perchè questo blog?

L'Italia è diventata da anni paese di immigrazione ma da qualche tempo si registra un crescere di fenomeni di razzismo. Dopo la morte di Abdul, ucciso a Milano il 14 settembre 2008, ho deciso che oltre al mio blog personale avrei provato a tenere traccia di tutti quei fenomeni di razzismo che appaiono sulla stampa nazionale. Spero che presto questo blog diventi inutile...


martedì 12 maggio 2009

Milano, avviata la procedura di revoca dello status di rifugiato per leader delle proteste

Il cittadino eritreo Paulus Yacob Gabrazat, leader dei circa duecento rifugiati e richiedenti asilo che nei giorni scorsi avevano protestato per la loro condizione in diverse vie e piazze milanesi, ha ricevuto la notifica dell'avvio del procedimento di revoca del suo status di rifugiato politico. Con lui, hanno ricevuto un simile provvedimento anche due cittadini sudanesi e un cittadino etiope.
La vicenda dei rifugiati e dei richiedenti asilo era cominciata quando erano stati fatti sgomberare dal'ex hotel di via Senigallia di Milano. In seguito erano stati ospitati nel dormitorio di via Saponaro, ma dalla fine di aprile, i rifugiati erano costretti a dormire all'aperto, in città, per mancanza di una struttura che li potesse ospitare.
i rifugiati hanno più volte incontrato i rappresentanti delle istituzioni cittadine, nazionali ed europee, ma nessuno è stato in grado di trovare loro una sistemazione.
Per questo, i circa duecento - alcuni in Italia con lo status di rifugiato politico, altri con lo status di rifugiato per motivi umanitari, altri ancora in attesa di incontrare la commissione per il riconoscimento della protezione internazionale - hanno più volte manifestato, sempre pacificamente, per le vie della città.
Oggi, Paulus e altri, hanno ricevuto la comunicazione dell'avvio del procedimento della revoca del loro status di rifugiati. Evidentemente, le loro proteste milanesi, che non hanno risolto il problema delle loro sistemazioni, hanno compiuto il miracolo di rendere la situazione dei loro paesi di origine (Etiopia, Eritrea e Sudan) finalmente tranquilla.

fonte: Peacereporter

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