino.

Secondo quanto riferito dal cittadino moldavo, il gruppo di aggressori, tutti giovani, avrebbe senza motivo dato vita ad una rissa con i tre stranieri, che secondo le prime indagini erano ubriachi. Prima alcuni spintoni poi sono arrivati i pugni: uno di questi ha colpito in volto il moldavo. Ad avvertire la polizia sono stati gli inquilini di una stabile della piazza ma all'arrivo delle volanti sia il gruppo di giovani italiani sia i connazionali dell'uomo ferito erano fuggiti.

Il popolare quartiere di Tor Bella Monaca, negli ultimi tempi teatro di episodi di violenza, spesso ad immigrati, è stato la sede, la scorsa settimana di una riunione del Comitato Provinciale per la Sicurezza. Il comitato, voluto dal sindaco, Gianni Alemanno, arrivava dopo le aggressioni ad un senegalese di 30 anni, insultato e colpito con una bottiglia alla testa la notte di Pasquetta, ad un pakistano il 23 marzo scorso e ad un cinese il 2 ottobre scorso.

fonte: Repubblica

lunedì 4 maggio 2009

Stupro del Primo Maggio a Milano, si fingeva straniero

Mentre la stampa tipo Il Giornale e il Padano parlavano di uno stupratore egiziano e nordafricano la verità è un altra:

I soldati a Milano son 400. Già da tempo il centrodestra chiede di rinforzare quel numero, come se fosse esiguo. Lo fa anche il presidente della Provincia di Milano, il pd Filippo Penati, bacchettando il governo e l'amministrazione cittadina. I casi di violenze per strada nei primi mesi dell'anno sono stati una ventina: eccetto due, sono stati commessi da immigrati. Anche se in un caso si è scoperto che il violentatore, italianissimo, fingeva però un accento straniero. L'ultimo fatto accaduto il primo maggio riscalda la campagna elettorale, non solo per le europee ma anche per la provincia di Milano: nel cuore del giorno, alla luce del sole, in mezzo alla folla della mayday parade, grazie all'intervento dei presenti, l'episodio si è fermato alla tentata violenza sessuale, quando un giovane marocchino ha tentato di violentare una 23enne svenuta a terra forse per il troppo alcool. La gente c'ha messo un po' a capire che non erano effusioni tra innamorati: poi è partito un tentativo di linciaggio che la polizia è riuscita a interrompere con la forza. E' il 19imo caso per le strade di Milano e Hinterland: gli altri tutti purtroppo andati a segno. Riccardo de Corato, vicesindaco di Milano da dodici anni, chiede tolleranza zero: a chi non si capisce, visto che è sua da sempre la delega alla sicurezza. La sicurezza che non c'è.

fonte: Lorella Beretta via Facebook

venerdì 1 maggio 2009

Lega Nord: "Nei pronto soccorso occorre separare gli italiani dagli immigrati"

Il centrodestra ha scelto per la candidatura alla Presidenza della Provincia un signore che dice:

“io vorrei anche annunciarvi che sto anche discutendo con il responsabile dell’ospedale di Treviglio Caravaggio (qui in Provincia di Bergamo) stiamo per predisporre un canale preferenziale al pronto soccorso per i nostri anziani. Per fare in modo che non restino indietro e che magari stiano male al pronto soccorso perchè i medici per questa paura di non denunciare e per questa febbre di curare i clandestini magari si dimentichino di curare i nostri anziani. Quindi noi stiamo predisponendo questo e credo che all’interno della Provincia di Bergamo ma in tante provincie dove la Lega ha il governo del territorio e dove probabilmente l’avrà come a Brescia con l’amico Molgora credo che spingeremo, pur non essendo una competenza della provincia, spingeremo i nostri direttori degli ospedali a creare questo canale preferenziale per fare in modo che si ricordi che c’è anche la nostra legge oltre che i clandestini”.
Il direttore dell’Ospedale conferma solo in parte e dice che non farà distinzioni di nazionalità:
"Ne abbiamo discusso, ma questo ancora non rientrerà nella prassi”
La fraseologia da gerarca del candidato Presidente dei “moderati” bergamaschi non trova quindi riscontro, per il momento, neppure nel direttore dell’Ospedale di nomina leghista, quello di Treviglio.

fonte: Marcello Saponaro e Daniele Sensi

giovedì 30 aprile 2009

OMICIDIO A SFONDO RAZZISTA "L'ho buttato sotto il treno"

Si era subito pensato ad un incidente ferroviario quando, la sera di lunedì scorso, un rumeno era stato travolto da un treno in corsa, nei pressi della stazione ferroviaria di San Cristoforo a Milano. In realtà l'uomo sarebbe stato spinto sui binari al termine di una rissa. A confessarlo, secondo quanto riportato dagli inquirenti, sarebbe stato proprio il suo assassino, un giovane egiziano di 25 anni, clandestino e senza fissa dimora che la stessa sera avrebbe picchiato e ucciso il rumeno al termine di una rissa.
L’uomo avrebbe iniziato a disturbare il 39enne rumeno mentre pregava nei pressi della stazione ferroviaria. L'egiziano nutrirebbe nei confronti dei rumeni un odio tale da spingerlo ad intraprendere una violenta colluttazione con la vittima: un calcio, un pugno e poi la fatale spinta sotto il treno in arrivo.
L'aggressore, arrestato per omicidio, avrebbe detto ai carabinieri, a conferma dello sfondo razzista dell'episodio, che i rumeni “dalla terra vengono e nella terra devono tornare”. Interrogato dal pubblico magistrato, ieri, ha confermato senza batter ciglio, la versione confessata ai carabinieri.

Giovane cinese adottata presa a sputi da ventenni

Insulti e sputi sul treno regionale. La vittima è una adolescente originaria della Cina, si chiama Maria Silvia ed è stata adottata da quando aveva pochi mesi da una famiglia che vive in provincia di Firenze. Frequenta il ginnasio. Sabato scorso tornava con gli amici da una gita al mare, erano partiti da Pisa. Un gruppetto di ventenni l´ha presa di mira, quei ragazzi l´hanno offesa e le hanno addirittura sputato addosso per il colore della sua pelle e per gli occhi a mandorla. Lei è rimasta shockata e ha deciso di scrivere una lettera (che pubblichiamo qui). L´esperienza è stata molto pesante anche per i suoi amici: «La maggior parte di noi non aveva mai assistito a fatti così ingiusti e siamo rimasti tutti molto impressionati dalla violenza verbale e dagli atti oltraggiosi», scrivono nella premessa alla lettera di Maria Silvia. Lei ha anche pensato di sporgere denuncia contro ignoti alla polizia perché rintracciassero quei razzisti che l´hanno ferita, ne ha anche parlato con i genitori che le hanno promesso il loro appoggio. Poi ha preferito scrivere la lettera per manifestare il suo dispiacere per l´ultimo episodio e le difficoltà che la sua "diversità esteriore", come la chiama lei, le ha procurato in questi anni in Italia. Anzi a Firenze.

fonte: La Repubblica

Gottardi denuncia a Ue: Manifesti Lega sono xenofobi

L'europarlamentare del Pd Donata Gottardi ha presentato oggi un'interrogazione scritta alla Commissione europea in cui denuncia il carattere, definito "razzista e xenofobo", di alcuni manifesti usati dalla Lega Nord nelle campagne per le europee e per le amministrative di giugno. Gottardi chiede all'Esecutivo Ue se non ritenga necessario "intervenire per impedire che le forze politiche utilizzino il periodo elettorale per diffondere idee che sono totalmente in contrasto con i principi fondamentali dell'Unione europea".

ue foto di manifesti elettorali della Lega sono allegati all'interrogazione. Nella prima, un disegno raffigura un anziano italiano spinto al margine della scena da un gruppo di persone di etnia diversa (un cinese, un africano, una zingara con bambino in fasce e un musulmano con barba folta che brandisce un pugnale ricurvo). La scenetta è sovrastata da una scritta, in cui si chiede: "E' questo il futuro?". Sulla destra, sotto il simbolo della Lega, la risposta: "Con noi no". Il secondo manifesto è quello, già noto, dell'indiano d'America con la scritta "Loro hanno subito l'immigrazione, ora vivono nelle riserve".

fonte: Wall Street Italia

martedì 28 aprile 2009

SI FINGE MAROCCHINO E AGGREDISCE DUE DONNE

E’ stato arrestato per violenza sessuale un italiano di 24 anni che avrebbe aggredito due donne nel Milanese, fingendosi marocchino. Gli e’ stata notificata un’ordinanza di custodia mentre si trovava gia’ in carcere per essere evaso dai domiciliari perche’ accusato di rapina, estorsione e lesioni. Il presunto violentatore, sarebbe riuscito a entrare nell’auto di una donna mentre era ferma ad un incrocio. Tre giorni dopo, allo stesso incrocio, gli era riuscito con un’altra donna.

fonte: ANSA via [C]*

Le famiglie non pagano la retta niente mensa per i bimbi immigrati

Ventidue ragazzini senza piatto in tavola. Studenti delle elementari e delle medie, in maggioranza figli di immigrati. I genitori non pagano da mesi la cedola della mensa e una settimana fa la società di ristorazione ha tagliato il servizio. Nella scuola, l’istituto comprensivo di Pessano con Bornago, in provincia di Milano, scoppia la polemica contro il Comune, che si rifiuta di pagare quei pranzi. Le maestre offrono il loro pasto agli studenti, per non lasciarli senza cibo.

La Dussmann Service srl, società di ristorazione con sede a Trento, ha crediti con le 1.027 famiglie della scuola per 28mila euro, accumulati quest’anno. Un buco cresciuto a furia di cedole non pagate. A febbraio, l’azienda ha inviato a scuola l’elenco delle famiglie morose da lunga data, annunciando per i loro figli l’interruzione dei pasti. Il debito è in media di 700 euro per ogni studente, la lista conteneva 59 nomi.

Da allora, molti hanno saldato ricorrendo a rate e aiuti comunali. Oppure, se l’orario scolastico lo consentiva, hanno rinunciato al servizio. Ma per 22 non c’è stato nulla da fare: sospesi per morosità. Quattordici sono rom e vivono in un campo autorizzato. Due soli gli italiani, gli altri sono stranieri di varia provenienza. Quasi tutti frequentano le elementari, un paio le medie. «Gli stranieri non riescono a pagare — dice il preside — perché non hanno aiuti, non avendo qui la residenza». Per la stessa ragione, qualunque sia la loro situazione economica, pagano 3.80 euro a pasto, il massimo.

fonte: Repubblica

aggiornamento:
“I diritti dei bambini non hanno né nome né colore; i bambini vanno protetti sempre e bisogna garantire la loro integrazione”.
Queste la parole del presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, in merito al digiuno forzato dei bambini della scuola elementare Mauri di Pessano con Bornago.
“Situazioni come quella che si è verificata nella scuola elementare di Pessano – ha dichiarato Filippo Penati, che oggi ha sentito telefonicamente il preside della scuola - possono solo procurare danni alla crescita dei bambini che, tra l’altro, non hanno nessuna responsabilità per quello che è successo.
Per questo motivo la Provincia di Milano ha deciso di intervenire con un contributo per garantire i pasti di tutti i bambini già da domani fino alla fine dell’anno scolastico.
C’è inoltre la piena disponibilità di questa amministrazione - ha concluso il presidente Penati - ad aprire un tavolo di lavoro con il Comune, la scuola e i genitori per discutere e trovare una soluzione al problema in tutta la sua complessità”.

BENE!!!

lunedì 27 aprile 2009

Ferito e seminudo in un cabina: è grave

È stato trovato ferito e seminudo, privo di sensi, in una cabina elettrica ferroviaria vicino alla stazione Porta Nuova di Torino, all’altezza del ponte di corso Sommelier. Kostika Patariu, romeno di 44 anni regolarmente residente in Italia, è stato portato all'ospedale Molinette dove è ricoverato in rianimazione, in coma farmacologico. Ha perso molto sangue e le sue condizioni sono gravi: tre ferite, all'addome e al torace, sono particolarmente profonde. Ha anche un trauma cranico. Gli inquirenti ritengono che possa essere stato vittima di una violenta aggressione. Potrebbe essere stato colpito con un rastrello: l'attrezzo era dentro la cabina, sporco di sangue.

fonte: il Corriere della Sera

Croato ucciso a picconate a Varese

Jacopo ha parla­to, Andrea no. Jacopo ha am­messo di fronte al gip Giusep­pe Battarino di avere ucciso a picconate Dean Catic. Andrea si è avvalso della facoltà di non rispondere. E’ l’esito degli inter­rogatori di ieri, in carcere, per i due autori, di 20 e 18 anni, del delitto di Dean, 17 anni , pia­strellista di origine croata. Vare­se è una città sotto choc e gli studenti sfogano la loro rabbia nei forum di Facebook. Ce ne sono già due, con 1200 iscritti: scrivono ragazzi di tutte le scuole, piangono, si disperano, e raccontano di una generazio­ne di ragazzini che all’improvviso sembra aver perso l’inno­cenza, di fronte a una città «tra droga e coltelli è diventata dav­vero uno schifo». Parlano tutti, scrivono amici delle vittima, e anche amici degli assassini. Raccontano di Dean «ragazzo con tanti pregi e tanti difetti», ma anche del Bak (Bacchetta) e del Mera (Merani): «Erano tut­ti e tre bravi ragazzi e solo chi li conosce sa che è vero». La rete esprime un dolore collettivo spontaneo, come mai era successo prima, esiste già una proposta di fiaccolata. A Bobbiate, il quartiere della vittima, in chiesa questa sera al­le 20,30 ci sarà una messa per Dean, ma adesso la palla passa alle scuole, che nelle ore succes­sive alla scoperta del delitto era­no chiuse. Ed è probabile che i professori saranno investiti già da questa mattina da una pro­blema di rielaborazione di un lutto.

La gioventù perduta di Jaco­po Merani e Andrea Bacchetta è finita anche nei verbali delle gip di Varese, Giuseppe Battari­no. In particolare, Merani ha cercato di ripetere la confessio­ne resa l’altra notte. Al termine del colloquio, il suo avvocato, Fabio Ambrosetti, ha difeso il ragazzo: «Jacopo ha reso una piena confessione – spiega il le­gale – e ha aggiunto alla rico­struzione anche altri particola­ri che non aveva avuto il tem­po di riferire in questura. Cre­do abbiamo cominciato a ren­dersi conto che è accaduto qualcosa di grave, si è preoccu­pato per la madre e la sorella, mi ha parlato di un senso di col­pa verso i suoi cari e verso la vittima. Mi è sembrato molto provato da questa esperienza».

I primi segnali di umanità di Jacopo devono però essere va­lutati dal giudice. Andrea Bac­chetta è stato zitto. Ma dietro al suo silenzio c’è una mossa di tattica processuale, la difesa non ha avuto tempo di sentirlo e deve organizzarsi. Intanto chiede i domiciliari per il ragaz­zo: «Nei prossimi giorni - spie­ga l’avvocato Alberto Caleffi – valuteremo se farlo parlare con una istanza spontanea. Abbia­mo invece sollevato delle ecce­zioni sul fermo di polizia e sul­­l’arresto, abbiamo fatto richie­sta di domiciliari e se ce li ne­gheranno faremo ricorso al rie­same». La difesa del secondo aggres­sore punta a diminuire la re­sponsabilità di Bacchetta. «Lui non ha materialmente sferrato alcun colpo» dice il legale, l’or­dinanza del gip sarà depositata questa mattina. Intanto, è ricomparso il mo­torino della vittima: un Phantom azzurro che il giova­ne aveva parcheggiato in una via di Varese perché rimasto senza benzina. Lo hanno trova­to dei ragazzi.

fonte: Il Corriere della Sera

Milano: un brasiliano picchiato da 5 italiani e un serbo aggredito da un altro italiano

Sempre l’altra sera ci sono state al­tre due risse. La prima è accaduta al­le 6.30 davanti alla discoteca Hol­lywood: un brasiliano è stato picchia­to da cinque italiani . La seconda alle 13,30 al Cimitero Monumentale: un italiano ha aggredito un serbo per gelosia spalleggiato da una donna. Sono stati tutti arrestati.

fonte: Il Corriere della Sera (e questo è tutto quello che si trova in rete sull'argomento)