perchè questo blog?

L'Italia è diventata da anni paese di immigrazione ma da qualche tempo si registra un crescere di fenomeni di razzismo. Dopo la morte di Abdul, ucciso a Milano il 14 settembre 2008, ho deciso che oltre al mio blog personale avrei provato a tenere traccia di tutti quei fenomeni di razzismo che appaiono sulla stampa nazionale. Spero che presto questo blog diventi inutile...


domenica 30 novembre 2008

Razzismo. Aggredita a Napoli una trans su un pullman della linea urbana

Un'aggressione ai danni di una transessuale è avvenuto nella notte tra sabato e domenica scorsi a Napoli. Mara (questo il nome scelto dalla transessuale) era sull’autobus che da Piazza Garibaldi conduceva per Ponticelli quando si è ritrovata accerchiata da un gruppo di una trentina di di età compresa ragazzi tra i 17 e i 25 anni che, nell’indifferenza dei presenti, l’hanno aggredita verbalmente e fisicamente. In una nota Valeria Valente, assessore alle Pari Opportunità del comune di Napoli riferisce in una nota che «la frequenza di questi atti di intolleranza e discriminazione dimostra ancora una volta che l’attenzione su questi temi non deve in alcun modo calare. L’omofobia e la transfobia sono fenomeni da contrastare, non solo a livello istituzionale, ma anche attraverso la valorizzazione e la diffusione di una nuova cultura che guardi con rispetto alle differenze».

fonte: Agenziami

2 commenti:

v. ha detto...

Secondo me in questo caso non si può parlare di "razzismo" ma appunto di transfobia. Non significa che sia fenomeno "meno grave", ma è una cosa diversa. Amalgare il tutto non serve

Anonimo ha detto...

la violenza è un effetto collaterale di questa società senza valori. non mi stupisce il fatto che la gente si senta in diritto di insultare (una???) un trans su un autobus, mi stupisce che una cosa del genere faccia notizia. sono dell'idea che le cosiddette "perversioni" sessuali non debbano uscire dalla sfera personale, perciò vedere un travestito per strada per me è un'offesa. se vogliono essere rispettati devono imparare a rispettarci. Pasquino