perchè questo blog?

L'Italia è diventata da anni paese di immigrazione ma da qualche tempo si registra un crescere di fenomeni di razzismo. Dopo la morte di Abdul, ucciso a Milano il 14 settembre 2008, ho deciso che oltre al mio blog personale avrei provato a tenere traccia di tutti quei fenomeni di razzismo che appaiono sulla stampa nazionale. Spero che presto questo blog diventi inutile...


giovedì 25 febbraio 2010

I medici devono resituire i soldi che hanno preso per curare stranieri in attesa del permesso di soggiorno, in Lombardia

Mi è appena arrivato un comunicato della CGIL di Milano:

E' odioso e inqualificabile quanto messo in atto dall'Assessorato alla Sanità della Regione Lombardia e dall'Asl Milano. Si chiede ai medici di famiglia e ai pediatri di restituire i compensi incassati per visite agli "extracomunitari" con permesso soggiorno scaduto o in fase di rinnovo.


Premetto che già il governo nazionale con la norma "denuncia il clandestino in ospedale" aveva iniziato ad attentare alla salute pubblica spingendo lontano dalla cure mediche una parte della popolazione creando anche rischi per la salute di tutti, vedi il caso tubercolosi di qualche mese fa. Ora, sugli "extracomunitari" con permesso di soggiorno scaduto possiamo discutere, ma la cosa assurda è per quelli in fase di rinnovo.

Per i non avvezzi alla materia, per rinnovare un permesso di soggiorno si deve andare in posta un mesetto prima della scadenza del permesso, compilare un paccone di documenti e spedirli. Un addetto delle poste, prima della chiusura della busta controlla che ci siano tutti i documenti, compreso il contratto di lavoro. Se si è fortunati dopo 7-8 mesi si viene avvisati che il proprio permesso è disponibile in questura. In tutto questo periodo fa fede la ricevuta rilasciata dalla posta.

Chi è in attesa di rinnovo è una persona REGOLARMENTE in Italia, che lavora REGOLARMENTE, e paga le tasse REGOLARMENTE. Evidentemente però non può ammalarsi per 7-8 mesi, secondo la Regione Lombardia. Potrà farlo nei restanti 4-5 mesi prima di dover nuovamente rinnovare il permesso di soggiorno.

E questo vale anche per i loro figli. Meno fortunati i figli degli immigati irregolari, loro non possono ammalarsi mai, poichè i pediatri non sono rimborsati dalla Regione per il tempo che dedicano loro.

Alla faccia della Costituzione, ecco una bella misura anti-crisi Made in Formigoni.

fonte: ilKuda

mercoledì 24 febbraio 2010

Truffa ai danni dei richiedenti asilo. Il centro di Cassibile nella bufera

Una truffa ai danni di 430 richiedenti asilo. È quanto si ipotizza dopo che un’inchiesta coordinata dal procuratore di Siracusa Ugo Rossi ha portato all’arresto dell’avvocato Pierluigi Spadafora, presidente dell’associazione Ponte sul Mediterraneo Onlus, a cui era affidata la consulenza legale per i migranti del Centro di Accoglienza di Cassibile (Siracusa), gestito dall’Associazione Alma Mater, e di due collaboratrici.

I reati contestati sono associazione a delinquere finalizzata alla commissione di falsi per l’ottenimento di titoli di soggiorno e falsi materiali in atto pubblico solo per le collaboratrici. Secondo l’accusa, l’Alma Mater indirizzava le pratiche legali degli immigrati alla Ponte sul Mediterraneo, che avviava i ricorsi e otteneva “la liquidazione di ingenti somme di denaro attraverso il riconoscimento del gratuito patrocinio”.

“Si ipotizza una vera e propria truffa ai danni di 430 richiedenti asilo – denunciano Anna Bucca, presidente Arci Sicilia e Filippo Miraglia, responsabile immigrazione Arci - che, affidatisi all’associazione presieduta dall’avv. Spadafora, legata ad Alma Mater, hanno incaricato i legali di seguire la procedura per il riconoscimento dello status di rifugiato, salvo scoprire che i “legali” non hanno fatto niente di quanto dichiarato, incassando ingenti cifre e lasciando senza alcuna copertura giuridica i migranti”.

fonte: Affaritaliani

martedì 23 febbraio 2010

Un asilo comunale per soli cristiani

Il regolamento, all'articolo 1, pone come condizione per iscrivere il figlio all'asilo l'accettazione di una sorta di preambolo religioso: la provenienza da una famiglia cattolica o cristiana, escludendo di fatto molte famiglie di immigrati di diverso orientamento religioso.


Goito, provincia di Mantova. Ora solo il 37% della popolazione è cristiana praticante (ed essere cristiana non praticante è un ossimoro).

Ora il regolamento è nettamente anti-costituzionale e verrà cancellato. Ci vorrebbe un norma che obblighi a pagare ingenti risarcimenti ai politici che approvano leggi e regolamenti chiaramente contro la Costituzione così elimineremmo una serie di iniziative colorite ma inutili e razziste.

fonte: ilKuda

Vasto, espulsa una ragazza russa. Aveva un lavoro regolare e viveva in Italia da 12 anni

E' successo a Vasto, e la protagonista è una ragazza russa. E' uscita di casa per andare dai carabinieri. Il giorno precedente era stata trovata senza il talloncino dell'assicurazione esposto: voleva capire come risolvere il problema, ma il problema si è improvvisamente aggravato.

Nell'ufficio si sono accorti che il suo permesso di soggiorno era scaduto, ed in quel momento si è accorta che per lo Stato italiano lei era considerata una criminale, e come una criminale è stata trattata. Non è importato a nessuno che lavorasse regolarmente in Italia da dodici anni, non è importato a nessuno che fosse regolarmente assunta, non è importato a nessuno dei suoi dodici anni di contributi generosamente donati allo Stato italiano, non è importato a nessuno che in Italia avesse degli affetti, degli amici, che in Italia fosse la sua vita. E' stata trattenuta dalle 10 del mattino alle sette di sera, è stata accompagnata a casa per "consentirle" di fare una veloce valigia, è stata trasportata in uno di quei posti che lo Stato italiano chiama centri di identificazione ed espulsione, ma che in realtà sono carceri sovraffollati, dove le persone vengono trattate ai limiti della umana decenza. Dopo neanche dieci giorni, e prima ancora che il suo ricorso fosse discusso è stata presa e rispedita nel suo Paese. Così a noi che non l'abbiamo neppure potuta salutare, non rimane che indignarci e riflettere sulla deriva che il nostro paese ha preso. Un governo che è forte con i deboli e debole con i forti. Un governo che preferisce insieme al suo apparato mediatico, creare paure e non affrontare problemi. Un governo che nulla ha fatto per regolarizzare quegli immigrati che sono entrati in Italia prima della legge Bossi-Fini favorendo la clandestinità e chi lucra sulla clandestinità, un governo che preferisce introdurre il reato di clandestinità piuttosto che regolare le entrate degli immigrati. Noi ci chiediamo come sia possibile ignorare i princìpi che tutelano la dignità dell'essere umano, ci chiediamo come possa passare sotto silenzio questa storia, che non ha trovato spazio sui giornali locali e di cui si è occupato solo un blog (semidiceviprima.com), ci ribelliamo all'assopimento che tentano di imporci e alziamo la voce davanti a queste ingiustizie, sperando di essere il sassolino che fa cadere una valanga.

fonte: Indymedia

lunedì 22 febbraio 2010

Radio Padania: "Purtroppo gli immigrati conoscono la legge e non si lasciano trattare come noi vorremmo"

Leggi e ascolta su L'anticomunitarista

Milano, romeno ucciso con 17 fendenti mentre fuggiva

E' stato colpito con 17 coltellate, di cui solo una o due mortali, Mihai Bouzduka il 25enne romeno trovato agonizzante intorno alle 5.50 di questa mattina a meno di un centinaio di metri dall'ingresso della discoteca Club 71 (ex Mosquito) di via Toffetti, in zona Corvetto a Milano. L'uomo è stato raggiunto da un paio di fendenti al costato sinitro e poi da una quindicina alla schiena, segno evidente di un'aggressione compiuta mentre l'uomo stava fuggendo. Contrastanti le versioni fornite dai testimoni ai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano che stanno svolgendo le indagini. L'uomo ha passato la serata nella discoteca insieme con dei suoi conoscenti (un suo connazionale, un italiano e una donna latinoamericana) quando, ubriaco, ha iniziato a litigare con almeno un uomo probabilmente per dei pesanti apprezzamenti rivolti a una ragazza. La lite stava per degenerare in rissa, quando i buttafuori del locale sono intervenuti e hanno allontanato la vittima accompagnandolo fuori dal locale intorno alle 5.15. Alcuni testimoni hanno descritto l'uomo che ha litigato con Bouzduka come un italiano o una persona originaria dell'Est europeo, altri come di un latinoamericano che era nel locale insieme con un gruppetto di suoi connazionali. Bouzduka, incensurato e senza fissa dimora che vive alla giornata facendo piccoli lavoretti nei cantieri e dorme di volta in volta nelle abitazioni di suoi connazionali, a questo punto rimane probabilmente davanti al locale fino a quando esce il suo aggressore o i suoi aggressori. Questo/i una volta usciti forse litigano e la vittima, capendo che la situazione si fa pericolosa, cerca di allontanarsi inseguito dal killer. Probabilmente Bouzduka si mette a correre ma viene raggiunto e colpito, fino a crollare in strada, faccia in aria, in fin di vita e in un lago di sangue, a circa un metro dal marciapiede quasi all'incrocio con via Sulmona, davanti a un cantiere e alle spalle della sede dell'Inps. Dal numero di coltellate inferte, gli investigatori non escludono che i killer possano essere più di uno. Di certo, in zona l'unica telecamera presente è quella che inquadra l'ingresso della discoteca e, a quanto è possibile apprendere, non ci sarebbero testimoni oculari dell'omicidio, commesso con molta probabilità con uno o più coltelli a serramanico che non sono stati al momento rinvenuti. Gli investigatori hanno ascoltato oggi in caserma 5-6 persone che ieri sera si trovavano nel locale.

fonte: Wall Street Italia

giovedì 18 febbraio 2010

Razzismo, sei giovani su 10 sono xenofobi

Con la globalizzazione cresce anche il razzismo? Sembrerebbe di sì, almeno secondo l'opinione degli giovani italiani. Nel nostro Paese oltre sei 18-29enni su 10 affermano che, negli ultimi anni, il livello di razzismo è aumentato. E sono, soprattutto i più giovani e gli uomini a dimostrare maggior chiusura e durezza rispetto alle diverse appartenenze.

E' la fotografia scattata dall'inchiesta "Io e gli altri: i giovani italiani nel vortice dei cambiamenti", uno studio che ha coinvolto oltre 2.000 ragazzi tra i 18 e i 29 anni, effettuato dall'istituto di ricerche SWG per la Conferenza dei Presidenti delle Assemblee Legislative delle Regioni e delle Province Autonome, che è stata presentata questa mattina a Montecitorio nell'ambito delle iniziative del nuovo osservatorio della Camera sui fenomeni di xenofobia e razzismo.

I giovani percepiscono un'Italia poco incline all'integrazione, poco pronta ad accogliere altre culture. E' addirittura il 63% dei 18-29enni a sostenere che l'intolleranza siano in crescita. E se per il 29% dei ragazzi e delle ragazze il livello di razzismo sembra essersi bloccato, preoccupa che solo un esiguo 8% percepisca, invece, una fase migliorativa e, quindi, una diminuzione di atteggiamenti ostili nei confronti del diverso.

Ma quali i maggiori autori in fatto di discriminazione? Gli unici a salvarsi, in termini di integrazione, sono gli anziani. Per gli under 29, solo l'8% degli italiani più 'maturi' dimostra, infatti, una maggior tolleranza. Gli atteggiamenti razzisti sono, invece, molto diffusi tra i ragazzi. La maggioranza degli interpellati (60%), attribuisce, infatti, ai giovani le forme di rifiuto più dure nei confronti delle altre appartenenze. Un po' piu' tolleranti appaiono le persone di mezza eta', tra cui è il 28%, secondo i giovani intervistati, a dimostrare comportamenti razzisti. Quando si parla di atteggiamenti discriminatori, il gentil sesso non appare così gentile agli occhi di tutti: il 44% dei 18-29enni sostiene, infatti, che i comportamenti razzisti siano trasversalmente diffusi tra donne e uomini.

E se solo una quota minoritaria (4%) riconosce nell'universo femminile la maggior diffusione di discriminazione, l'intolleranza piu' radicata e convinta emerge dal mondo maschile: ad esserne convinta la gran parte dei giovani del Bel Paese (52%)- L'osservatorio sul razzismo si è spinto a fondo per cercare di individuare anche le motivazioni che spingono ad avere atteggiamenti xenofobi. Secondo le ragazze e i ragazzi italiani, i fattori determinanti, quelli che maggiormente contribuiscono a generare discriminazioni verso gli immigrati, sono in primis il numero di extra-comunitari che delinque e l'esistenza di stereotipi negativi sul alcune etnie o popoli.

"ODIANO" ROM, ROMENI E ALBANESI - Se rom e sinti, romeni e albanesi sono i popoli più “antipatici” e “odiati” dagli under 30 otaliani, in fondo alla classifica di quelli più amati con un 40% di voti, europei, statunitensi e sudamericani sono quelli più “simpatici” (90%). Male anche tossicodipendenti, turchi e musulmani, mentre pochi pregiudizi nei confronti di omosessuali, poveri ed ebrei. Nel mezzo ci sono, in ordine di preferenza, sudafricani, filippini, indiani e bengalesi (considerate etnie meno “aggressive”), mentre non se la passano troppo bene né i mediorientali né chi proviene dalla ex-Yugoslavia. Destano invece apprensione e allarme cinesi, maghrebini e russi. Ecco come i ragazzi vedono la diversità nella ricerca “Io e gli altri: i giovani italiani nel vortice dei cambiamenti” realizzata dagli istituti Swg di Trieste e Iard Rps di Milano e voluta dall’Osservatorio della Camera dei deputati sui fenomeni di xenofobia e razzismo in collaborazione con la Conferenza dei presidenti delle assemblee legislative delle regioni e delle province autonome.

fonte: AffarItaliani

Milano/ Sgomberato campo rom

Sgombero dell'area occupata nelle vicinanze di via Boffalora, in zona Barona. I carabinieri, in una trentina, sono intervenuti questa mattina all'alba per allontanare circa trenta romeni.

fonte: AffarItaliani

domenica 14 febbraio 2010

« A Palazzago [Bg] un «bonus bebé» anti-immigrati

Un bonus di 258 euro per i nuovi nati. E’ l’ennesima iniziativa razzista presa da un altro comune a maggioranza leghista. Si tratta di Palazzago, in provincia di Bergamo, dove è scoppiata la polemica sul regolamento che assegna un contributo per i nuovi nati e per i minori adottati, escudendo i figli di genitori che non hanno la cittadinanza italiana.

I requisiti per ricevere l’assegno prevedono infatti la residenza del neonato nel Comune, la cittadinanza italiana di almeno un genitore [o la presentazione di formale richiesta di cittadinanza] e la residenza nel Comune da almeno un anno di almeno un genitore al momento della nascita.

«Il regolamento è illegale perché fortemente discriminatorio» denuncia oggi su L’Eco di Bergamo il consigliere di minoranza Roberto Pogna, della lista civica «Per Palazzago». La battaglia è portata avanti anche dalla Cgil e dall'Associazione studi giuridici sull’immigrazione [Asgi], che per un caso analogo hanno già portato il Comune di Brescia in tribunale, costringendolo alla marcia indietro.

fonte: Clandestino

Delitto in strada, egiziano ucciso E' guerriglia urbana in via Padova

Una lite per qualche banale parola di troppo. Sfociata in un omicidio e in oltre quattro ore di totale follia, di rivolta, devastazione e caccia all’uomo in via Padova, periferia Nord-est di Milano ad altissimo tasso di immigrazione. Ed è proprio uno scontro razziale causa e conseguenza della morte di Ahmed Abdel Aziz el Sayed Abdou, un ragazzo di quasi vent’anni arrivato in Italia dall’E gitto. Morto accoltellato per mano, dicono le prime indagini, di una banda di sudamericani.

Il quartiere a ferro e fuoco. Per riprendere il suo cadavere, per rabbia, per insofferenza ai vigili e alla polizia un centinaio di suoi connazionali hanno messo a ferro e fuoco il quartiere, rovesciando auto, spaccando vetrine, gridando in arabo frasi minacciose anche nei confronti degli italiani. Italiani che a loro volta, dalle finestre dei palazzi, hanno lanciato oggetti e insulti al passaggio della massa di giovani, giovanissimi nordafricani.

L'omicidio. Poco prima delle 17,30 Ahmed — che venerdì aveva ottenuto il permesso di soggiorno e lavorava come pizzaiolo da due anni — era a bordo di un autobus con altri amici: per motivi ancora da chiarire avrebbe iniziato a litigare con alcuni peruviani. I due gruppi sono scesi dal mezzo in via Padova, all’altezza del numero civico 80, e lì sono spuntati i coltelli. Ahmed è stato ferito al torace: una ferita profonda, che ne ha causato la morte quasi immediata. Altri due giovani sono stati feriti in modo più lieve dalla banda che è riuscita a scappare, mentre la strada iniziava a capire quello che era successo.

La rivolta. Dal racconto dei testimoni in pochi minuti la via si è riempita di centinaia di egiziani e marocchini. Il corpo di Ahmed era lì, la polizia e i carabinieri stavano isolando la zona. I vigili — in un momento di gestione della piazza tumultuante — avrebbero bloccato il traffico agitando i manganelli contro i nordafricani che volevano riavere il corpo del loro connazionale (secondo la tradizione islamica, infatti, dovrebbe essere sepolto entro un giorno dalla morte) e chiedevano garanzie su dove sarebbero stati portati i due feriti. È in questi momenti che scoppia la rivolta: prima vengono lanciate contro i vigili le transenne usate per bloccare le vie, poi viene assaltato un bar di sudamericani proprio accanto al luogo dell’aggressione mortale, con vasi di cemento lanciati contro le vetrine e la gente terrorizzata all’interno.

fonte: Repubblica

sabato 13 febbraio 2010

"Vi racconto la mia vita da schiavo fra le cassette dell'Ortomercato"

Omar Hammoudi, 34 anni, algerino, in Italia da regolare dal 2002, è il primo lavoratore dell'Ortomercato di Milano che ha avuto il coraggio di denunciare i suoi sfruttatori e non ha paura di raccontare i suoi cinque anni da schiavo in via Lombroso. Nelle sue parole il racconto delle cooperative che aprono e chiudono per non pagare i contributi, i suoi giorni sui camion dopo 17 ore di lavoro.

leggi tutto su Repubblica

Campo vietato alla squadra romena esposto contro il sindaco leghista

Palla al centro, ma solo per i giocatori italiani. Anzi, veneti e residenti nel Comune. Il sindaco leghista di San Giorgio in Bosco Renato Roberto Miatello vieta ad una squadra di romeni iscritta al campionato amatori di giocare nel campo da calcio comunale: «Non vedo l'utilità di una formazione romena che non ha niente a che spartire con il territorio». Altre otto squadre giovanili - di italiani è chiaro - invece usano l'area sportiva. Ed è scoppiato un caso diplomatico. L'associazione «Alleanza romena», a cui fa capo la squadra di calcio, dopo una segnalazione in prefettura ieri ha chiamato in causa anche palazzo Chigi con un esposto all'Ufficio nazionale anti discriminazione razziali e al dipartimento per le Pari opportunità. Il presidente dell'associazione romena Adrian Teodorescu, punta l'indice sulle scelte del Comune di San Giorgio in Bosco e le bolla di «razzismo in chiave sportiva».

fonte: Corriere del Veneto

giovedì 11 febbraio 2010

Il Giornale attacca Lerner: è ebreo, perchè non si occupa di ebrei?

Il Giornale che fu di Montanelli non ha apprezzato la puntata di lunedì sera dell’Infedele, dedicata al Vaticano.
Non entro nel merito della questione. Non mi interessa.
Non è obbligatorio apprezzare Gad Lerner. Io, per esempio, qualche volta lo apprezzo, qualche volta no.
Ma ho fatto un vero salta sulla sedia, quando nell’articolo del codirettore Sallusti ho letto queste parole, riferite al giornalista:

"Il giornalista, come noto, non è cattolico. È di religione ebraica e non si è mai sognato di imbastire una puntata simile a quella di lunedì sera sul più grande scandalo finanziario degli ultimi anni, quello che ha visto come protagonista Bernard L. Madoff, ebreo, recentemente condannato a 150 anni di carcere negli Stati Uniti per aver truffato 500 miliardi di dollari a investitori di tutto il mondo".

Insomma, secondo Salusti, Lerner, in quanto ebreo, dovrebbe occuparsi solo di ebrei.
So che il Giornale ha tanti ammiratori e so anche che non ha mai avuto atteggiamenti antisemiti.
Ma questa frase ha dell’incredibile.
Potevano dire a Gad Lernere che la sua trasmissione era sbagliata dal punto di vista giornalistico, omissiva e faziosa.
E infatti lo hanno fatto.
Dire però che Gad Lerner, in quanto ebreo, prima di parlare delle cose dei cattolici, dovrebbe preoccuparsi di quelle degli ebrei, non solo è un’argomentazione risibile, è un atto ignobile.
Spero solo che il Giornale lo abbia fatto solo per foga polemica.
So per certo che chi ha scritto quell’articolo non se ne è pentito affatto.
Ieri sera a Tetris, presente Gad Lerner, Sallusti continuava ad essere fiero della sua trovata.
Grande imbarazzo in tutti i presenti, Lerner compreso.

fonte: Agoravox

mercoledì 10 febbraio 2010

MMIGRATI: SGOMBERO EDIFICIO GIORGINO, PRESIDIO RETE ANTIRAZZISTA

La rete antirazzista cagliaritana si oppone allo sgombero di un centinaio di senegalesi dall’ex edificio industriale Emsa di Giorgino, a Cagliari, cominciato ieri. Un’ordinanza del sindaco Emilio Floris impone agli abitanti, che ci vivono da una decina d’anni, di lasciare il caseggiato, destinato a essere restituito al consorzio industriale Cacip per la successiva demolizione.

Secondo la Rete, che - con un tam tam via internet- ha promosso per oggi dalle 18.30 un presidio a oltranza davanti all’edificio, non c’e’ alternativa per gli sgomberati: soltanto una minima parte trovera’ posto in appartamenti in affitto trovati dai servizi sociali del comune attraverso la Caritas. “Per tutti gli altri l’alternativa e’ la strada”, sostiene la Rete antirazzista, giudicando lo sgombero “un’infamia motivata dalla speculazione edilizia e sostenuta con argomenti razzisti”.

fonte: Industriale-oggi

Avellino, bambino ucraino picchiato da coetaneo: "Sei straniero"

Brutto episodio di razzismo in un istituto nella provincia di Avellino. Un bambino di nazionalità ucraina sarebbe stato infatti picchiato questa mattina nei corridoi della scuola media di San Martino Valle Caudina da un suo coetaneo probabilmente perché «straniero». Una motivazione che, se verificata, peggiorerebbe l'atto di violenza già grave di per sé.

Il compagno lo avrebbe malmenato con violenza a suon di calci e pugni, tanto che inizialmente la vittima era stata ricoverata per precauzione presso l'ospedale Rummo di Benevento e poi per fortuna dimesso dopo esser stato adeguatamente medicato. Il bambino aggredito vive ormai da molti anni qui in Italia, insieme alla madre e alla nonna.

fonte: Barimia