Si era subito pensato ad un incidente ferroviario quando, la sera di lunedì scorso, un rumeno era stato travolto da un treno in corsa, nei pressi della stazione ferroviaria di San Cristoforo a Milano. In realtà l'uomo sarebbe stato spinto sui binari al termine di una rissa. A confessarlo, secondo quanto riportato dagli inquirenti, sarebbe stato proprio il suo assassino, un giovane egiziano di 25 anni, clandestino e senza fissa dimora che la stessa sera avrebbe picchiato e ucciso il rumeno al termine di una rissa.
L’uomo avrebbe iniziato a disturbare il 39enne rumeno mentre pregava nei pressi della stazione ferroviaria. L'egiziano nutrirebbe nei confronti dei rumeni un odio tale da spingerlo ad intraprendere una violenta colluttazione con la vittima: un calcio, un pugno e poi la fatale spinta sotto il treno in arrivo.
L'aggressore, arrestato per omicidio, avrebbe detto ai carabinieri, a conferma dello sfondo razzista dell'episodio, che i rumeni “dalla terra vengono e nella terra devono tornare”. Interrogato dal pubblico magistrato, ieri, ha confermato senza batter ciglio, la versione confessata ai carabinieri.
giovedì 30 aprile 2009
OMICIDIO A SFONDO RAZZISTA "L'ho buttato sotto il treno"
Giovane cinese adottata presa a sputi da ventenni
Insulti e sputi sul treno regionale. La vittima è una adolescente originaria della Cina, si chiama Maria Silvia ed è stata adottata da quando aveva pochi mesi da una famiglia che vive in provincia di Firenze. Frequenta il ginnasio. Sabato scorso tornava con gli amici da una gita al mare, erano partiti da Pisa. Un gruppetto di ventenni l´ha presa di mira, quei ragazzi l´hanno offesa e le hanno addirittura sputato addosso per il colore della sua pelle e per gli occhi a mandorla. Lei è rimasta shockata e ha deciso di scrivere una lettera (che pubblichiamo qui). L´esperienza è stata molto pesante anche per i suoi amici: «La maggior parte di noi non aveva mai assistito a fatti così ingiusti e siamo rimasti tutti molto impressionati dalla violenza verbale e dagli atti oltraggiosi», scrivono nella premessa alla lettera di Maria Silvia. Lei ha anche pensato di sporgere denuncia contro ignoti alla polizia perché rintracciassero quei razzisti che l´hanno ferita, ne ha anche parlato con i genitori che le hanno promesso il loro appoggio. Poi ha preferito scrivere la lettera per manifestare il suo dispiacere per l´ultimo episodio e le difficoltà che la sua "diversità esteriore", come la chiama lei, le ha procurato in questi anni in Italia. Anzi a Firenze.
fonte: La Repubblica
Gottardi denuncia a Ue: Manifesti Lega sono xenofobi
L'europarlamentare del Pd Donata Gottardi ha presentato oggi un'interrogazione scritta alla Commissione europea in cui denuncia il carattere, definito "razzista e xenofobo", di alcuni manifesti usati dalla Lega Nord nelle campagne per le europee e per le amministrative di giugno. Gottardi chiede all'Esecutivo Ue se non ritenga necessario "intervenire per impedire che le forze politiche utilizzino il periodo elettorale per diffondere idee che sono totalmente in contrasto con i principi fondamentali dell'Unione europea".
ue foto di manifesti elettorali della Lega sono allegati all'interrogazione. Nella prima, un disegno raffigura un anziano italiano spinto al margine della scena da un gruppo di persone di etnia diversa (un cinese, un africano, una zingara con bambino in fasce e un musulmano con barba folta che brandisce un pugnale ricurvo). La scenetta è sovrastata da una scritta, in cui si chiede: "E' questo il futuro?". Sulla destra, sotto il simbolo della Lega, la risposta: "Con noi no". Il secondo manifesto è quello, già noto, dell'indiano d'America con la scritta "Loro hanno subito l'immigrazione, ora vivono nelle riserve".
fonte: Wall Street Italia
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martedì 28 aprile 2009
SI FINGE MAROCCHINO E AGGREDISCE DUE DONNE
E’ stato arrestato per violenza sessuale un italiano di 24 anni che avrebbe aggredito due donne nel Milanese, fingendosi marocchino. Gli e’ stata notificata un’ordinanza di custodia mentre si trovava gia’ in carcere per essere evaso dai domiciliari perche’ accusato di rapina, estorsione e lesioni. Il presunto violentatore, sarebbe riuscito a entrare nell’auto di una donna mentre era ferma ad un incrocio. Tre giorni dopo, allo stesso incrocio, gli era riuscito con un’altra donna.
fonte: ANSA via [C]*
Etichette: marocco, milano, violenza sessuale
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Le famiglie non pagano la retta niente mensa per i bimbi immigrati
Ventidue ragazzini senza piatto in tavola. Studenti delle elementari e delle medie, in maggioranza figli di immigrati. I genitori non pagano da mesi la cedola della mensa e una settimana fa la società di ristorazione ha tagliato il servizio. Nella scuola, l’istituto comprensivo di Pessano con Bornago, in provincia di Milano, scoppia la polemica contro il Comune, che si rifiuta di pagare quei pranzi. Le maestre offrono il loro pasto agli studenti, per non lasciarli senza cibo.
La Dussmann Service srl, società di ristorazione con sede a Trento, ha crediti con le 1.027 famiglie della scuola per 28mila euro, accumulati quest’anno. Un buco cresciuto a furia di cedole non pagate. A febbraio, l’azienda ha inviato a scuola l’elenco delle famiglie morose da lunga data, annunciando per i loro figli l’interruzione dei pasti. Il debito è in media di 700 euro per ogni studente, la lista conteneva 59 nomi.
Da allora, molti hanno saldato ricorrendo a rate e aiuti comunali. Oppure, se l’orario scolastico lo consentiva, hanno rinunciato al servizio. Ma per 22 non c’è stato nulla da fare: sospesi per morosità. Quattordici sono rom e vivono in un campo autorizzato. Due soli gli italiani, gli altri sono stranieri di varia provenienza. Quasi tutti frequentano le elementari, un paio le medie. «Gli stranieri non riescono a pagare — dice il preside — perché non hanno aiuti, non avendo qui la residenza». Per la stessa ragione, qualunque sia la loro situazione economica, pagano 3.80 euro a pasto, il massimo.
fonte: Repubblica
aggiornamento:
“I diritti dei bambini non hanno né nome né colore; i bambini vanno protetti sempre e bisogna garantire la loro integrazione”.
Queste la parole del presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, in merito al digiuno forzato dei bambini della scuola elementare Mauri di Pessano con Bornago.
“Situazioni come quella che si è verificata nella scuola elementare di Pessano – ha dichiarato Filippo Penati, che oggi ha sentito telefonicamente il preside della scuola - possono solo procurare danni alla crescita dei bambini che, tra l’altro, non hanno nessuna responsabilità per quello che è successo.
Per questo motivo la Provincia di Milano ha deciso di intervenire con un contributo per garantire i pasti di tutti i bambini già da domani fino alla fine dell’anno scolastico.
C’è inoltre la piena disponibilità di questa amministrazione - ha concluso il presidente Penati - ad aprire un tavolo di lavoro con il Comune, la scuola e i genitori per discutere e trovare una soluzione al problema in tutta la sua complessità”.
BENE!!!
lunedì 27 aprile 2009
Ferito e seminudo in un cabina: è grave
È stato trovato ferito e seminudo, privo di sensi, in una cabina elettrica ferroviaria vicino alla stazione Porta Nuova di Torino, all’altezza del ponte di corso Sommelier. Kostika Patariu, romeno di 44 anni regolarmente residente in Italia, è stato portato all'ospedale Molinette dove è ricoverato in rianimazione, in coma farmacologico. Ha perso molto sangue e le sue condizioni sono gravi: tre ferite, all'addome e al torace, sono particolarmente profonde. Ha anche un trauma cranico. Gli inquirenti ritengono che possa essere stato vittima di una violenta aggressione. Potrebbe essere stato colpito con un rastrello: l'attrezzo era dentro la cabina, sporco di sangue.
fonte: il Corriere della Sera
Etichette: pestaggio, romania, torino
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Croato ucciso a picconate a Varese
Jacopo ha parlato, Andrea no. Jacopo ha ammesso di fronte al gip Giuseppe Battarino di avere ucciso a picconate Dean Catic. Andrea si è avvalso della facoltà di non rispondere. E’ l’esito degli interrogatori di ieri, in carcere, per i due autori, di 20 e 18 anni, del delitto di Dean, 17 anni , piastrellista di origine croata. Varese è una città sotto choc e gli studenti sfogano la loro rabbia nei forum di Facebook. Ce ne sono già due, con 1200 iscritti: scrivono ragazzi di tutte le scuole, piangono, si disperano, e raccontano di una generazione di ragazzini che all’improvviso sembra aver perso l’innocenza, di fronte a una città «tra droga e coltelli è diventata davvero uno schifo». Parlano tutti, scrivono amici delle vittima, e anche amici degli assassini. Raccontano di Dean «ragazzo con tanti pregi e tanti difetti», ma anche del Bak (Bacchetta) e del Mera (Merani): «Erano tutti e tre bravi ragazzi e solo chi li conosce sa che è vero». La rete esprime un dolore collettivo spontaneo, come mai era successo prima, esiste già una proposta di fiaccolata. A Bobbiate, il quartiere della vittima, in chiesa questa sera alle 20,30 ci sarà una messa per Dean, ma adesso la palla passa alle scuole, che nelle ore successive alla scoperta del delitto erano chiuse. Ed è probabile che i professori saranno investiti già da questa mattina da una problema di rielaborazione di un lutto.
La gioventù perduta di Jacopo Merani e Andrea Bacchetta è finita anche nei verbali delle gip di Varese, Giuseppe Battarino. In particolare, Merani ha cercato di ripetere la confessione resa l’altra notte. Al termine del colloquio, il suo avvocato, Fabio Ambrosetti, ha difeso il ragazzo: «Jacopo ha reso una piena confessione – spiega il legale – e ha aggiunto alla ricostruzione anche altri particolari che non aveva avuto il tempo di riferire in questura. Credo abbiamo cominciato a rendersi conto che è accaduto qualcosa di grave, si è preoccupato per la madre e la sorella, mi ha parlato di un senso di colpa verso i suoi cari e verso la vittima. Mi è sembrato molto provato da questa esperienza».
I primi segnali di umanità di Jacopo devono però essere valutati dal giudice. Andrea Bacchetta è stato zitto. Ma dietro al suo silenzio c’è una mossa di tattica processuale, la difesa non ha avuto tempo di sentirlo e deve organizzarsi. Intanto chiede i domiciliari per il ragazzo: «Nei prossimi giorni - spiega l’avvocato Alberto Caleffi – valuteremo se farlo parlare con una istanza spontanea. Abbiamo invece sollevato delle eccezioni sul fermo di polizia e sull’arresto, abbiamo fatto richiesta di domiciliari e se ce li negheranno faremo ricorso al riesame». La difesa del secondo aggressore punta a diminuire la responsabilità di Bacchetta. «Lui non ha materialmente sferrato alcun colpo» dice il legale, l’ordinanza del gip sarà depositata questa mattina. Intanto, è ricomparso il motorino della vittima: un Phantom azzurro che il giovane aveva parcheggiato in una via di Varese perché rimasto senza benzina. Lo hanno trovato dei ragazzi.
fonte: Il Corriere della Sera
Etichette: croazia, omicidio, varese
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Milano: un brasiliano picchiato da 5 italiani e un serbo aggredito da un altro italiano
Sempre l’altra sera ci sono state altre due risse. La prima è accaduta alle 6.30 davanti alla discoteca Hollywood: un brasiliano è stato picchiato da cinque italiani . La seconda alle 13,30 al Cimitero Monumentale: un italiano ha aggredito un serbo per gelosia spalleggiato da una donna. Sono stati tutti arrestati.
fonte: Il Corriere della Sera (e questo è tutto quello che si trova in rete sull'argomento)
Albenga, rissa tra marocchini e italiani che poi danno fuoco alla casa dei rivali
Ci poteva scappare il morto. Per vendetta, dopo una rissa, un gruppo di italiani ha dato fuoco la notte scorsa nel centro storico di Albenga (Savona) ad una casa abitata da immigrati marocchini. Uno di questi, sorpreso nel sonno, è rimasto gravemente intossicato dal fumo ed è stato salvato dai vigili del fuoco. È stato ricoverato con riserva di prognosi a Genova. I carabinieri hanno fermato otto persone, coinvolte nella rissa. Quattro, tra italiani e nordafricani, hanno riportato ferite da taglio e sono state medicate in ospedale.
LA VICENDA - Secondo i primi accertamenti, la zuffa è scoppiata intorno all'una di notte dopo che un gruppo di italiani aveva orinato nei vasi di fiori di un palazzo abitato da immigrati. Gli inquilini, tutti marocchini regolari, hanno protestato: è cominciata così una discussione sfociata ben presto in rissa. Quattro, tra italiani e nordafricani, colpiti da fendenti forse sferrati con cocci di bottiglie o coltelli, sono finiti all'ospedale. Poi, secondo quanto ricostruito sinora dai carabinieri della compagnia di Albenga, un gruppo di amici degli italiani sono tornati nel centro storico con una tanica di benzina, appiccando il fuoco nell'appartamento al primo piano dell'immobile abitato dai marocchini.
fonte: il Corriere della Sera
«Sparite da questo posto». Scene di ordinario razzismo istituzionale a Roma
Alcuni poliziotti e numerosi agenti della Folgore si sono presentati questa mattina presso il campo rom situato tra via Centocelle e [Municipio VII], a Roma, minacciando le famiglie di abbandonare quel posto entro mercoledì; in caso contrario, hanno detto gli agenti, «distruggeremo tutto quello troveremo e vi porteremo via i bambini». Questa l’ultima ordinaria aggressione istituzionale, nella città di Alemanno e del rom che vince il Grande fratello. Eppure, anche in questo caso, si tratta di un gruppo di famiglie di rom romeni molto pacifiche: sono circa un centinaio di persone e hanno un’età metà media 25 anni, la metà di loro sono bambini che frequentano le scuole del quartiere. «Sono stati più volte identificati, nessuno di loro ha precedenti penali – spiega Gianluca dell’associazione Popica, subito intervenuto al campo – Addirittura quattro bambini hanno ricevuto delle borse di studio per il loro impegno. Un mese fa quelle famiglie rom e alcune associazioni avevano scritto al Comune e al Municipio per chiedere un luogo dove sopravvivere, ma nessuno ha risposto». In questo momento, una dellegazione dei rom e alcuni rappresentanti di associazioni antirazziste sta entrando presso la sede Municipio VII per ottenere quelle risposte.
fonte: Carta
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martedì 21 aprile 2009
Sgombero a Bruzzano: i migranti ora attendono all'ex ospedale Paolo Pini
Sono circa 200 i migranti senza un tetto per la notte, dopo lo sgombero di questa mattina al residence Leonardo da Vinci del quartiere milanese di Bruzzano. I due gruppi che nel primo pomeriggio si erano incamminati per protesta lungo la Milano-Meda hanno cambiato idea e ora si sono ricongiunti nella sede dell'ex ospedale Paolo Pini.
Al momento i migranti, alcuni dei quali sono riusciti a portare con sè alcuni effetti personali, ma molti altri senza nulla, si trovano al baretto e nei dintorni dell'ex nosocomio, dove attendono di riunirsi in assemblea, per decidere dove cercare un altro rifugio, almeno provvisorio. Le possibili alternative, però, non si sa quali siano. Nessuna notizia per ora anche dalla delegazione che questa mattina si è recata in prefettura, per discutere della situazione dei migranti, molti dei quali sono rifugiati politici in attesa di conoscere l'esito delle loro domande di asilo. "Ce l'aspettavamo" dicono un po' tutti, non sono sorpresi nemmeno delle botte prese durante lo sgombero. "Ci siamo abituati, dopo lo sgombero in via Lecco, quello al Forlanini e poi allo Scalo Romana... Si continua a passare da sistemazioni indecenti e precarie alla strada, passando per le botte e l'indifferenza delle istituzioni".
fonte: Peacereporter
Etichette: immigrati, milano, polizia, rifugiati politici
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Macchina lo travolge, ma lui scappa zoppicando
Scappa dopo essere stato investito da un'auto. Una scena surreale si è verificata ieri mattina in corso Archinti, su cui stanno indagando gli agenti di polizia locale. Il sospetto è che il ferito fosse uno straniero, forse albanese, senza i documenti per il soggiorno. I testimoni lo hanno visto allontanarsi zoppicando verso piazzale Tre Agosto e poi scomparire nel nulla: nessuno ha provato a fermarlo. Lo schianto si è verificato intorno alle 11 in fondo al corso Archinti: una Fiat Punto condotta da una donna e con a bordo un bambino ha travolto lo straniero sbucato all'improvviso dalle auto parcheggiate. La donna alla guida è scesa per sincerarsi delle condizioni del ferito, ma questo, approfittando di un momento di confusione, si è rialzato ed è fuggito zoppicando. La polizia locale lo ha cercato in tutta la zona, poi ha allertato il pronto soccorso affinché segnalasse l'arrivo di un uomo con una ferita al piede destro.
tratto da Il Cittadino (Quotidiano di Lodi) del 16 aprile 2009 via Carlo Monguzzi (Facebook)
Etichette: albania, permesso di soggiorno, salute
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lunedì 20 aprile 2009
CORI RAZZISTI A BALOTELLI, SALE LA PROTESTA
Sale la protesta di diversi esponenti dello sport, dopo i cori razzisti a Balotelli provenienti dagli spalti bianconeri durante Juve-Inter di sabato del tipo "se saltelli, muore Balotelli", "negro di m...". "Adesso cercheremo di sensibilizzare la Federazione e la Lega perche' prendano iniziative. Non si deve far passare un fatto del genere senza prendere provvedimenti. Queste manifestazioni di razzismo, oltretutto contro un giocatore italiano, sono assolutamente inaccettabili". Lo ha detto, in un'intervista a R101, Sergio Campana, presidente dell'Associazione Italiana Calciatori. "Non ci si aspettava - ha detto ancora Campana - un episodio del genere in una citta' civilissima come Torino. Abbiamo ricevuto molte telefonate dai giocatori, che esprimono solidarieta' a Balotelli e ci invitano a prendere posizione. Ne parleremo nei prossimi giorni - ha concluso Campana - in occasione di una riunione dell'Associazione Calciatori. Non so ancora quali decisioni prendera' il consiglio direttivo, ma certo non lasceremo passare il fatto inosservato". In una dichiarazione pubblicata sulla Gazzetta, il patron nerazzurro Moratti ha detto "Se fossi stato allo stadio, a un certo punto avrei lasciato il mio posto in tribuna, sarei sceso in campo e avrei ritirato la squadra; c'e' un limite a tutto. Ho anche pensato che la partita potesse essere interrotta dall'arbitro, ma mi sono sbagliato". Per il commissario tecnico della nazionale brasiliana Carlos Dunga, intervenuto a Radio Anch'io Lo Sport "e' una brutta cosa, una cosa culturale, la gente si sfoga nel modo sbagliato e il calcio deve prendere misure giuste per combattere questo fenomeno". "Ormai il mondo e' globalizzato, ci sono giocatori in campo di tutte le razze e quindi non ci sono motivi per essere razzisti". "I calciatori dovrebbero fermarsi, questa sarebbe una soluzione. Sabato il capitano della Juve poteva dire 'non giochiamo piu''" Lo ha dichiarato a Radio Anch'io Lo Sport su Radiouno l'ex attaccante dell'Avellino (1980-1985), Inter, Ascoli e Cremonese, Juary, intervenuto sull'argomento. "Anche ai miei tempi era cosi'. Sono cose che non si riescono a capire. Poi non bisogna dimenticare che Balotelli e' anche italiano. Questa gente non capisce niente e non merita di andare allo stadio. Cosa prova un calciatore? Si sta male, possiamo solo pregare Dio che abbia misericordia di questa gente.
fonte: AGI
Etichette: calcio, razzismo, torino
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venerdì 17 aprile 2009
Razzismo: l'Ue bacchetta l'Italia
Il governo italiano, nell'ultimo anno, ha fatto 'passi insufficienti sul fronte della lotta al razzismo'. Ha detto il Consiglio d'Europa. Preoccupato dai resoconti che evidenziano una tendenza al razzismo e alla xenofobia, che sfocia in atti violenti, rivolti contro immigrati, Rom e Sinti o cittadini italiani con origini straniere, anche in ambito sportivo'. L'Italia ha risposto sostenendo che il governo ha gia' preso o sta prendendo le misure necessarie.
fonte: Ansa
Etichette: italia, razzismo, unione europea
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martedì 14 aprile 2009
«Hai una macchina troppo vecchia» Lo picchiano e gli fanno perdere un occhio
Prima lo ha preso in giro perché guidava una vecchia auto, secondo lui un modello fuori moda. Poi lo ha colpito con una bottiglia al capo fino a romperla, accompagnando l'aggressione con insulti razzisti. Vittima dell'ultimo episodio di xenofobia fra Tor Bella Monaca e Casilino è stato lunedì notte un cittadino senegalese di 30 anni ora ricoverato in prognosi riservata in ospedale. L'uomo, curato dai medici del Policlinico di Tor Vergata, perde la vista da un occhio per i colpi ricevuti dall'aggressore, B.M., 20 anni, pregiudicato, arrestato dai carabinieri nella sua abitazione sempre a Tor Bella Monaca. Il giovane è accusato di lesioni gravissime, aggravate dall'odio razziale. Per lo stesso reato è stato denunciato un suo amico sedicenne, che ha partecipato all'aggressione.
L'AGGRESSIONE - Il senegalese è stato affrontato dai due fuori da un bar di via Casilina. Erano le due di notte. Spalleggiato dal minorenne e anche da altri giovani, B.M. ha iniziato a prendere in giro il trentenne. Alla reazione della vittima ne è nato un violento litigio, al culmine del quale il ragazzo ha afferrato una bottiglia e si è avventato sull'altro colpendolo più volte. Proprio in quel momento è intervenuto un avventore del bar che ha cercato di proteggere il senegalese ma il suo tentativo è fallito. Dopo la fuga dell'aggressore e dei suoi complici, la vittima ha chiesto aiuto ai carabinieri. Più tardi gli investigatori della compagnia di Frascati e della stazione di Tor Bella Monaca hanno rintracciato B.M. a casa dove, nel corso di una perquisizione, è stata sequestrata anche la sua maglietta ancora sporca di sangue. Il ventenne è stato condotto nel carcere di Regina Coeli.
L'AGGRAVANTE - Al 20enne arrestato anche l'aggravante dell'odio razziale. L'aggressione, infatti, fanno notare i carabinieri della compagnia di Frascati, è stata preceduta da vari insulti tra cui «negro di m...». Le lesioni personali gravissime, contestate per la lesione permanente a una funzione vitale, in questo caso la vista, sono state aggravate, perché oltre all'uso della bottiglia l'aggressore ha ingiuriato l'uomo con frasi razziste. Il pregiudicato rischia, spiegano gli investigatori, dai sei ai 12 anni di carcere. L'aggravante farà salire la pena.
Etichette: pestaggio, roma, senegal
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