Vigilessa rimproverata dal sindaco perché risponde al telefono con l'accento meridionale. E' accaduto a Tradate, in provincia di Varese, dove la vicenda è finita sui banchi del consiglio comunale dopo un'interrogazione presentata dal centrosinistra. E' lo stesso sindaco, Stefano Candiani, che è anche il segretario provinciale della Lega Nord, a spiegare al sito varesenews.it che era stato lui a telefonare in Comune, "ma non avevo capito cosa era stato detto al telefono". Candiani aveva poi chiesto formalmente al comandante dei vigili urbani, Claudio Zuanon, "maggiore attenzione da parte di chi risponde al telefono".
La vigilessa, da parte sua, ha chiesto al comandante di essere esentata dal servizio di risposta telefonica. E l'opposizione si chiede: sarebbe successa la stessa cosa se la vigilessa avesse risposto con l'accento lombardo? Il sindaco assicura di sì: "Si sta parlando della lingua italiana. E' una questione di rispetto nei confronti dei cittadini". Sempre in Lombardia, però, la Lega ha fatto della difesa del dialetto uno dei suoi cavalli di battaglia. Tanto da istituire il centralino in dialetto al comune di Como, per esempio, e realizzare un tigì in dialetto sulla tivù leghista Telepadania.
fonte: Repubblica
mercoledì 21 ottobre 2009
Il sindaco leghista accusa la vigilessa "Al telefono ha l'accento meridionale"
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