perchè questo blog?

L'Italia è diventata da anni paese di immigrazione ma da qualche tempo si registra un crescere di fenomeni di razzismo. Dopo la morte di Abdul, ucciso a Milano il 14 settembre 2008, ho deciso che oltre al mio blog personale avrei provato a tenere traccia di tutti quei fenomeni di razzismo che appaiono sulla stampa nazionale. Spero che presto questo blog diventi inutile...


mercoledì 18 novembre 2009

La clausola «razziale» del decreto sul processo breve

Sulla proposta di processo breve si sono levate molte voci, più o meno contrarie. Oltre a tutte le considerazioni che sono state fatte sulla contraddittorietà di una legge che priverebbe migliaia di cittadini vittime di reato della possibilità di ottenere giustizia, c’è un altro aspetto che vogliamo evidenziare. Quello che tradisce la chiara ispirazione xenofoba della maggioranza parlamentare, che quella legge vorrebbe.Nel tentativo di scrivere una normativa presentabile, infatti, è stata espressamente esclusa la possibilità di prescrizione di tutti quei reati di grave allarme sociale, come quelli di mafia e di terrorismo. Ma nell’elenco dei reati esclusi, ecco comparire quello, appena approvato, di immigrazione clandestina, tanto caro alla Lega Nord.Qual è il messaggio che si vede in controluce? I cittadini devono temere i mafiosi, i terroristi e gli immigrati. L’equazione conseguente è chiara: l’immigrato irregolare come il grande criminale. La risposta a tutto ciò, viene dalla Corte Costituzionale, secondo cui la mancanza del permesso di soggiorno – ovvero la clandestinità - «non è univocamente sintomatica di una particolare pericolosità sociale» (sentenza n. 78/2007); e si critica l’affiorare di tendenze volte a «considerare le persone in condizioni di povertà come pericolose e colpevoli» (sentenza n. 519/1995). Pensiamo che la legge sul “processo breve” sia destinata a non vedere la luce: almeno nei termini finora prospettati. E confidiamo che, se invece dovesse accadere, non si aggiunga infamia a infamia, inserendo una clausola “razziale” discriminatoria. Sarebbe un ulteriore contributo a quella “produzione di intolleranza per via istituzionale” che è forse oggi il pericolo maggiore.

fonte: Unità

Un bianco Natale senza immigrati. Per le feste il comune caccia i clandestini

A Coccaglio la caccia ai clandestini si fa in nome del Natale. L'amministrazione di destra - sindaco e tre assessori leghisti, altri tre Pdl - ha inaugurato nel piccolo comune bresciano l'operazione "White Christmas", come il titolo della canzone di Bing Crosby, usato per ripulire la cittadina dagli extracomunitari.

Un nome scelto proprio perché l'operazione scade il 25 dicembre. E perché, spiega l'ideatore dell'operazione, l'assessore leghista alla Sicurezza Claudio Abiendi "per me il Natale non è la festa dell'accoglienza, ma della tradizione cristiana, della nostra identità". È così che fino al 25 dicembre, a Coccaglio, poco meno di settemila abitanti, mille e 500 stranieri, i vigili vanno casa per casa a suonare il campanello di circa 400 extracomunitari. Quelli che hanno il permesso di soggiorno scaduto da sei mesi e che devono aver avviato le pratiche per il rinnovo. "Se non dimostrano di averlo fatto - dice il sindaco Franco Claretti - la loro residenza viene revocata d'ufficio".

L'idea dell'operazione intitolata al Natale nasce dopo l'approvazione del decreto sicurezza che dà poteri più incisivi al sindaco, che poi chiede ai suoi funzionari di verificare i dati dell'Anagrafe sugli stranieri. Nel paese, in dieci anni, gli extracomunitari sono passati dai 177 del 1998 ai 1562 del 2008, diventando più di un quinto della popolazione. Con marocchini, albanesi e cittadini della ex Jugoslavia tra i più presenti. "Da noi non c'è criminalità - tiene a precisare Claretti - vogliamo soltanto iniziare a fare pulizia".

fonte: Repubblica

Aiuto alla famiglia di un immigrato: la Lega protesta col Comune

Una spesa di 500 euro, per aiutare la famiglia di un immigrato morto all’improvviso per far rientrare la salma nel paese d’origine. Una scelta che non è piaciuta, quella del Comune di Cortenuova, al gruppo consigliare della Lega Nord, che ha protestato con forza, distribuendo in paese un volantino, in ogni cassetta della posta. La vicenda risale all’estate scorsa, ma la Lega ha protestato, solo negli ultimi giorni, dopo aver fatto il punto della situazione sulle spese del Comune (apri e scarica il volantino leghista, riprodotto nella foto a fianco).
Ad agosto un cittadino nigeriano, che per anni aveva vissuto a Cortenuova, è morto all’improvviso, a causa di un infarto. Da pochi mesi si era trasferito da Cortenuova a Cortenuova sopra, frazione di Martinengo: uno spostamento di un paio di chilometri, ma da un Comune ad un altro.
“Quel nostro caro concittadino è scomparso all’improvviso – racconta il sindaco Gianmario Gatta - per anni aveva vissuto a Cortenuova, da artigiano aveva lavorato anche per il Comune, suo figlio era, e forse è ancora, nella squadra di calcio del paese. Quando il padre è scomparso la famiglia, quasi spontaneamente, è venuta a rivolgersi a noi, perché riconosceva ancora nel Comune di Cortenuova il suo Comune. Non abbiamo avuto problemi a erogare 500 euro per il rimpatrio della salma, riconoscendo il “ruolo avuto nella comunità di Cortenuova da quel cittadino, anche se non più residente”.
“Inoltre - prosegue il primo cittadino - essendo la situazione della famiglia molto difficile economicamente, con un mutuo da pagare che solo la persona scomparsa riusciva a coprire, ci è stato chiesto cortesemente se poteva concedere per una sera l’utilizzo di una sala comunale, dove la famiglia, i parenti e i conoscenti avrebbero avviato una sottoscrizione per garantire finanziariamente le spese funebri, e un po’ di tranquillità alla famiglia. L’abbiamo fatto, dando l’aula consiliare per un’oretta, d’estate. Tutto qua”.
Per la Lega una scelta “assurda”: “Dico che secondo me la scelta del Comune è fuori dal comune – commenta il consigliere comunale del Carroccio Giorgio Rizzi (nella foto) -. Voglio inoltre sottolineare che hanno protestato tutte le minoranze, la Lega, il Pdl e la lista civica Cortenuova da vivere. La persona morta non era più residente a Cortenuova, e forse doveva occuparsene il Comune di Martinengo (dove da giugno governa la Lega Nord, ndr). Poi, sinceramente, che si presti la sala consigliare per far partire una sottoscrizione di valenza solo privata davvero facciamo fatica a capirlo. Per questo motivo abbiamo distribuito un volantino in cui denunciamo il contributo di 500 euro e la trasformazione della sala comunale quasi in luogo di preghiera”.

fonte: Bergamonews via Marcello Saponaro

Diciassettenne si impicca in bagno nel carcere minorile a Firenze

Avrebbe compiuto 18 anni tra qualche giorno. Dietro le sbarre. Ma, schiacciato da una detenzione che non sopportava più, ha deciso di farla finita e si impiccato. La vittima è un giovane marocchino detenuto nell'istituto penale minorile Meucci di Firenze. Era arrivato lì da poco tempo. Le forze dell'ordine lo avevano sorpreso a Lucca mentre cercava di rubare. Tentato furto era l'accusa per cui era detenuto: il processo era stato fissato per il 23 novembre prossimo.

Una storia di solitudine e di disagio profondo quella del giovane venuto dal Magreb e finita in un penitenziario. "Era solo ed aveva bisogno di un altro tipo di assistenza", rivela Franco Corleone, garante dei diritti dei detenuti del Comune di Firenze. Forse gli addetti non hanno capito il suo disagio, così come i suoi compagni di cella non hanno intuito che qualcosa di tragico si stava consumando a un metro da loro. E tra chi si occupa di giustizia minorile ora c'è sconforto e dolore.

Sono le 18, è il momento della doccia. Tocca al giovane marocchino: poche parole con gli altri tre detenuti e l'ingresso nel bagno. Il ragazzo ha già deciso tutto: porta con sè un lenzuolo lo bagna, lo arrotola, lo lega stretto alle sbarre della finestra del bagno. Poi apre l'acqua della doccia, forse per coprire eventuali rumori: sale su una scarpiera, si lega il lenzuolo al collo, si lascia cadere e muore impiccato.
Il giudice non lo vedrà, mentre della sua vicenda si sta già interessando il sostituto procuratore della repubblica di Firenze Tommaso Coletta.

fonte: Repubblica

martedì 17 novembre 2009

Milano/ Sicurezza, è scontro Lega-Pdl sui campi rom

Un "piano a tendere" per portare il numero dei nomadi in citta' "sotto i mille da qui al 2011". E' stato oggetto dell'incontro da poco concluso a palazzo Marino fra il sindaco, Letizia Moratti, e i vertici della maggioranza. "Abbiamo presentato il piano d'azione e i risultati raggiunti finora", ha spiegato Moratti al termine della riunione. Presenti all'incontro il coordinatore del Pdl e ministro della Difesa, Ignazio La Russa, i responsabili cittadini del Pdl, Luigi Casero e Maurizio Lupi, il presidente della Provincia Guido Podesta', il capodelegazione della Lega in Regione, Davide Boni, il capogruppo in Comune, Matteo Salvini, il vicesindaco, Riccardo De Corato. Il sindaco ha spiegato che "ci sara' un alleggerimento sostanziale su tutti i campi" e "l'obiettivo, che sicuramente raggiungeremo, e' quello di arrivare a meno di mille persone, ampiamente al di sotto di mille".

Intanto "i risultati raggiunti mostrano dei numeri positivi. Per il numero di persone nei campi regolari c'e' una diminuzione da 2mila a 1.300, dal 2006 al novembre 2009. E poi c'e' un piano a tendere che li portera' sotto i mille da qui al 2011. Abbiamo illustrato tutti i dati relativi agli sgomberi, che ad oggi sono 164, con un alleggerimento complessivo anche delle presenze degli irregolari che sono diminuite in maniera molto significativa". Per Moratti "e' un piano di lavoro che richiede un grande impegno e una grande coesione con le altre istituzioni del territorio e con il governo, ed era quindi importante avere una riunione per poter illustrare il lavoro svolto finora e condividere le prospettive per il lavoro ancora da svolgere".

Il progetto finale e' quello di chiudere tutto, perche' avere campi stanziali, in cui per la gente abita per 30 anni, non e' nella nostra cultura e nella nostra strategia. Anche un campo come quello di Triboniano". Lo ha detto il capodelegazione della Lega in Regione, Davide Boni, al termine del vertice di maggioranza con il sindaco, Letizia Moratti, sul tema dei campi rom. "L'idea - ha detto Boni - e' quella di avere uno smantellamento totale dei campi rom. L'idea del campo rom e' un'idea che non ha senso. Si prosegue in questa direzione in completo accordo con l'amministrazione comunale".

Riguardo alla posizione espressa dal capodelegazione della Lega in Regione, Davide Boni, Moratti ha detto che l'"azzeramento dei campi rom" indicato dalla Lega "è un sogno. I numeri stanno dimostrando una sostanziale riduzione e anche gli sgomberi sono significativi in questo senso: noi venivamo da una situazione in cui precedentemente erano stati fatti tre sgomberi, noi ne abbiamo fatti 164 dal 2006 ad oggi". Riguardo alle risorse a disposizione, Moratti ha precisato che "i fondi del ministero sono di due tipi": un fondo chiesto dal tavolo per la sicurezza presieduto dal prefetto che "il ministero ha già approvato, 12 milioni per l'alleggerimento dei campi", e un secondo. "Abbiamo fatto un'altra richiesta, anche questa di circa 12 milioni, per la messa in sicurezza di quelle aree che rappresentano un potenziale rischio per l'insediamento dei rom. La richiesta è stata inoltrata al tavolo per la sicurezza ma non è stata ancora deliberata dal ministero".

fonte: Affaritaliani

Violenze sulle donne migranti fuori e dentro i Cie: un dossier di Noi non siamo complici!

E' finalmente possibile scaricare in pdf, dal blog noinonsiamocomplici, il dossier sulle violenze fuori e dentro i Cie contro le donne migranti . Scaricate, stampate, diffondete ...

via Marginalia

lunedì 16 novembre 2009

Cliente uccide prostituta a Bologna

Una prostituta rumena di 22 anni è stata uccisa a coltellate a Bologna durante la notte ed è già scattato l'arresto di un cliente italiano, che ha confessato l'omicidio. A raccogliere la donna in via delle Serre, alla periferia ovest della città, una ambulanza del 118. La donna aveva numerose coltellate all'addome e alla schiena ed è morta durante il trasporto all'ospedale Maggiore. Ad avvertire il 118, per mandare un'ambulanza sul posto, ma anche la polizia, è stato un amico della vittima, un bolognese di 60 anni che stava dormendo. Era stato chiamato al telefono dalla donna attorno alle 5. La prostituta gli aveva gridato «aiuto, aiuto, sto male». La ragazza al momento dell'aggressione era vestita ed aveva con sè i documenti, gli oggetti personali ed il portafoglio.

ARRESTATO IL CLIENTE OMICIDA - Non contento della prestazione sessuale ha chiesto i soldi indietro e al rifiuto della ragazza l'ha uccisa. È maturato così l'omicidio di una prostituta romena di 22 anni uccisa a coltellate nella notte tra sabato e domenica in zona Borgo Panigale, alla periferia di Bologna. È stato un cliente occasionale ad ammazzare la donna sposata e madre di un bambino di 2 anni che vive con il resto della famiglia in Romania. Verso le 4 di stamattina, incalzato dalle domande degli inquirenti, Francesco Stagnitto, 24enne incensurato di Mussomeli, in provincia di Caltanissetta, ha confessato. Ha ammesso di avere ucciso la donna al culmine di una lite. L'omicida verso la mezzanotte di sabato ha riaccompagnato la fidanzata nella sua abitazione di Loiano, sull'appennino bolognese.

fonte: Corriere della Sera

domenica 15 novembre 2009

La polizia rastrella anche a Sicignano

Sicignano degli alburni. Sono arrivati ieri mattina con alcuni blindati e un pullman a finere il lavoro iniziato mercoledì mattina a San Nicola Varco. Così le forze dell'ordine hanno "bussato" alla porta di Palazzo Belvedere e hanno sgomberato gli ospiti del sindaco Alfonso Amato. Portando via 27 irregolari per i controlli.
Il primo cittadino infatti si era reso disponibile ad ospitare, nonostante la contrarietá di una parte della popolazione locale scesa in piazza in trecento per chiedere la modifica dell'ordinanza, circa una sessantina di immigrati nord africani. Loro, gli extracomunitari, avrebbero dovuto lasciare il paese alla mezzanotte di sabato ma il conto alla rovescia è scaduto ieri, in serata gli ultimi marocchini immigrati sono andati via.
La loro permanenza a Sicignano non è stata vista di buon occhio neanche dal Prefetto Sabatino Marchione. Ieri, infatti, a mezzogiorno le forze dell'ordine si sono dirette in carovana nel piccolo borgo. Palazzo Belvedere, l'area interessata, è stata circondata dai militari: in quel momento gli immigrati si trovavano all'esterno della struttura in compagnia di alcuni volontari che nelle ultime ore gli hanno offerto abiti e un piatto caldo. Anche loro sono stati identificati.
«Volevamo riprendere quello che stava accadendo con i nostri cellulari per avere una prova dell'irruenza con la quale si sono rivolti ma siamo stati bloccati anche noi, ci hanno fatto allontanare dalla struttura e poi ci hanno identificato», ha denunciato uno di loro. La zona è stata completamente bloccata al traffico, neanche ai vigili urbani è stato permesso il passaggio. In pochi minuti è sembrato di assistere ad un piccolo assetto di guerra. I celerini hanno ordinato a tutti di rientrare nella struttura ma uno di loro ha tentato il tutto per tutto dandosi alla fuga.
Ha iniziato a correre, dietro di lui altri poliziotti, ha attraversato parte di un bosco alle spalle della struttura comunale, si è calato lungo una piccola scarpata di fango e si è nascosto sotto un ponte. La caccia all'uomo è durata poco. I carabinieri, anche loro presenti al blitz, lo hanno individuato e fermato. Subito dopo sono stati divisi in più stanze, come ci ha raccontato Azhzair, 24 anni, marocchino regolare. «A tutti è stato chiesto di spogliarsi per la perquisizione - racconta - Ci hanno strattonato, insomma un inferno».

fonte: La Città

venerdì 13 novembre 2009

Prescrizione, una legge razzista

Truffatori, evasori, ricettatori, corrotti avranno la certezza dell'impunità. Gli immigrati irregolari, invece, no.

Con il disegno di legge sulla prescrizione presentato dal governo, l'Italia fa un ulteriore passo indietro nel suo cammino verso l'inciviltà. Il provvedimento è composto da tre articoli. Il terzo è il più devastante: prevede che, trascorsi due anni a partire dal rinvio a giudizio, il processo si estingua se non si arriva all'emissione della condanna, per i reati inferiori ai dieci anni. Ghedini e soci bloccano così i tempi del processo a sei anni: due per il primo grado, due per il secondo, due per il terzo. Se in ognuna di questa tre fasi il giudice sfora il limite dei due anni senza emettere sentenza, il processo muore.

Il principio è giusto, e obbedisce alla richiesta di tempi ragionevoli per l'azione penale inoltrata dall'Unione Europea. Per il milione e mezzo di processi arretrati Bruxelles ci ha punito nel 2008 con 25 milioni di euro di multa. Ciò che è sbagliato la soluzione. In Italia il 70 percento dei reati ha pene inferiori ai dieci anni. I processi per reati contro la pubblica amministrazione, dalla corruzione alla concussione all'abuso, i reati societari e finanziari (non la bancarotta che ha una pena superiore ai 10 anni), ma anche l'usura e l'estorsione moriranno. Sono già morti quelli iniziati più di due anni fa. Significa che Berlusconi è salvo. E gli imputati per i processi Cirio, Parmalat, Eternit, Thyssen, anche. Il clandestino che commette un furto verrà invece condannato. Perchè il ddl esclude dalla prescrizione tutti i reati commessi da immigrati irregolari.

Perchè il furto di una mela da parte di un clandestino, essendo escluso dalla prescrizione, dovrebbe essere equiparato a reati di grave allarme sociale, come l'associazione a delinquere, o il terrorismo? Lo chiediamo all'avvocato Alessandra Ballerini, da sempre in prima fila per la difesa dei diritti degli immigrati. "Perchè in questo Paese la legge non è uguale per tutti. O meglio, perchè la legge per qualcuno è 'più uguale' e per qualcuno lo è meno. Questo provvedimento ha nella sostanza la stessa ispirazione del pacchetto sicurezza, che ha introdotto il reato di clandestinità. Si intende reprimere e penalizzare il clandestino solo perchè non ha permesso di soggiorno, in nome di una sicurezza tanto sbandierata ma per raggiungere la quale si adottano provvedimenti esclusivamente finalizzati a punire l'immigrato. Risolto il problema immigrazione, risolta l'equazione clandestino-criminale, pare che in Italia davvero non esistano altri problemi. Se passa questa legge uno dei principi fondamentali della nostra Costituzione, riceverà una nuova spallata. O l'articolo si applica a tutti o a nessuno. E' normale che la richiesta di non includere i reati commessi dai clandestini nella legge sulla prescrizione provenga dalla Lega. Non so davvero come commentare tale legge. Il reato penale, ovvero la possibilità di essere giudicati dovrebbe costituire un deterrente. So che vengo punito perchè rubo una mela. Allora mi sforzo di non rubarla. Ma se vengo punito solo perchè esisto, e non ho avuto possibilità di ottenere il permesso di soggiorno, mica posso sforzarmi di non esistere più, o di non essere più straniero. Anche se mi impegno di più, anche se non commetto reati, rimango clandestino. E pertanto punibile. Tutto ciò è assurdo. Chi ha il permesso di soggiorno fa di tutto per non perderlo, e pertanto fa di tutto per non delinquere. Ma oggi gli immigrati vivono tempi difficili. Ancora più duro sarà per loro sopravvivere qui con gli accordi di integrazione, previsti dal pacchetto di sicurezza. Col permesso di soggiorno a punti l'immigrato perderà il diritto di stare nel nostro Paese ogni volta che avrà superato un certo numero di piccoli reati di natura amministrativa o tributaria. Se non paga la multa sull'autobus, o la tassa sulla spazzatura, per esempio. Che Paese, eh?".

fonte: Peacereporter

mercoledì 11 novembre 2009

Azzano Decimo (Pn), Bortolotti propone il ''Censimento Islamico''

"Lei è musulmano? Favorisca i documenti". Sarà questa la domanda che potrebbero sentirsi chiedere tutti i fedeli di religione islamica residenti nel comune di Azzano Decimo. Sì perchè il Sindaco del piccolo comune friulano in provincia di Pordenone, Enzo Bortolotti (fotoa sinistra), della Lega Nord, ha avanzato la proposta, tramite il suo partito, di effettuare il "censimento islamico", ossia un censimento su tutti i cittadini di Azzano Decimo di fede islamica. A parer suo sarebbe un modo per arginare il problema dell'immigrazione clandestina. La proposta del sindaco leghista è stata subito promossa all'ordine del giorno nella prossima assemblea consigliare comunale prevista per il giorno 12 novembre (il prossimo giovedì).

MOZIONE ANTI-ISLAM - La cosa da notare è che la mozione presentata dal carroccio non si riferisce agli immigrati clandestini in generale, agli extracomunitari, ma solo a quelli di religione islamica. Ed un provvedimento del genere non è una novità. Infatti il 17 settembre scorso, in seguito all'omicidio della giovane Sanaa Dafani (foto a destra), la 18enne islamica uccisa dal padre perchè innamorata di un italiano, venne prersentata un'interrogazione simile, nella quale si proponeva di effettuare "una mappatura per stabilire dove siano insediate le comunità musulmane e in particolare quelle legate alle correnti integraliste e fondamentaliste". La proposta però non ricevette neanche una risposta in quel caso.

Cosa differente invece nel comune presieduto da Bortolotti, dove la mozione è all'ordine del giorno. Ma ormai il cinquantunenne dentista rieletto sindaco con addirittura il 70% dei voti, ci ha abituato con le sua ordinanze "anti-islam". Come dimenticare le ordinanze anti-burqa, le ronde, l'obbligo all’extracomunitario con permesso di soggiorno di dimostrare di possedere un reddito di almeno 5.000 euro ogni qualvolta richiede un servizio sociale.
LA MULTA - Se la proposta non dovesse passare, beh di certo Bortolotti non si farà fermare da nessuno. Infatti ha già dichiarato che continuerà insieme al suo partito nella battaglia contro l'immigrazione clandestina. L'unica cosa che potrebbe fermarlo è una vecchia storia (di cui abbiamo già parlato in questo giornale) di una multa presa dai suoi vigili che Bortolotti ha contestato. Il sindaco ha già perso in tribunale ed ora è in attesa del giudizio definitivo: se si dovesse confermare l'accusa, Bortolotti decadrebbe dal suo incarico.

fonte: NotiziarioItaliano

lunedì 9 novembre 2009

Picchia la figlia perché ha una storia con un ragazzo romeno

FALERNA (CATANZARO) - Ha lasciato l'abitazione dei genitori ed è andata a vivere con il fidanzato romeno, la ragazza picchiata dal padre proprio a causa della sua relazione con il giovane.

DOMICILIARI - Anche questa circostanza ha fatto sì che l'uomo, F.M., di 49 anni, dopo l'arresto ottenesse i domiciliari. Con la presenza della figlia in casa questa misura sarebbe stata inattuabile. La relazione della ragazza, studentessa, con il ragazzo romeno, maggiorenne, andava avanti da mesi ed era sempre stata osteggiata dal padre, anche se, in passato, secondo quanto si è appreso, non si erano verificati episodi di violenza.

fonte: Il Corriere della Sera

Razzismo: ancora una baby gang a Ostia, otto denunciati

Erano conosciuti come la gang del 'Lido Nord', nelle loro case gli uomini del commissariato di Ostia hanno trovato un piccolo arsenale. Nei loro pc, ora al vaglio degli inquirenti, anche alcune foto con il gruppo che fa il saluto romano. Otto giovanissimi, tutti di eta' compresa tra i 14 e 17 anni, sono stati denunciati per l'aggressione a sfondo razziale, avvenuta il 17 ottobre scorso, nella zona del pontile di Ostia, ai danni di un bielorusso che fu picchiato selvaggiamente.

fonte: Unità

sabato 7 novembre 2009

Roma, ordinanza lavavetri. Scontro tra Vescovo e Alemanno

L'ordinanza del sindaco di Roma Gianni Alemanno sui lavavetri (multa di 100 euro per chi viene sorpreso ai semafori) continua a destare forti perplessità negli ambienti ecclesiastici. Dubbi che hanno spinto il cardinale vicario Agostino Vallini ad invitare il sindaco, ricevuto questa mattina nel Palazzo del Laterano, a trovare misure alternative alle multe. Il cardinale si è detto infatti «preoccupato per i segnali di intolleranze verso gli immigrati e per la recente ordinanza», sottolineando «il malessere da lui raccolto nella comunità ecclesiale, in tanti cittadini, come pure da parte di alcuni rappresentanti delle istituzioni». Secca la risposta di Alemanno a chi gli chiedeva se, dopo l'incontro con il cardinale Vallini, avesse intenzione di ritirare l'ordinanza sui lavavetri: "Assolutamente no".

LE PERPLESSITA' DEL CARDINAL VALLINI "La domanda di legittima sicurezza dei cittadini che la pubblica Amministrazione ha il dovere di tutelare non può non essere coniugata con il diritto naturale di ogni uomo alla sopravvivenza e alla ricerca di condizioni per una vita dignitosa". Il Cardinale Agostino Vallini, Vicario del Papa per la diocesi di Roma ha espresso con queste parole al sindaco Gianni Alemanno - ricevuto in mattinata nel Palazzo del Laterano - la sua preoccupazione suscitata dalla recente Ordinanza contro i lavavetri, facendosi portavoce anche del "malessere" da lui raccolto nella comunità ecclesiale, in tanti cittadini, come pure da parte di alcuni rappresentanti delle istituzioni. Il Cardinale Vallini, pur consapevole della complessità del problema, ha invitato il sindaco ad "individuare iniziative e strumenti alternativi e integrativi che mostrino il volto umano della città e siano di sprone ai cittadini a non guardare soltanto ai propri interessi ma al bene di tutti, promuovendo così la pace sociale ed una credibile testimonianza educativa alle nuove generazioni".

fonte: Affaritaliani

giovedì 5 novembre 2009

Facebook fra razzismo e influenza A

Fortuna che ai tempi del colera e del terremoto i computer non erano ancora entrati nelle abitudini quotidiane degli italiani. Ora che invece più di mezzo mondo è collegato tramite reti web, anche il proverbiale razzismo contro i “terroni” imperversa on line. “Vai e ammazzali tutti” è l’esplicito invito di Luca Gava, fondatore del gruppo “fan” dell’influenza A che in questi giorni sta facendo vittime particolarmente in Campania.

RAZZISMO E LUOGHI COMUNI – Il gruppo conta fino ad ora 30 iscritti. È infarcito di luoghi comuni sui napoletani, dal colera, al terremoto, alla scarsa igiene, alla “monnezza”. Certo, non siamo di fronte ad un caso raro. Da Facebook a YouTube, il web è strapieno di reciproci insulti fra “polentoni” e “terroni”, con particolare veemenza quando l’oggetto del contendere è una partita di calcio o un evento infausto, come il suddetto virus H1/N1. Indicare ogni gruppo che inneggia all’eliminazione fisica dei napoletani è impresa non da poco, ai limiti dell’impossibile. Dallo tsunami al terremoto fino al Vesuvio, di cui molti non esitano a definirsi fan sfegatati per la “provvidenziale” opera di distruzione che causerebbe in caso di eruttazione.

fonte: Campania su Web

Escalation di raid xenofobi sul lido di Ostia

Tre aggressioni in soli dieci giorni. Tutte a Ostia. La matrice sempre la stessa: il razzismo. Prima il giovane giornalista preso a calci e pugni perché ritenuto gay a causa dell'abbigliamento «stravagante». Poi il ragazzo di origini bielorusse, figlio adottivo di uan famiglia di medici italiani, assalito sul pontile di Ostia da un gruppo di adolescenti nel tentativo di difendere il fratello dalle provocazioni del «branco». Infine il bengalese di 29 anni accerchiato e picchiato sempre da una banda di ragazzini, domenica sera ad Acilia. Il giovane bengalese si trovava su una panchina nel parco di via Lilloni con altri tre connazionali, quando sono arrivati dei ragazzini che hanno iniziato a inveire con insulti razzisti. I tre sono riusciti a scappare mentre il bengalese è stato aggredito: naso rotto e 15 giorni di prognosi. I sospetti dei carabinieri si starebbero concentrando su cinque minorenni, la cui posizione è al vaglio degli inquirenti.

fonte: Il Tempo

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